★★★ THIS IS ELVIS ★★★: 2017

sabato 15 luglio 2017

Girls! Girls! Girls!


Girls! Girls! Girls!
(Inizio Film)
Words & Music: Jerry Leiber/Mike Stoller
Recorded: 1962/03/27, first released on “Girls! Girls! Girls!”
Traduzione di Vali/g52

domenica 2 luglio 2017

I've Got to Find My Baby


I've Got to Find My Baby
Words & Music: Joy Byers
Recorded: 1964/06/11, first released on “Girl Happy”
Traduzione di Vali/g52

lunedì 26 giugno 2017

26 Giugno 1977 - Indianapolis

26 Giugno 1977 - Indianapolis
di Ivan Pusterla


Il 25 Giugno 1977, Elvis fa una cosa che da almeno 20 anni non faceva: causa il mal funzionamento
dell'impianto dell'aria condizionata dell'albergo dove soggiornava a Cincinnati, se ne va in giro da
solo alla ricerca di una nuova sistemazione (anche se prontamente raggiunto ed accompagnato dalle sue guardie del corpo). Da lì la decisione "Stasera finito il concerto ce ne torniamo a Graceland e domani ripartiamo.
Il breve soggiorno a casa, ovviamente, ha fatto bene ad Elvis e, ha fatto si che ad Indianapolis tenesse il miglior concerto del tour, con il RE di buon umore e in buona voce.
"Also Sprach Zarathustra" per l'ultima volta crea la sensazione che Dio stesso stia per materializzarsi sul palco.Elvis sale con relativa facilità i gradini per raggiungere il palco. Passa davanti le back singers applaudenti, sedute in fila sulle loro sedie.
Prima Kathy Westmoreland,e poi le Sweet Inspirations rigorosamente in bianco.
Si ferma al limite del palcoscenico con i pollici nella cintura del suo
Sundial Suit. Poi fa qualche passo a sinistra e si inchina verso il pubblico, una "passeggiata" alla
destra del palco tenendo le braccia in alto e le dita che disegnano la lettera "V". Poi si volta e torna
indietro facendo lo stesso al pubblico dietro il palco.
Prende la chitarra da Charlie Hodge, si avvicina al microfono ...l'atmosfera nella sala è assordante,
"Oh,See, See See Rider"... Elvis esegue una buona versione del numero di apertura. Il pubblico grida e urla. Elvis li ha nel palmo della mano."I Got A Woman/Amen" fornisce un'ulteriore conferma che Elvis è al top della forma.
Il pubblico in questa sala enorme che assomiglia ad una navicella spaziale esprime con forza il proprio entusiasmo. La maggioranza del pubblico non può vedere bene la condizione fisica di Elvis, ma lo sentono, ne vedono i movimenti, creando un'atmosfera come spesso Elvis è riuscito ad ottenere negli anni. The King dice qualcosa dopo la seconda canzone. Il pubblico esprime
la sua gioia nel vederlo in quella che sembra una buona forma artistica.
"Love Me" è la prossima con sciarpette donate  e sospiri ammiccanti ...
"Questa nuova canzone è in un certo senso la storia della mia vita" ... "Fairytale" viene eseguita poi "You Gave Me A Mountain", la sua voce è ferma e forte, splendida prestazione vocale.
"Jailhouse Rock" inizia con una falsa partenza, poi Elvis "corre" nella canzone alla velocità di un treno espresso.
Shaun Nielsen ci offre una bella prova di  "O sole mio", dove ripete l'ultimo versetto con un paio di note extra prima della versione inglese di "It's Now Or Never".
Una versione relativamente semplice (per Elvis), ma fatta molto bene. "Little Sister", "Teddybear / Dont Be Cruel" nella norma, seguiti però da robuste versioni di "Release me" e "I Can't Stop Loving You".
L'atmosfera diventa sempre più bollente. continuando a regalare emozioni uniche continua
con un'altra eccellente canzone ... "Bridge Over Troubled Water", altrettanto impressionante, pura e forte quanto mai.
Durante la presentazione dei musicisti e dei coristi, ci offre "Early Morning Rain", "What'd I Say","Johnny B.Goode" e "I Really Don't Want To Know".
"Uno dei miei ultimi dischi si intitola Hurt, Signore e signori ..."
Ancora uno sforzo vocale notevole.
"Hound Dog" è seguita ancora da presentazioni e tra gli altri il padre Vernon. Qua gli applausi durante il loro abbraccio sembrano quasi dare l'idea che la Navicella spaziale stia per lasciare la Terra. Elvis ringrazia anche i tecnici e le persone che hanno reso possibile questo concerto.
L'applauso tocca ancora vertici molto alti quando presenta la sua fidanzata Ginger Alden ed alcuni suoi parenti.Ma il ringraziamento più grosso Elvis lo riserva al pubblico presente."Se volete che ritorneremo ancora, fatecelo sapere che torneremo ... Wise man say only fools ...only fools rush in ..."L'intero stadio si unisce nell'ultima strofa di "Can't Help Falling In Love"
...Larry Londin con una rullata apre il numero di chiusura, seguito subito dall'orchestra di Joe Guercio. Elvis mette il microfono sul pavimento, cammina vicino al pubblico, stringe le mani, regala la sciarpa bianca che ha intorno al collo e si avvia verso le scale per scendere
dal palco. Una guardia del corpo arriva sul lato sinistro di Elvis, mette il braccio intorno a lui, Ed Parker si avvicina al suo lato destro.Elvis cammina rapidamente giù per le scale e gli viene incontro Dick Grob, Insieme si avviano a passo spedito verso la limousine in attesa.
"Signore e signori, Elvis ha lasciato l'edificio" (...per sempre)

