★★★ THIS IS ELVIS ★★★: 2017

domenica 17 settembre 2017

Elvis a Parigi - 17 giugno 1959

Mentre era in Germania, Elvis ha visitato Parigi tre volte. In questo post vi mostriamo le foto della sua visita del 17 giugno 1959, durante il quale Elvis alloggiò all'hotel Prince De Galles.





















clicca qui per altre foto 

venerdì 15 settembre 2017



The First Time Ever I Saw Your Face
Words & Music: Ewan McColl
Recorded: 1971/03/15, first released on single
Traduzione di Vali/g52


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“The First Time Ever I Saw Your Face” - incisa da Elvis Presley lunedì 15 Marzo 1971
Scritta da: MacColl
Originariamente incisa da Peggy Seeger nel 1958
Versione originale di Elvis Presley su: Walk A Mile In My Shoes—The Essential 70's Masters Disc 1


Molto tempo prima della versione del 1972, di Roberta Flack (registrata nel 1969 per il suo album "First Take"), "The First Time Ever I Saw Your Face" venne incisa dalla donna per la quale era stata scritta, e cioè la sorella di Pete Seeger. La versione della Flack si fece notare quando venne usata per il film di Clint Estwood "Play Misty For Me." Ewan MacColl, l’autore di questo pezzo, era il padre di Kirsty MacColl. Uno dei primi successi di Kirsty fu "There's A Guy Works Down The Chip Shop Swears He's Elvis Presley"!

(aggiornato al 2008)

martedì 12 settembre 2017

Storie sconosciute #10

Storie sconosciute:

Un bambino di 10 anni di nome Donald Wilson, improvvisamente aveva perso tutta la sua famiglia in un terribile incidente automobilistico. Dopo il funerale, il tribunale lo affidò a sua nonna. Poco tempo dopo, Donald soffrì di un collasso nervoso e gli fu diagnosticato la necessità di trapiantare un rene artificiale. Sua nonna non sapeva cosa fare e come aiutare suo nipote, molto malato. L’unica cosa che lo tirava su, era la sua collezione di dischi di Elvis Presley. Un giorno, mentre Donald suonava a tutto volume, sua nonna andò in soggiorno e scrisse una lettera al cantante. Spiegò il problema di Donald, nonché la sua passione per lui. Quando Elvis ricevette la lettera, si sedette e scrisse, al ragazzo, alcune parole di incoraggiamento. Fece un pacchetto, includendo parecchie sue foto e gli ultimi dischi e un cartoncino. Disse ad ognuna delle sue segretarie di scrivere qualcosa che potesse dimostrare al ragazzo, che tutti si preoccupavano per lui.
Elvis, in persona, portò il pacchetto all’ufficio postale e lo spedì.
Quando la nonna di Donald portò il pacco nella camera del nipote, il ragazzo scoppiò a piangere dalla gioia. Meravigliato trovò le foto, i dischi e le dediche. Dopo aver letto la lettera di Elvis, Donald scoprì che la sua adorata nonna aveva scritto al suo cantante preferito. Corse verso di lei e l’abbracciò, piangendo e ringraziandola.
Dopo l’arrivo del pacco di Elvis, Donald iniziò a stare meglio e sia lui che sua nonna sentirono che il miglioramento era dovuto ad Elvis ed all’amore che lui gli aveva dimostrato.


Traduzione di Loretta Fornezza




https://www.facebook.com/ThisIsElvis.Italy/posts/514273758919737










venerdì 8 settembre 2017

How's the World Treating You




How's the World Treating You
Words & Music: Chet Atkins/Boudleaux Bryant
Recorded: 1956/09/01, first released on “Elvis”
Traduzione di vali/g52

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“How's The World Treating You” - incisa da Elvis Presley sabato 1 Settembre1956
Scritta da: Atkins; Bryant
Originariamente incisa da Eddy Arnold nel 1953
Versione originale di Elvis Presley su: Elvis Presley; The Complete 50's Masters 2


Non c’è alcun dubbio che Chet Atkins scrisse questo pezzo, insieme a Boudleaux Bryant. La versione di Arnold si piazzò al 4° posto della classifica country. Eddy Arnold è stato un grande nome della musica Country, con a suo favore più di 140 hits. Tom Parker fu il manager di Arnold prima che, in Elvis Presley vedesse l’oro. Sembra che Elvis Presley abbia visto lo stesso oro in Arnold, visto che fece 7 covers dei suoi brani, di cui questo fu il primo.

http://users.telenet.be/davidneale/e...als/index.html
(aggiornato al 2008)



mercoledì 6 settembre 2017

The Lord's Prayer



The Lord's Prayer
Words & Music: Felix Mendelssohn-Bartholdy
Arranged by Elvis Presley
Recorded: 1971/05/16, first released on
“Essential Elvis, Volume 4 - A Hundred Years from Now”
Traduzione di Vali/g52

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“The Lord's Prayer” - incisa da Elvis Presley domenica 16 Maggio 1971
Originariamente incisa da Dr. B. Sunderland nel 1898
Versione originale di Elvis Presley su: A Hundred Years From Now (Essential Elvis Presley Volume 4)


"The Lord's Prayer", naturalmente si tratta della preghiera scritta nella Bibbia. La versione di Elvis Presley è descritta sugli appunti di "A Hundred Years From Now", come "Performance informale"! La prima registrazione di questa preghiera, sembra sia stata fatta da Emile Berliner verso il 1888, ma non si sa se è stata fatta con scopi commerciali. L'incisione di Dr. Sunderland del 1898 era una recitazione della preghiera, fatta su un disco ad una facciata e pubblicato dalla società Emile Berliner's Gramophone.

mercoledì 30 agosto 2017

CNN - LARRY KING LIVE (14/01/2005)



CNN LARRY KING LIVE – Jan 14, 2005
Ricordando Elvis Presley 


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http://edition.cnn.com/TRANSCRIPTS/0501/14/lkl.01.html
Traduzione di Loretta Fornezza



Andato in onda il 14 Gennaio 2005 ore 21.00

LARRY KING: Stasera, a 70 anni dalla sua nascita, ascolteremo storie intime della leggenda Americana Elvis Presley, con la sua famiglia, gli amici più stretti ed anche fidanzate ed ex amori. Con noi stasera, i suoi migliori amici della Memphis Mafia:
- Marty Lacker che conosceva Elvis da quando andavano a scuola e che fu suo testimone di nozze, e lavorava con Elvis come contabile e segretario.
- Lamar Fike, il suo tour manager, talmente vicino ad Elvis da fare in modo di entrare nell’esercito con lui, senza riuscirci.
- Jerry Schilling, grande amico di Elvis, per il quale è tuttora difficile parlare di tutto il tempo che ha passato con lui
- David Stanley, il fratellastro di Elvis che si trovava a Graceland quando Elvis morì.
- Anita Wood che fu fidanzata di Elvis per molti degli anni ’50 e per un periodo ha anche vissuto a Graceland.
- Patty Perry, che conosceva Elvis da molto tempo e che in forma ufficiale e non, fu l’unico componente donna della Memphis Mafia.
Ricordi e storie personali del King. I momenti alti e bassi fra poco al LARRY KING LIVE.

LARRY KING. E’ difficile da credere, ma oggi, se Elvis Presley fosse vivo, avrebbe 70 anni. Il suo compleanno sarebbe stato la settimana scorsa e così abbiamo deciso di fare un quadro generale di lui. Altri ospiti di raggiungeranno più tardi e ci saranno anche delle telefonate.

Procediamo con il primo membro della Memphis Mafia, Marty Lacker che è stato il primo ragazzo che Elvis ha conosciuto a Memphis. Dove di siete conosciuti?

MARTY LACKER, amico di Elvis: All’ultimo anno della scuola superiore

LARRY KING. Com’era a scuola?

