★★★ THIS IS ELVIS ★★★: Storie Sconosciute

giovedì 28 dicembre 2017

Storie Sconosciute






STORIA #7

Quando Elvis aveva solo pochi mesi, per aiutare la famiglia, Gladys si trovò obbligata a trovare un lavoro. Trovò il misero lavoro, di raccogliere il cotone presso la Tupelo Garment Factory. Gladys non poteva permettersi di lasciare solo Elvis e non voleva lasciarlo con una baby sitter, così lo mise in una coperta e lo portò con sé.
Dopo aver camminato nel campo per oltre un miglio, Gladys aveva raccolto 2 sacchi.
Uno fu usato per metterci il cotone raccolto; il secondo fu usato per portare suo figlio.
Elvis rimaneva nel sacco mentre Gladys toglieva i fiocchi di cotone dalle piante. Ogni volta che si spostava verso i filari delle piante, si tirava vicino il figlio.
Quando Elvis necessitava di essere cambiato, Gladys smetteva di raccogliere e si dedicava a suo figlio. Quando aveva fame, smetteva di lavorare e gli dava da mangiare fino a che non era sazio. Gladys continuò a portare Elvis con sé, nei campi di cotone, fino a quando diventato abbastanza grande, fu necessario dedicargli tutta l’ attenzione.


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STORY #7
In order to help support her family, Gladys was forced to get a job when Elvis was only a few months old. She found a meager yet back-breaking job picking cotton for the Tupelo Garment Factory. She could not afford and did ot want to leave Elvis with a babysitter, so she wrapped him in a blanket and took him with her. After walking over a mile in the field, Gladys collected two sacks. The first was used to collect cotton; the second was used to carry her son. Elvis rested on a sack while Gladys plucked cotton from the seed pods. As she moved down the row of plants, she pulled Elvis along. When Elvis needed a diaper change, Gladys stopped picking and tended to her son. When he was hungry, she stopped working and breast fed him until he had his fill. Gladys continued to bring Elvis to the cotton fields until he grew active enough to require her full attention.


http://members.tripod.com/sharoncarrell_1/estories2.html

Traduzione di Loretta Fornezza

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