THE KING










domenica 18 giugno 2017

Slicin' Sand



Slicin' Sand
Words & Music: Sid Tepper/Roy C. Bennett
Recorded: 1961/03/21, first released on Blue Hawaii
Traduzione di Vali/g52

domenica 11 giugno 2017

Frankfurt Special


Frankfurt Special
Words & Music: Sid Wayne/Sherman Edwards
Recorded: 1960/05/06, first released on “G.I. Blues”
Traduzione di Vali/g52

martedì 6 giugno 2017

Ito Eats



Ito Eats
Words & Music: Sid Tepper/Roy C. Bennett
Recorded: 1961/03/22, first released on “Blue Hawaii”
Traduzione di Vali/g52

mercoledì 24 maggio 2017

Hawaiian Sunset


Hawaiian Sunset
Words & Music: Sid Tepper/Roy C. Bennett
Recorded: 1961/03/31, first released on “Blue Hawaii”
Traduzione di Vali/g52


martedì 16 maggio 2017

Didja' Ever



Didja' Ever
Words & Music: Sid Wayne/Sherman Edwards
Recorded: 1960/04/27, first released on “G.I. Blues”
Traduzione di Vali/g52

domenica 7 maggio 2017

So High


So High
Words & Music: Arranged by Elvis Presley 
Recorded: 1966/05/26, first released on “How Great Thou Art”
Traduzione di Vali/g52

giovedì 27 aprile 2017

Let's Forget About The Stars


Let's Forget About The Stars
Words & Music: A.L. Owens 
Recorded: 1968/10/15, first released on "Let's Be Friends"
Traduzione di Vali/g52

domenica 16 aprile 2017

Aloha 'Oe



Aloha ‘Oe
Words & Music: Queen Lydia  Liliʻuokalani
Recorded: 1961/03/21, first released on "Blue Hawaii"
Traduzione di Vali/g52

domenica 9 aprile 2017

Don’t Leave Me Now


Don’t Leave Me Now
Words & Music: Aaron Schroeder/Ben Weisman 
Recorded: 1957/02/23, first released on “Loving You”
“Jailhouse Rock” version:1957/04/30, released on “EP”
Traduzione di Vali/g52

domenica 2 aprile 2017

Beyond The Bend


Beyond The Bend
Words & Music: Ben Weisman/Fred Wise/Dee Fuller
Recorded: 1962/09/22, first released on "It Happened at the World's Fair"

sabato 25 marzo 2017

Are You Sincere


Are You Sincere
Words & Music: Wayne Walker
Recorded: 1973/09/24, first released on "Raised on Rock"
Traduzione di Vali/g52

venerdì 24 marzo 2017

Intervista con Byron Raphael – Impiegato di Parker e dell'Agenzia di collocamento William Morris

Intervista con Byron Rapahel 
Impiegato di Parker e dell'Agenzia di collocamento William Morris

Traduzione di Loretta Fornezza

Poche persone possono vantare di aver avuto un ruolo di rilievo nella nascita della storia del Re del Rock ‘n Roll, ma nel 1956 Byron Raphael ha lavorato un periodo per la William Morris Agency. Durante questo lavoro ha conosciuto il Colonnello Tom Parker ed Elvis Presley, che in quel periodo aveva già un grande successo.

In questa intervista, il ruolo di Byron Raphael e le sue trattative con Elvis e il Colonnello si dimostreranno sempre più affascinanti.

D. Byron, tornando al periodo in cui lavoravi per l’Agenzia di William Morris, si doveva essere avvocati per poter essere tenuti in considerazione dall’agenzia?