LACKER: Particolare. Era un solitario.
Io mi ero appena trasferito da New York, e questa era una cosa che avevamo in comune. Elvis si vestiva in modo molto sgargiante, con vestiti che erano completamente diversi da quelli degli altri. Molti portavano i capelli corti a spazzola, mentre lui portava capelli più lunghi di tutti gli altri. Io, arrivando da New York, mi vestivo allo stesso modo e i ragazzi erano soliti prenderci in giro su chi spogliare il giorno dopo.

LARRY KING. Ha cantato?

LACKER: Ha cantato in un paio di spettacoli per nuovi talenti a Memphis. Intendo a scuola. Ma nessuno lo sapeva, tranne le persone che erano intorno a lui.

LG: Patty Come hai conosciuto Elvis?

PATTY PERRY, amica di Elvis: L’ho conosciuto a Los Angeles. Io avevo 17 anni e guidavo la mia vecchia Cluncker Buick sul Santa Monica Boulevard. Io e la mia amica stavamo andando ad una festa della confraternita.
Improvvisamente, abbiamo visto quella Rolls Royce nera e io dissi: “Andiamo a vedere chi c’è nella Rolls Royce. Facciamo finta di non sapere che è lui”
Mi avvicinai e lui abbassò il finestrino e io dissi: “Sei un viso familiare, forse ci siamo visti da qualche parte? Ma lui aveva capito che l’avevamo riconosciuto. Così disse: Accosta. E in un minuto ti cambia la vita. Eravamo incastrate. Lui ci chiese di andare a casa sua e non voleva più lasciarmi andare.
Elvis e Patty Perry


LARRY KING Quando sei diventata un membro della Memphis Mafia?

PERRY: Beh io ero come una sorellina. Questi ragazzi mi hanno preso sotto la loro ala. Marty e Lamar e Jerry.

LARRY KING. Tu gli facevi i capelli vero?

PERRY: Si qualche volta. Larry Geller glieli faceva molto di più. Ma io glieli feci per lo special dell’Aloha

LARRY KING: Glieli hai fatti tu?

PERRY: Sì era bellissimo

LARRY KING: Lamar Fike è stato un membro della MM e amico intimo. Tu dirigevi i tour, Lamar ?

LAMAR FIKE, il tour manager di Elvis Presley : in verità non ero io. Io lavoravo con lui, Larry. Io ero addetto principalmente alle luci, a Las Vegas e quando facevamo i tour on the road, facevo qualcosa. Ma noi, principalmente, eravamo là per fare coordinare le cose. Quella volta era un divertimento farlo.

LARRY KING: Com’era lavorare con lui?

FIKE: Alle volte era molto difficile, ma la maggior parte era divertentissimo stare con lui. Sai, stavamo con lui 24 ore a giorno e dovevi stare attento a quello che facevi, perché rischiavi di diventare troppo confidenziale e dire cose che non avresti dovuto ed ritrovarti in discussioni poco piacevoli. C’era sempre molta tensione che, in realtà, non finiva mai e ti arrivava fino alle dita dei piedi.

LARRY KING: Jerry Schilling, tu eri un amico di famiglia molto intimo. Ti definisci uno del gruppo di Memphis o ti dobbiamo vedere come uno della Memphis Mafia?

JERRY SCHILLING, amico intimo di Elvis. E’ successo tanti anni fa. Eravamo a Las Vegas, indossavamo abiti di mohair e portavamo la pistola. La stampa, in modo quasi affettuoso, iniziò a dire la Memphis Mafia è tornata in città. Ci piaceva questa cosa. Eravamo giovani.

LARRY KING: Quante persone erano coinvolte nella Memphis? 

Jerry Schilling e Elvis

SCHILLING. Normalmente 6/7 alla volta. Nel corso degli anni, c’erano circa 12/13 ragazzi.

LARRY KING. Stavate insieme?

SCHILLING. Oh, noi vivevamo assieme, Larry

LARRY KING. Eravate legati? Vi sosteneva?

SCHILLING. Ti dirò, vista da di fuori sembra una cosa strana. Ma vista dall’interno era una cosa molto importante. Prima di tutto, lui non assumeva una persona perché era un contabile o un tour manager, assumeva le persone delle quali aveva fiducia e poi ognuno individuava una sua mansione.

LARRY KING. Quindi si imparava in corsa?

SCHILLING. Assolutamente sì

LARRY KING- Quindi per lui la fiducia era la cosa più importante?

SCHILLING. Assolutamente la più importante.

PERRY. Larry, noi eravamo una famiglia. Elvis era prigioniero della sua fama. Noi eravamo quelli che lo sostenevano. Lui non poteva andare da nessuna parte, c’erano almeno 20 ragazze fuori dai cancelli del nr. 24/7 e noi eravamo la sua famiglia. Ci siamo anche molto divertiti insieme e questi ragazzi erano i suoi migliori amici.

LARRY KING. Ti piaceva molto vero?

PERRY. Gli volevo molto bene. Era un uomo incredibile. Tra i ragazzi che lavoravano con lui, c’erano italiani, ebrei, cristiani e lui portava sempre la croce e la stella di David, così era sicuro che non sarebbe stato cacciato dal Paradiso per un dettaglio tecnico. Intendo dire che era una persona divertente. Noi eravamo i suoi amici e l’unica cosa che ci chiedeva era amicizia e lealtà.

LARRY KING. David, tu eri il suo fratellastro. Quanti anni avevi quando l’hai conosciuto?

DAVID STANLEY, FRATELLASTRO DI ELVIS. Io avevo 5 anni. Mi trasferii a Graceland nel 1960, quando mia madre, che era divorziata, sposò il padre di Elvis, rimasto vedovo. Perciò quando incontrai Elvis Presley, non sapevo che tipo fosse. Non sapevo quanto fosse un Re. Fu divertente perché quando incontrai Elvis, incontrai la maggior parte di questi ragazzi: Marty Lacker e Lamar Fike. Era come ci fosse una festa in una famiglia del sud e io, bambinetto di 4 anni, giravo per la casa, senza capire cosa succedeva.

LARRY KING. Era un gran buon fratellastro?
Elvis e David Stanley


STANLEY. Sicuro! Mi stai prendendo in giro? Ho avuto parecchie attenzioni come quella di essere accompagnato a scuola, con una Cadillac rosa ogni giorno. Quello che voglio dire è che se Elvis era il tuo fratellastro, ancora di più era una figura paterna. Aveva 20 anni più di me. Mi ha insegnato tutto. Mi ha insegnato la musica. Mi ha insegnato come essere cool. Mi ha insegnato tutto sulle ragazze. Mi ha insegnato le cose che riguardano lo spirito e tutto quello che ne consegue. Noi siamo come quei veterani della 2° guerra mondiale, della guerra in Corea o del Vietam, tutti abbiamo sperimentato una cosa unica. E come ho già detto, è fantastico trovarsi assieme e trasmettere, per quanto ci è possibile, ciò che abbiamo conosciuto di una persona che abbiamo amato veramente tanto.

LARRY KING. Marty tu hai la sua stessa età vero?

domenica 27 agosto 2017

I Gotta Know



I Gotta Know
Words & Music: P. Evans/M. Williams
Recorded: 1960/04/04, first released on single
Traduzione di Vali/g52

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“I Gotta Know” - incisa da Elvis Presley domenica 3 Aprile 1960
Scritta da: Evans; Williams
Originariamente incisa da Cliff Richard nel 1959

Versione originale di Elvis Presley su: Elvis Presley Is Back; From Nashville to Memphis (CD1)

Come Cliff Richard sia arrivato ad incidere "I Gotta Know" sembra essere un mistero, persino per il suo compositore, Paul Evans. Gli fu data la possibilità di scegliere a chi dare da incidere la canzone se a Fabian o Elvis Presley (ora chi si ricorda di Fabian?) e scelse Elvis Presley, scoprendo solo più tardi che il brano era già stato inciso, nel settembre dell’anno prima, cioè il 1959, dall’imitatore inglese di Elvis Presley, Cliff Richard,. La versione di Elvis Presley venne inserita sul lato B del disco "Are You Lonesome Tonight?", ma nonostante fosse sul lato B, raggiunse il 14° posto in classifica!

(aggiornato al 2008)



Do the Clam




Do the Clam
Words & Music: S. Wayne/B. Weisman/D. Fuller
Recorded: 1964/06/12, first released on single

lunedì 21 agosto 2017

Girl Happy



Girl Happy
Words & Music: Doc Pomus/Norman Meade
Recorded: 1964/06/10, first released on “Girl Happy”
Traduzione di Vali/g52


venerdì 18 agosto 2017

Introduzione al libro THE GOSPEL SIDE OF ELVIS di Joe Moscheo




Ho letto il libro THE GOSPEL SIDE OF ELVIS, scritto da Joe Moscheo.
Come prevedevo, è riuscito a toccare il mio cuore, esattamente come è successo con il documentario HE TOUCHED ME e l'ultimo ELVIS LIVES, entrambi ideati da Joe Moscheo.
Tutti sappiamo quanto il gospel fosse parte della vita di Elvis e questo è un aspetto di lui, che ha contribuito a farmi capire chi era Elvis Presley ed amarlo per tutte le sue debolezze, fragilità e contraddizioni che sono di ogni essere umano.
Mi hanno proposto una recensione, ma io non ne sono assolutamente capace. Rischierei di raccontare episodi, togliendo il piacere di leggerlo a chi ne avesse voglia.
Preferisco quindi mettere l'introduzione del libro, scritta da Priscilla Presley, sperando di farvi cosa gradita.



Introduzione al libro THE GOSPEL SIDE OF ELVIS di Joe Moscheo

Ho sempre ritenuto che questa parte di Elvis non sia mai stata esplorata completamente, dal momento che è stata il fondamento del suo stile, del suo spirito e della sua passione. Chiunque abbia passato un po’ di tempo con Elvis, si è reso conto molto velocemente di quanto la musica gospel facesse parte di lui.
Con la profonda conoscenza dell’amore di Elvis per il gospel, Joe Moscheo offre al lettore un meraviglioso racconto di quelli che erano i suoi cantanti, i suoi quartetti e i suoi gruppi preferiti.
Joe condivide con voi quelle storie che ancora non sono mai state completamente rivelate.
Molte di queste storie sono ancora limpide nella mia mente e sono raccontate con chiarezza e sentimento. I pensieri e le opinioni di quello che Joe ha percepito o visto, durante il suo periodo con Elvis, vengono espressi in modo onesto e condivisi con compassione, senza aggiungere aspre critiche. Il suo rispetto per Elvis è senza dubbio genuino.
Ora, chi ha vissuto nel mondo di Elvis, condivideva le sue passioni. Qualsiasi cosa Elvis amasse, voleva condividerlo con gli altri (oddio, quasi tutto).
Quando si sedeva al pianoforte, fra tutte, sceglieva sempre una canzone gospel.
Assistevamo alla National Gospel Convention e, inevitabilmente, andavamo nel backstage, dove Elvis mi presentava a tutti coloro che lo avevano influenzato o coloro che lui ammirava.
Per anni, ho vissuto e respirato gospel con lui quasi ogni domenica, iniziando alle 6 del mattino, ascoltando gli Happy Goodmn Family, i Blackwood Brothers, gli Statesmen Quartet, gli Stamps e altri. Per ogni performance, Elvis voleva essere sicuro di avere la mia massima attenzione e mi faceva notare le qualità di ogni band, evidenziandomi quanto di grande e particolare facesse ognuno di loro. Voleva che ascoltassi le tonalità alte e quelle basse di una nota emessa da Jake Hess o J.D. Sumner. Quando Elvis li vedeva cantare, era come se lui stesso fosse sul palco, a cantare con loro.
Elvis sentiva ogni singola parola ed emozione che veniva cantata.
I ricordi di Joe sono di prima mano. Li ha sperimentati stando con Elvis e viaggiando con lui. Li ha vissuti con lui, sul palco, in qualità di componente del quartetto Gospel degli Imperials ed ora, con molta generosità, li vuole condividere con voi.

Buon divertimento
Priscilla Presley




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Traduzione di Loretta Fornezza
http://www.grazielvis.it









mercoledì 16 agosto 2017

Where No One Stands Alone – Live '77



Where No One Stands Alone – Live '77
Words & Music: Mosie Lister
Recorded: 1966/05/25, first released on "How Great Thou Art"
Traduzione di Vali/g52

Where no One Stands Alone



Where No One Stands Alone
Words & Music: Mosie Lister
Recorded: 1966/05/25, first released on "How Great Thou Art"
Traduzione di Vali/g52

IL PILOTA DI ELVIS



http://www.elvis.com.au/presley/article-marcoislandpilot.shtml- di Mike Loomis - July 20, 2000



Marco Island il pilota che faceva volare il Re

Dal 1975, Ron Strauss pilotò il Lisa Marie, il grande aereo privato di Elvis Presley, che portava il nome di sua figlia, fino a poco dopo la sua morte avvenuta il 16 agosto 1977
Che fosse per attraversare la nazione per uno dei tanti tour di Elvis o che fosse per fare un volo a tarda note fino a Denver per panini al burro e gelatina, il lavoro era “l’occasione-di-una –volta-nella vita” Dichiara Strauss




The Lisa Marie in Flight

Ad ogni volo, Elvis veniva nella cabina di pilotaggio solo per dire “ciao”, ricorda Strauss. “era una persona molto gentile, un uomo molto brillante ed aveva un carisma incredibile”
L’aereo – un Convair 880 con la radio il cui codice era “Hound Dog” 1” – era un jet per passeggeri della Delta Airlines fino a quando Elvis non lo comprò da un broker, amico di Strauss. Il broker lo aveva raccomandato a Strauss, il quale, avendo familiarità con quel genere di aerei, ne parlò al padre di Elvis, Vernon Presley.

I due si incontrarono a Memphis e, subito dopo, fu finalizzata la trattativa. “Inviarono l’aereo a Dallas e letteralmente lo sventrarono” racconta Strauss.
Vicino ad una dimensione da 707, il Lisa Marie venne fornito di lussuosi alloggi per dormire, un tavolo da conferenze, una sala, due toilettes, una cambusa ben fornita e un bar. “Poteva portare 29 persone al massimo, ma di solito erano in 8 o 10” racconta Strauss
Il primo viaggio fatto sul Lisa Marie è stata una gita da Memphis a Las Vegas, dove Elvis doveva esibirsi. “Per il tour, l’itinerario era stato molto strutturato. Durante i tours, Elvis sarebbe stato on the road per 2 settimane e poi sarebbe tornato a Memphis, qualche volta anche per un mese.”
Strauss che ha pilotato aerei che passano da alianti e biplani a Jets e 767, possiede una certificazione di pilota per il trasporto aereo, la più alta qualifica emessa dalla Federal Aviation Administration. 
Strauss, nativo di Fonda, Iowa, oggi è pilota dei 757 dell’ UPS e possiede un biplano da svago e ricreazione.

Nella cabina di pilotaggio del Lisa Marie, Strauss era in compagnia di un altro pilota Elwood David e dell’ingegnere aeronautico, Jum Manny. Lo staff era a disposizione 24/24 al giorno, ma a causa della sua fama e per ragioni di sicurezza, Elvis raramente volava di giorno. “Poteva chiamarti all’una o le due del mattino e dire “Andiamo”, racconta Strauss.
Strauss ricorda un viaggio a Denver, perché voleva portare sua figlia e alcuni amici in un ristorante famoso per i suoi lussuosi panini-al.burro-e-gelatina. Altri ricordi vanno a Vail, Colorado: “Elvis voleva comprare 5 Cadillac per alcuni suoi amici, ma uno di loro voleva un pickup, così Elvis comprò 4 Cadillacs e un pickup” 
C’erano occasioni in cui i membri dello staff potevano portare con se le loro mogli o parenti, ma Strauss ricorda, in particolare, un viaggio ad Honolulu dove, allo staff fu detto che dovevano dimenticarsi delle loro mogli, perché l’aereo sarebbe stato troppo pieno rispetto alle sue capacità. Quando, lungo la strada, fecero una fermata in California, Strauss e gli altri si accorsero che era stato fatto un conteggio errato dei passeggeri, in quanto c’erano alcuni posti liberi.

Elvis andò in cabina di pilotaggio e si scusò per l’errore, insistendo con Strauss affinchè chiamasse sua moglie Betty e prenotasse un posto in prima classe nel volo successivo da Memphis s Honolulu.
“In verità io non ero così preoccupato della cosa, ma Elvis disse che se non l’avessi fatto, si sarebbe cercato un altro pilota” racconta Strauss ridendo.
Dai giorni in cui pilotava il Lisa Marie, tra i gettoni di Strauss, c’è una catena in oro con l’incisione TCB. Le iniziali stanno per “Take Care of Business” lo slogan dell’organizzazione di Presley che fu dipinta anche sulla cosa dell’aereo. “Elvis la dava alle persone che gli piacevano” racconta ancora Strauss “Dava la catena TCB agli uomini e TLC alle donne”.

Dopo la morte di Elvis, Strauss volò in California a prendere l’ex moglie Priscilla Prealey e l’attore George Hamilton, amico di Elvis di lunga data. Li riportò in California dopo il funerale e poi, in quello fu il suo ultimo volo sul Lisa Marie riportando l’aereo a Memphis.
“Il padre di elvis vendette l’aereo nel 1978 e cambiò proprietari un paio di volte. Quando graceland aprì al pubblico nel 1982, la EPE trattò con i proprietari per cercare di riportarlo a casa e così fu. Nel 1984 Il Lisa Marie fu posizionato a Graceland e, da sempre è una delle più popolari attrazioni “ ci racconta Morgan in un’intervista telefonica da Memphis.
Si trova vicino all’Hound DFog Two, un piccolo jet, che veniva usato per alcuni viaggi di Elvis. Morgan afferma che più del 60% dei 700.000 visitatori annuali di Graceland, fanno il tour sugli aerei.
“Quando Elvis e i suoi genitori lasciarono Tupelo e arrivarono a Memphis per cercare una vita migliore, impilarono ogni cosa che avevano su una vecchia Playmouth” racconta Morgan “Sicuramente gli andò meglio di quando arrivò ”

 


traduzione di Loretta Fornezza



domenica 13 agosto 2017

On Tour Gospel Jam Session



On Tour Gospel Jam Session
RCA’s Studio C in Hollywood-03/31/1972
Traduzione di Vali/g52


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“Lighthouse” - incisa da Elvis Presley venerdì 31 Marzo 1972
Scritta da: Hinson
Originariamente incisa da The Original Hinsons nel 1971
Versione originale di Elvis Presley su: The Complete On Tour Sessions Vol. 2 (CD non ufficiale)



Ronny Hinson scrisse questo gospel moderno nel 1970 e lo incise, con il suo gruppo, nell’anno successivo. La canzone vinse numerosi award di musica gospel. La versione di Elvis Presley è una versione casalinga informale, che non sono mai stati intenzionati a pubblicare.




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“I, John” - incisa da Elvis Presley mercoledì 9 Giugno 1971
Scritta da: Johnson; McFadden and Brooks
Originariamente incisa da Arizona Dranes nel 1926
Versione originale di Elvis Presley su: Amazing Grace


Questa è una canzone di cui non è stato facile trovare le origini! Questa versione fu scritta nel 1961 e la prima incisione che ho trovato è del 1962, su un LP chiamato "A Festival Of Spiritual Songs" su etichetta King, eseguita dai "Mighty Faith Increasers". La track, poi venne chiamata, "I John Saw A Mighty Number." Non tutte le fonti sono d’accordo sull’autore di questo pezzo, e sul libro di Jorgensen "A Life In Music," il brano viene indicato a pag. 205, come scritta da William Gaither. Come per le canzoni con titolo simile ("John Saw a Mighty Number," "John Saw De Holy Number," etc.) abbiamo già incluso la primissima raccolta degli Spirituals dei negri, del 1870. Le registrazioni, che esistono e sono state fatte prima del 1961, sono con questo titolo e una di esse "John Said He Saw A Number," di Arizona Dranes, è chiaramente la maggiore ispirazione per "I, John," , se non addirittura il vero originale. Le parole sono basate sulla testo della Bibbia, Revelation 21.

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“Lead Me, Guide Me” - incisa da Elvis Presley lunedì 17 Maggio 1971
Scritta da: Doris Akers
Originariamente incisa da Doris Akers nel 1954
Versione originale di Elvis Presley su: He Touched Me; Amazing Grace (CD 2)



Doris Akens nacque nel 1923. Scrisse la sua prima canzone gospel, quando aveva 10 anni (Keep The Fire Burning In Me). Oltre a Lead Me, Guide Me, Doris Akers scrisse anche Sweet, Sweet Spirit, la canzone tanto amata da Elvis Presley. Doris morì 1995.




http://users.telenet.be/davidneale/e...als/index.html

(aggiornato al 2008)










martedì 8 agosto 2017

Long Black Limousine


Long Black Limousine
Words & Music: Vern Stovall/ Bobby George
Recorded: 1969/01/13, first released on "From Elvis in Memphis"
Traduzione di Vali/g52

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“Long Black Limousine” - incisa da Elvis Presley lunedì 13 gennaio 1969
Scritta da: Stovall; George
Originariamente incisa da Vern Stovall nel 1961
Versione originale di Elvis Presley su: From Elvis Presley in Memphis; From Nashville to Memphis (4)


Wynn Stewart incise "Long Black Limousine" nel 1958, anche se questa versione originale non venne pubblicata fino a maggio 2000, quando apparve sul box set "Wishful Thinking" (Bear Family numero BCD 15886). Lo scrittore Vern Stovall realizzò la sua versione, nel 1961 su Crest 1080. Il brano venne inciso da numerose star del country, inclusi Glen Campbell (1962), Jody Miller (1968 ), Bobby Bare (60's), Rose Maddox (1962) e George Hamilton IV (60's).


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(aggiornato al 2008)

giovedì 3 agosto 2017

Help Me - Live 1974

Help Me
Words & Music: Larry Gatlin
Recorded: 1973/12/12, first released on single
Traduzione di Vali/g52

Lisa Marie Presley fa visita alle figlie


http://www.dailymail.co.uk/news/article-4575532/Lisa-Marie-Presley-seen-three-daughters.html

ESCLUSIVO - Per la prima volta dopo mesi Lisa Marie Presley vista con le sue gemelle, mentre va a trovare la mamma Priscilla nella sua casa di Beverly Hills, dove le 3 generazioni delle donne di Elvis si sono riunite per celebrare il compleanno di Riley Keough

Traduzione di Loretta Fornezza



Lisa Marie Presley è stata fotografata il 29 maggio, mentre, insieme alla figlia Riley, Keough, arriva a casa della madre Priscilla
Le due donne sono state viste mentre uscivano dalla Cadillac nera di Lisa, momento in ci sono state “assalite” dalle due gemelle Harper e Finley che hanno abbracciato entrambe le donne.
E’ uno delle poche volte in cui si è potuto vedere Lisa con le tre figlie in pubblico, è la prima volta che la vediamo con le sue gemelle, dallo scorso febbraio. Il gruppo ha poi raggiunto Priscilla all’interno della casa dove le tre generazioni delle donne di Elvis Presley hanno festeggiato il 28° compleanno di Riley. Finley and Harper vivono con Priscilla, nella sua casa di Beverly Hills, da quando, a febbraio, è iniziata la sgradevole battaglia tra Lisa e Michael Lockwood, relativamente alla loro custodia. Si dice che, nel frattempo, Lisa abbia vissuto presso sua figlia Riley e suo marito Ben Smith-Petersen


By CHRIS SPARGO FOR DAILYMAIL.COM -











PUBLISHED: 01:31 BST, 6 June 2017 | UPDATED: 14:54 BST, 6 June 2017

Lisa Marie Presley ha avuto modo di gioire la scorsa settimana, in quanto ha potuto trascorrere un giorno con le sue tre figlie, dopo mesi difficili. Questo segna una delle poche occasioni in cui la 49enne sia stata vista con tutte le sue figlie ed è stata la prima volta che Lisa sia stata fotografata con le sue due gemelle Fincley e Harper, da quando queste sono a vivere con Priscilla Presley, e cioè dallo scorso febbraio.
Lisa ha visto le ragazze durante una visita alla casa della madre a Beverly Hills, arrivando lo scorso lunedì insieme alla figlia Riley Keough, per poter festeggiare insieme il 28° compleanno dell’attrice.

martedì 1 agosto 2017

Girls! Girls! Girls! (Fine Film)


Girls! Girls! Girls! (Fine Film)
Words & Music: Jerry Leiber/Mike Stoller
Recorded: 1962/03/27, first released on “Girls! Girls! Girls!”
Traduzione di Vali/g52

sabato 15 luglio 2017

Girls! Girls! Girls!


Girls! Girls! Girls!
(Inizio Film)
Words & Music: Jerry Leiber/Mike Stoller
Recorded: 1962/03/27, first released on “Girls! Girls! Girls!”
Traduzione di Vali/g52

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“Girls! Girls! Girls!” - incisa da Elvis Presley Martedì 27 Marzo 1962
Scritta da: Leiber; Stoller
Originariamente incisa da The Coasters nel 1961

Versione originale di Elvis Presley su: Double Features: Kid Galahad & Girls! Girls! Girls!

The Coasters, uno dei gruppi degli anni ’50, inizio anni ‘60, incisero molti brani di Leiber e Stoller. Registrarono la versione originale di “Girls, Girls, Girls” per l’Atlantic nel Febbraio 1961, facendola in 2 parti. La parte 1 venne registrata poco prima di “Little Egypt” e la 2° parte un po’ più tardi, nella stessa session. Le 2 parti vennero unite per la realizzazione di un singolo, che, nel 1961, raggiunse la 96° posizione della classifica in US. "Little Egypt" era un altro pezzo di Leiber e Stoller che furono incisi sia dai Coasters che da Elvis Presley.



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(aggiornato al 2008)




domenica 2 luglio 2017

I've Got to Find My Baby


I've Got to Find My Baby
Words & Music: Joy Byers
Recorded: 1964/06/11, first released on “Girl Happy”
Traduzione di Vali/g52

lunedì 26 giugno 2017

26 Giugno 1977 - Indianapolis

26 Giugno 1977 - Indianapolis
di Ivan Pusterla


Il 25 Giugno 1977, Elvis fa una cosa che da almeno 20 anni non faceva: causa il mal funzionamento
dell'impianto dell'aria condizionata dell'albergo dove soggiornava a Cincinnati, se ne va in giro da
solo alla ricerca di una nuova sistemazione (anche se prontamente raggiunto ed accompagnato dalle sue guardie del corpo). Da lì la decisione "Stasera finito il concerto ce ne torniamo a Graceland e domani ripartiamo.
Il breve soggiorno a casa, ovviamente, ha fatto bene ad Elvis e, ha fatto si che ad Indianapolis tenesse il miglior concerto del tour, con il RE di buon umore e in buona voce.
"Also Sprach Zarathustra" per l'ultima volta crea la sensazione che Dio stesso stia per materializzarsi sul palco.Elvis sale con relativa facilità i gradini per raggiungere il palco. Passa davanti le back singers applaudenti, sedute in fila sulle loro sedie.
Prima Kathy Westmoreland,e poi le Sweet Inspirations rigorosamente in bianco.
Si ferma al limite del palcoscenico con i pollici nella cintura del suo
Sundial Suit. Poi fa qualche passo a sinistra e si inchina verso il pubblico, una "passeggiata" alla
destra del palco tenendo le braccia in alto e le dita che disegnano la lettera "V". Poi si volta e torna
indietro facendo lo stesso al pubblico dietro il palco.
Prende la chitarra da Charlie Hodge, si avvicina al microfono ...l'atmosfera nella sala è assordante,
"Oh,See, See See Rider"... Elvis esegue una buona versione del numero di apertura. Il pubblico grida e urla. Elvis li ha nel palmo della mano."I Got A Woman/Amen" fornisce un'ulteriore conferma che Elvis è al top della forma.
Il pubblico in questa sala enorme che assomiglia ad una navicella spaziale esprime con forza il proprio entusiasmo. La maggioranza del pubblico non può vedere bene la condizione fisica di Elvis, ma lo sentono, ne vedono i movimenti, creando un'atmosfera come spesso Elvis è riuscito ad ottenere negli anni. The King dice qualcosa dopo la seconda canzone. Il pubblico esprime
la sua gioia nel vederlo in quella che sembra una buona forma artistica.
"Love Me" è la prossima con sciarpette donate  e sospiri ammiccanti ...
"Questa nuova canzone è in un certo senso la storia della mia vita" ... "Fairytale" viene eseguita poi "You Gave Me A Mountain", la sua voce è ferma e forte, splendida prestazione vocale.
"Jailhouse Rock" inizia con una falsa partenza, poi Elvis "corre" nella canzone alla velocità di un treno espresso.
Shaun Nielsen ci offre una bella prova di  "O sole mio", dove ripete l'ultimo versetto con un paio di note extra prima della versione inglese di "It's Now Or Never".
Una versione relativamente semplice (per Elvis), ma fatta molto bene. "Little Sister", "Teddybear / Dont Be Cruel" nella norma, seguiti però da robuste versioni di "Release me" e "I Can't Stop Loving You".
L'atmosfera diventa sempre più bollente. continuando a regalare emozioni uniche continua
con un'altra eccellente canzone ... "Bridge Over Troubled Water", altrettanto impressionante, pura e forte quanto mai.
Durante la presentazione dei

domenica 18 giugno 2017

Slicin' Sand



Slicin' Sand
Words & Music: Sid Tepper/Roy C. Bennett
Recorded: 1961/03/21, first released on Blue Hawaii
Traduzione di Vali/g52

domenica 11 giugno 2017

Frankfurt Special


Frankfurt Special
Words & Music: Sid Wayne/Sherman Edwards
Recorded: 1960/05/06, first released on “G.I. Blues”
Traduzione di Vali/g52

martedì 6 giugno 2017

Ito Eats



Ito Eats
Words & Music: Sid Tepper/Roy C. Bennett
Recorded: 1961/03/22, first released on “Blue Hawaii”
Traduzione di Vali/g52

mercoledì 24 maggio 2017

Hawaiian Sunset


Hawaiian Sunset
Words & Music: Sid Tepper/Roy C. Bennett
Recorded: 1961/03/31, first released on “Blue Hawaii”
Traduzione di Vali/g52


martedì 16 maggio 2017

Didja' Ever



Didja' Ever
Words & Music: Sid Wayne/Sherman Edwards
Recorded: 1960/04/27, first released on “G.I. Blues”
Traduzione di Vali/g52

domenica 7 maggio 2017

So High


So High
Words & Music: Arranged by Elvis Presley 
Recorded: 1966/05/26, first released on “How Great Thou Art”
Traduzione di Vali/g52

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“So High” - incisa da Elvis Presley venerdì 27 Maggio 1966
Scritta da: Jones
Originariamente incisa da Golden Gate Quartet in 1947
Versione originale di Elvis Presley su: How Great Thou Art; Amazing Grace (CD 1)



Elvis Presley ammirava moltissimo Jimmy Jones, la voce di basso degli Harmonizing Four (Elvis Presley ammirava moltissimo i cantanti con la voce di basso ed, occasionalmente, anche lui cercava di fare il basso). Voleva che Jones facesse parte delle sessions di How Great Thou Art, ma non fu possibile. Nonostante questo, Elvis Presley incise comunque la canzone di Jones "So High." Il brano, per la sua impostazione, potrebbe essere attribuito a Jones, ma è molto evidente l’influenza del gospel "You Must Come In At The Door," incisa nel 1923 dal sestetto Wiseman Sextette. C’è anche l’evidente influenza di "Twelve Gates To The City," la canzone del Rev. Gary Davis, che la prima volta, fu incisa nel 1935. Il Golden Gate Quartet incisero la loro versione di "So High" nell’Aprile del 1947, ma usarono il titolo "High, Low And Wide." Il gruppo iniziò a cantare insieme a metà del 1930 con il nome Golden Gate Jubilee Quartet. Iniziando come gruppo gospel, nel 1940, presero un indirizzo verso lo stile jazz e swing, pur continuando a cantare il gospel. Alla fine del 1950, si trasferirono in Francia, dove divennero popolari.


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(aggiornato al 2008)



giovedì 27 aprile 2017

Let's Forget About The Stars


Let's Forget About The Stars
Words & Music: A.L. Owens 
Recorded: 1968/10/15, first released on "Let's Be Friends"
Traduzione di Vali/g52

domenica 16 aprile 2017

Aloha 'Oe



Aloha ‘Oe
Words & Music: Queen Lydia  Liliʻuokalani
Recorded: 1961/03/21, first released on "Blue Hawaii"
Traduzione di Vali/g52

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“Aloha Oe incisa” da Elvis Presley Martedì, 21 Marzo, 1961
Scritta da: Liliuokalani; Wilmott
Originariamente incisa da Royal Hawaiian Troubadours nel 1905

Versione di Elvis Presley su: Blue Hawaii

Aloha Oe significa “Addio a te” oppure “Fino a che non ci rincontriamo”. Venne composta dalla Principessa Kamekeha Liliuokalani nel 1878. Si dice che la compose mentre era in esilio, ma non è vero. Fu la regina delle Hawaii dal 1891 al 1893. I Toots Paka Hawaiians registrarono una versione della canzone, nel 1920, in lingua originale. Prima di questa, tuttavia gli Hilo Hawaiians (uno pseudonimo della Arthur Pryor Band) la fecero uscire nel 1913. Arthur Pryor fu un ex collaboratore di John Sousa e una grande forza della musica americana, agli inizi del 20° secolo.


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domenica 9 aprile 2017

Don’t Leave Me Now


Don’t Leave Me Now
Words & Music: Aaron Schroeder/Ben Weisman 
Recorded: 1957/02/23, first released on “Loving You”
“Jailhouse Rock” version:1957/04/30, released on “EP”
Traduzione di Vali/g52

lunedì 3 aprile 2017

Blue Suede Shoes



Blue Suede Shoes
Words & Music: Carl Perkins
Recorded: 1956/01/30, first released on "Elvis Presley"
Traduzione di vali/g52

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“Blue Suede Shoes” - incisa da Elvis Presley lunedì, 30 Gennaio 1956
Scritta da: Perkins
Originariamente incisa da Carl Perkins nel 1956

Versione originale di Elvis Presley su: Elvis Presley; G.I. Blues; The Complete 50's Masters 1
(Aggiornato al 2007)

Elvis Presley rifece la cover della sua versione della canzone di Perkins' "Blue Suede Shoes" nel 1960, quando venne fatta una nuova incisione per il film "G.I. Blues." Carl Perkins scrisse "Blue Suede Shoes" dopo aver ascoltato il commento da parte di un ragazzo, alla sua ragazza: le parole erano scarabocchiate, su un vecchio sacchetto di carta.
Perkins registrò il brano per la Sun; egli era solo uno dei tanti nuovi artisti della Sun, che seguivano la scossa di Elvis Presley.
Un altro brano famoso di Perkins è "Matchbox," , che normalmente, si dice sia stata scritta da lui. Invece non è così, anche se, al tempo, era indicato il suo nome nei credits, si dimenticava quello vero: Blind Lemon Jefferson.
Nonostante la destrezza della mano, intenzionale o no, Perkins fu uno dei più grandi cantanti di rockabilly, anche se, sul palco, i suoi movimenti sembravano stranamente forzati.
Carl Perkins è morto nel Gennaio del 1998.

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domenica 2 aprile 2017

Beyond The Bend


Beyond The Bend
Words & Music: Ben Weisman/Fred Wise/Dee Fuller
Recorded: 1962/09/22, first released on "It Happened at the World's Fair"

sabato 25 marzo 2017

Are You Sincere


Are You Sincere
Words & Music: Wayne Walker
Recorded: 1973/09/24, first released on "Raised on Rock"
Traduzione di Vali/g52

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“Are You Sincere” - Incisa da Elvis Presley Lunedì, 24 Settembre, 1973
Scritta da: Walker
Originariamente incisa da Andy Williams nel 1958

Versione di Elvis Presley su: Raised On Rock; Walk A Mile In My Shoes—The Essential 70's Masters Disc 4 (Aggiornata al 2008)

Wayne Walker probabilmente registrò la sua composizione nel 1957, ma solo come demo (si ringrazia la figlia per aver dato quest’informazione). Il pezzo venne passato a Andy Williams, che, l’anno dopo, la fece diventare un grande successo con l’etichetta Cadence Records. (Cadence 1340). Divenne il pezzo di Walker più inciso.

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venerdì 24 marzo 2017

Intervista con Byron Raphael – Impiegato di Parker e dell'Agenzia di collocamento William Morris

Intervista con Byron Rapahel 
Impiegato di Parker e dell'Agenzia di collocamento William Morris

Traduzione di Loretta Fornezza

Poche persone possono vantare di aver avuto un ruolo di rilievo nella nascita della storia del Re del Rock ‘n Roll, ma nel 1956 Byron Raphael ha lavorato un periodo per la William Morris Agency. Durante questo lavoro ha conosciuto il Colonnello Tom Parker ed Elvis Presley, che in quel periodo aveva già un grande successo.

In questa intervista, il ruolo di Byron Raphael e le sue trattative con Elvis e il Colonnello si dimostreranno sempre più affascinanti.

D. Byron, tornando al periodo in cui lavoravi per l’Agenzia di William Morris, si doveva essere avvocati per poter essere tenuti in considerazione dall’agenzia?

BR. No, assolutamente. A dire il vero due cose erano importanti: una era che dovevi essere di buona famiglia, perché il tuo stipendio iniziale era di $42,50 alla settimana. Questa cosa automaticamente eliminava molte persone, che non avrebbero potuto affrontare un lavoro simile. La seconda cosa era che dovevi essere ebreo. Al giorno d’oggi questa sembra un principio razzista, un pregiudizio anti cristiano, ma questa era la filosofia della William Morris Agency. L’uomo che guidava l’agenzia, Abe Lastfogel, era stato respinto molte volte, perché ebreo. Perciò il suo presupposto era diventato “se io aprirò un’agenzia, sarà solo con ebrei” E così fu. Ma per il resto non era necessario altro, non era necessario essere stati al college, anche se una volta lì, mi sono reso conto che richiedevano una formazione al college. Non proprio quando io ero là. Quando c’ero io bastava avere un contatto. Mio padre era nel giro della musica della Walt Disney e così ho potuto fare un periodo di prova. Mi ci sono voluti sei mesi per essere sicuro del lavoro. Se mio padre non fosse stato dentro la Walt Disney, probabilmente non avrei avuto il lavoro.


D. Avevi sempre voluto essere un agente? Speravi di lavorare con cantanti o gruppi o attori?

BR. Buona domanda. Da bambino, avevo iniziato a fare l’attore alla radio, ma quando mi sono reso conto che non sarei mai stato il tipico leader, ho capito che non sarei mai diventato una star. Fondamentalmente, io volevo fare quello che faceva mio padre, che era nel campo musicale. Parliamo degli anni ’50, erano i giorni di Tony Martin, Perry Como, Kay Starr, Patti Page e naturalmente presto sarebbe arrivato Elvis. Erano i giorni degli Hit Parade, dei Rodgers e di Hammerstein. Questo tipo di musica, mi piaceva molto e di cui volevo far parte. Ma volevo anche lavorare con gli attori di cinema, visto che volevo fare l’attore. Perciò la cosa più giusta che potevo fare era rappresentare un attore. In questo modo potevo stare vicino a loro. Sapevo quanto per loro fosse difficile sopportare le porte costantemente sbattute in faccia e quindi io li aiutavo.

D. Con chi lavoravi prima di stare con Elvis?

BR. Lavoravo nell’ufficio della corrispondenza e il mio compito era esaminare le sceneggiature dei vari studios e inviarle ai vari clienti. Dietro a questo c’era uno scopo. Non facevo il leccapiedi. Se eri nuovo in questo business, dovevi imparare dove si trovavano gli studios, dovevi imparare dove si trovavano i produttori e io lo sapevo fare. Perciò tutto quello che si faceva alla William Morris, aveva un motivo. Dopo di che, essendo stato assunto dal Colonnello per Elvis, la tappa successiva doveva esser essere di lavorare nell’ufficio delle trattative in corso. In questo ufficio conosci le trattative in corso e come si portano a termine. Mi mancava una cosa del genere. Dopo questo diventavi segretario di un agente, con prospettive di diventare agente a tutti gli effetti.

D. Fare il segretario era come essere un agente Junior?

BR. In linea di massima sì. Quando Elvis andò militare, io tornai alla William Morris, facendo il segretario di un altro agente, ma praticamente ero un agente Junior. Il mio capo si chiamava Sy Marsh. Era una grande persona. Era il tipo di agente a cui piaceva molto socializzare. Così quasi da subito, mi lasciò fare le trattative, anche se sapevo che era un lavoro piuttosto difficile. Ma è come guidare una bici, dopo un po’ impari. Di fatto ero un Junior Agent e diventai Agente in breve tempo.

D. Nel novembre del 2005, hai raccontato la tua storia a Play Boy. Come hai fatto a ricordare tutti i dettagli, dopo tanto tempo? Hai tenuto un diario?

sabato 18 marzo 2017

C'mon Everybody


C'mon Everybody
Words & Music: Joy Byers 
Recorded: 1963/07/07, first released on “EP”
Traduzione di vali/g52

venerdì 10 marzo 2017

Big Love, Big Heartache


Big Love, Big Heartache 
Words & Music: Dee Fuller/Les Morris/Sonny Hendrix 
Recorded: 1964/03/02, first released on "Roustabout"
Traduzione di Vali/g52

domenica 26 febbraio 2017

Almost Always True (Versione completa)


Almost Always True
Words & Music: Fred Wise/Ben Weisman 
Recorded: 1961/03/22, first released on "Blue Hawaii"
Traduzione di vali/g52
Versione completa

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“Almost Always True” - Incisa da Elvis Presley Mercoledì 22 Marzo, 1961
Scritta da: Wise; Weisman
Originariamente incisa da Edouard Lebel (Alouette) nel 1906

Versione di Elvis Presley su: Blue Hawaii

Sicuramente l’accordo per questa canzone è preso da una canzone francese che potrebbe essere “Alouette”. L’ultima tesi è che si tratta di una canzone canadese tradizionale, portata dal Canada in Francia, da dei soldati (presumibilmente durante la prima guerra mondiale), dove divenne una delle canzoni preferite dai bambini.


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Almost Always True (Movie Version)


Almost Always True
Words & Music: Fred Wise/Ben Weisman 
Recorded: 1961/03/22, first released on "Blue Hawaii"
Movie Version  





Elvis in Nashville

GRAND OLE OPRY

Elvis si esibirà solo una volta al Grand Ole Opry, il 2 ottobre 1954, cantando “Blue Moon Of Kentucky” durante la parte riservata ad Hank Snow. Il riscontro pur se educato, sarà molto tiepido. Il pubblico dell’Opry, infatti, abituato ad ascoltare musica country e bluegrass, accoglierà quella musica rockabilly di Elvis in modo tutt’altro che entusiasta e le sue mosse verranno giudicate volgari. Alla fine della sua esibizione, il direttore dell’Opry, Jim Denny, dirà ad Elvis che sarebbe stato meglio se fosse tornato a Memphis e avesse ripreso a fare il camionista. Trovandosi a Nashville, dopo l’Opry Elvis verrà brevemente ospitato da Ernest Tubb al Midnight Jamboree Radio Show e in questa occasione Elvis dirà a Tubb che la sua vera ambizione è cantare la musica country.








RCA VICTOR-STUDIO B

Nashville era familiare ad Elvis perché è qui che fatto molte sessions di registrazione per la RCA, soprattutto allo Studio B, dislocato una sede distaccata della RCA Victor.
Da tener presente che mentre gli altri artisti dovevano prenotare lo studio e avevano un orario da rispettare, Elvis aveva libero accesso allo Studio B ed era comunque l’unico ad avere il permesso di fare le sessions di registrazione di notte. Il motivo è chiaro: Elvis faceva guadagnare talmente tanti soldi alla RCA che aveva carta bianca per la gestione delle sue sessions……… almeno per quanto riguarda gli orari.
Va inoltre ricordato che nel 1977 la RCA era sull’orlo della bancarotta, ma per la casa discografica la morte di Elvis Presley risultò essere la salvezza del suo bilancio, grazie all’impennata delle vendite dei dischi post mortem.
In compenso lo Studio B venne chiuso il 17 agosto 1977, il giorno dopo la morte di Elvis.

Oggi lo Studio B, fa parte del tour al museo del Country Hall of Fame di Nashville e possiamo dire che, per i fans di Elvis Presley, oltre che essere una tappa obbligata può essere una full immersion nel contesto di una sua session di registrazione.
Almeno per me è stato così!!!


martedì 21 febbraio 2017

Cross My Heart and Hope to Die



Cross My Heart and Hope to Die
Words & Music: Sid Wayne/Ben Weisman
Recorded: 1964/06/11, first released on “Girl Happy”
Traduzione di Vali/g52


mercoledì 15 febbraio 2017

Too Much Monkey Business



Too Much Monkey Business
Words & Music: Chuck Berry 
Recorded: 1968/01/15, first released on “Elvis Sings Flaming Star”
Traduzione di Vali/g52

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"Too Much Monkey Business" - incisa da Elvis Presley lunedì 15 Gennaio 1968
Scritta da: Berry
Originariamente incisa da Chuck Berry nel 1956
Versione originale di Elvis Presley su: From Nashville to Memphis (3)


Elvis Presley eseguì numerosi pezzi di Berry- vedere anche Brown Eyed Handsome Man; Johnny B.Goode; Long Live Rock And Roll (School Days); Maybellene; Memphis, Tennessee; Promised Land.
(aggiornato al 2008)


sabato 11 febbraio 2017

ELVIS DIARY



Cari amici ho il piacere di presentarvi il mio nuovo blog: ELVIS DIARY che raccoglie in ordine cronologico e "day by day" tutti gli avvenimenti piu' importanti della vita del nostro amato Elvis.

Creato in precedenza dalla nostra Loretta Fornezza che mi da gentile concessione, ho voluto ripescare tutto e metterlo in un nuovo blog perchè era un peccato lasciare tutto questo lavoro nascosto nei fiumi della memoria di internet. Dunque vi invito a leggerlo e a provare ad addentrarvi nel quotidiano di Gladys e Vernon e del loro unico amato figlio Elvis. Buona navigazione


http://elvisdiary.blogspot.it/








lunedì 6 febbraio 2017

In My Father's House (Are Many Mansions)



In My Father's House (Are Many Mansions)
Words & Music: Aileene Hanks
Recorded: 1960/10/30, first released on “His Hand in Mine”
Traduzione di Vali/g52


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“In My Father's House” - incisa da Elvis Presley domenica 30 Ottobre 1960
Scritta da: Aileene Hanks
Originariamente incisa da The Blackwood Brothers nel 1954

Versione originale di Elvis Presley su: His Hand In Mine; Amazing Grace CD 1

La voce di basso di Elvis Presley negli anni ‘70, J.D. Sumner, fu membro dei Blackwood Brothers dal 1954 al 1965. Il gruppo del Blackwood Brothers era una quartetto formatosi nel 1934 ed era costituito da 3 fratelli, Roy, Doyle e James insieme a R.W. Blackwood, figlio di Roy.








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(aggiornato al 2008)


domenica 29 gennaio 2017

I Don't Wanna Be Tied




I Don't Wanna Be Tied
Words & Music: Giant/Baum/Kaye
Recorded: 1962/03/28, first released on “Girls! Girls! Girls!”
Traduzione di Vali/g52

domenica 22 gennaio 2017

Proud Mary




Proud Mary
Words & Music: John Fogerty
Recorded: 1970/02/17, first released “On Stage”
This is the 1972/04/18, On Tour - San Antonio Version
Traduzione di vali/g52


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“Proud Mary” - incisa da Elvis Presley lunedì 16 Febbbraio 1970
Scritta da: John Fogerty
Originariamente incisa da Creedence Clearwater Revival nel 1969
Versione originale di Elvis Presley su: On Stage; Walk A Mile In My Shoes—The Essential 70's Masters Disc 5

Chi la scrisse, John Fogerty era il cantante leader dei Creedence Clearwater Revival. Nel 1970, con questo brano, raggiunsero il 2° posto della US Hot 100.

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(aggiornato al 2008)


domenica 15 gennaio 2017

Big Boss Man



Big Boss Man
Words & Music: Smith/Dixon 
Recorded: 1967/09/10, first released on single
Traduzione di valig52

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“Big Boss Man” - incisa da Elvis Presley Domenica, 10 Settembre 1967
Scritta da: Smith; Dixon

Originariamente incisa da Jimmy Reed nel 1961

Versione originale di Elvis Presley su: From Nashville to Memphis (3); NBC-TV Special
(Aggiornata al 2008)

Big Boss Man è un ammodernamento post-guerra del brano pre-guerra "Stack o' Dollars", incisa, nel 1930 da Charley Jorbyn.

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mercoledì 11 gennaio 2017

Intervista a Glen D. Hardin

Intervista a Glen D. Hardin
19 Giugno 2002

“Penso che Elvis sia stato il peggior pianista, che io abbia mai ascoltato”


Negli anni 70, Glen D. Hardin suonò con Elvis per 6 anni, solleticando i tasti e creando l’arrangiamento di cose quali “The Wonder Of You”,”Let It Be Me” e “I Just Can’t Help Believing”. Prima era un arrangiatore e scrittore di canzoni, e ha lavorato con artisti come Merle Haggard, George Jones, The Everly Brother e Ricky Nelson. Dopo aver lasciato Elvis nel 1976, ha fatto tours con Emmylou Harris, John Denver, The Crickets e dal 1997, ha sempre partecipato agli Elvis The Concert.
In questa intervista parliamo degli anni passati con il Re.

D. Hai iniziato a lavorare con Elvis in febbraio 1970, Quale è stata la tua prima impressione?

GDH: La prima volta, l’ho incontrato per suonare alle prove, mi piaceva moltissimo stare in sua compagnia. Era una persona molto divertente, molto socievole. Non era pesante lavorare, praticamente suonavamo e ridevamo, facevamo scherzi…. Appariva una persona normale. La sua compagnia, mi divertiva veramente tanto.

D. Musicalmente parlando, ha avuto parecchie idee?

GHD: Al tempo, non l’avevo notato molto, perché ci si limitava a rifare i suoi vecchi pezzi, ma più in là, devo dire, che ha contribuito veramente tanto. La maggior parte delle volte, sapeva perfettamente quello che voleva e aveva le idee molto chiare. Era particolarmente bravo con i coristi. Ha lasciato a me, molto di quello che riguardava l’arrangiamento, e io lo facevo come lo voleva. Era facilissimo lavorare con lui.

D. E’ stato detto che aveva difficoltà ad accettare le critiche…

GHD: Non ricordo che sia mai stato criticato direttamente (ride). Ma non so, non credo che fosse così. Ritengo, invece, che fosse, notevolmente, disponibile a ricevere direttive. Infatti, quando ha fatto tutti quei films, era noto per essere stato molto collaborativo. Amava svolgere il suo lavoro, al meglio.

D. Quante canzoni avete provato nel febbraio del 1970 (approx) ?

GHD : Oddio, da quello che ricordo, sono state veramente tante. Elvis amava farle tutte assieme. Con Elvis, era qualcosa che andava oltre lo stare insieme e lavorare, lui stava con tutti e si divertiva. Ma nel contempo, anche lavoravamo molto. Da quello che ricordo, di canzoni, ne abbiamo eseguite, un’infinità!! Qualcuna, l’abbiamo provate una volta sola, solo nell’eventualità che gli venisse voglia di farla sul palco. Quindi le canzoni erano tantissime, C’è da dire, però, che la maggior pare di noi è cresciuta con la sua musica, e quindi le conoscevamo. Non avevamo bisogno di imparare troppe cose.

D. Elvis, in privato, suonava spesso il piano. Avete mai suonato assieme?

GHD: Insieme no. So che suonava un po’…. Lo ritenevo il peggior pianista che io abbia mai sentito ! (risata)

D. Come hai iniziato a fare gli arrangiamenti per lui?

GHD: L’ho fatto dall’inizio. Un giorno arrivò ed iniziò a cantare “Let It Be Me” la canzone degli Everly Brothers. L’orchestra si prese una pausa, Elvis iniziò a cantare e noi gli andammo dietro. Non sapeva le parole, non riusciva a ricordarle. E io nemmeno. Quindi, quando tornò l’orchestra, disse: “Ci lavoreremo su domani o un’altra volta, quando avrò le parole”. Così, alla fine delle prove di quel giorno, salii in camera, chiamai Los Angeles e mi inviarono il testo. Mi sedetti al piano e feci l’arrangiamento. Misi tutto assieme e il giorno dopo avevo tutto pronto. Incaricai alcune persone di copiare la musica e cose del genere. Quando Elvis doveva tornare per le prove, venne uno dei suoi a dirmi che sarebbe arrivato dallo spogliatoio. Appena aprì la porta, feci un cenno all’orchestra, che partì con il mio arrangiamento per fargli capire come sarebbe stata. Gli diedi un foglio con il testo: quanto amava quella canzone, anche perché è una così bella canzone ! Una di quelle canzoni che non si possono mai dimenticare. Ecco, come è iniziato tutto.

D. La tua prima session con lui è stata nel Marzo 1972. C’era una grande differenza tra il suonare live e registrare in studio?

GHD: Sono propenso a credere che l’abbiamo fatto prima, ma non ne sono sicuro. Era nel ’72? Sì Marzo 1972 alla RCA a Hollywood. Pensavo fosse prima del ’72.

D. Sì, ma quello era un live

GHD: Ok. Sì, è diverso suonare dal vivo e suonare per incidere. Devi stare molto più attento quando registri in studio, mentre con le performances live, puoi fare certe cose…. Tipo essere un po’ più libero. Non deve essere perfetto come in studio.

D. Nel Giugno 1972 lo spettacolo di Elvis si esibì a New York City – Deve essere stato qualcosa di speciale.

GHD: Parli del Madison Square Garden? Sì, è stato speciale. Ha cantato in modo superlativo. Ti dirò, era sempre grande, quando cantava, ma a me è sembrato di sentirlo cantare, meglio del solito. Mi innervosii quando uscì il disco, perché non mi sembrò buono. Sembrava un po’ velocizzato. Penso che, più tardi, lo abbiano rimasterizzato meglio, da quello che ho sentito.