BR. No, assolutamente. A dire il vero due cose erano importanti: una era che dovevi essere di buona famiglia, perché il tuo stipendio iniziale era di $42,50 alla settimana. Questa cosa automaticamente eliminava molte persone, che non avrebbero potuto affrontare un lavoro simile. La seconda cosa era che dovevi essere ebreo. Al giorno d’oggi questa sembra un principio razzista, un pregiudizio anti cristiano, ma questa era la filosofia della William Morris Agency. L’uomo che guidava l’agenzia, Abe Lastfogel, era stato respinto molte volte, perché ebreo. Perciò il suo presupposto era diventato “se io aprirò un’agenzia, sarà solo con ebrei” E così fu. Ma per il resto non era necessario altro, non era necessario essere stati al college, anche se una volta lì, mi sono reso conto che richiedevano una formazione al college. Non proprio quando io ero là. Quando c’ero io bastava avere un contatto. Mio padre era nel giro della musica della Walt Disney e così ho potuto fare un periodo di prova. Mi ci sono voluti sei mesi per essere sicuro del lavoro. Se mio padre non fosse stato dentro la Walt Disney, probabilmente non avrei avuto il lavoro.


D. Avevi sempre voluto essere un agente? Speravi di lavorare con cantanti o gruppi o attori?

BR. Buona domanda. Da bambino, avevo iniziato a fare l’attore alla radio, ma quando mi sono reso conto che non sarei mai stato il tipico leader, ho capito che non sarei mai diventato una star. Fondamentalmente, io volevo fare quello che faceva mio padre, che era nel campo musicale. Parliamo degli anni ’50, erano i giorni di Tony Martin, Perry Como, Kay Starr, Patti Page e naturalmente presto sarebbe arrivato Elvis. Erano i giorni degli Hit Parade, dei Rodgers e di Hammerstein. Questo tipo di musica, mi piaceva molto e di cui volevo far parte. Ma volevo anche lavorare con gli attori di cinema, visto che volevo fare l’attore. Perciò la cosa più giusta che potevo fare era rappresentare un attore. In questo modo potevo stare vicino a loro. Sapevo quanto per loro fosse difficile sopportare le porte costantemente sbattute in faccia e quindi io li aiutavo.

D. Con chi lavoravi prima di stare con Elvis?

BR. Lavoravo nell’ufficio della corrispondenza e il mio compito era esaminare le sceneggiature dei vari studios e inviarle ai vari clienti. Dietro a questo c’era uno scopo. Non facevo il leccapiedi. Se eri nuovo in questo business, dovevi imparare dove si trovavano gli studios, dovevi imparare dove si trovavano i produttori e io lo sapevo fare. Perciò tutto quello che si faceva alla William Morris, aveva un motivo. Dopo di che, essendo stato assunto dal Colonnello per Elvis, la tappa successiva doveva esser essere di lavorare nell’ufficio delle trattative in corso. In questo ufficio conosci le trattative in corso e come si portano a termine. Mi mancava una cosa del genere. Dopo questo diventavi segretario di un agente, con prospettive di diventare agente a tutti gli effetti.

D. Fare il segretario era come essere un agente Junior?

BR. In linea di massima sì. Quando Elvis andò militare, io tornai alla William Morris, facendo il segretario di un altro agente, ma praticamente ero un agente Junior. Il mio capo si chiamava Sy Marsh. Era una grande persona. Era il tipo di agente a cui piaceva molto socializzare. Così quasi da subito, mi lasciò fare le trattative, anche se sapevo che era un lavoro piuttosto difficile. Ma è come guidare una bici, dopo un po’ impari. Di fatto ero un Junior Agent e diventai Agente in breve tempo.

D. Nel novembre del 2005, hai raccontato la tua storia a Play Boy. Come hai fatto a ricordare tutti i dettagli, dopo tanto tempo? Hai tenuto un diario?

sabato 18 marzo 2017

C'mon Everybody


C'mon Everybody
Words & Music: Joy Byers 
Recorded: 1963/07/07, first released on “EP”
Traduzione di vali/g52

venerdì 10 marzo 2017

Big Love, Big Heartache


Big Love, Big Heartache 
Words & Music: Dee Fuller/Les Morris/Sonny Hendrix 
Recorded: 1964/03/02, first released on "Roustabout"
Traduzione di Vali/g52

domenica 26 febbraio 2017

Almost Always True (Versione completa)


Almost Always True
Words & Music: Fred Wise/Ben Weisman 
Recorded: 1961/03/22, first released on "Blue Hawaii"

Versione completa

Almost Always True (Movie Version)


Almost Always True
Words & Music: Fred Wise/Ben Weisman 
Recorded: 1961/03/22, first released on "Blue Hawaii"
Movie Version  





Elvis in Nashville

GRAND OLE OPRY

Elvis si esibirà solo una volta al Grand Ole Opry, il 2 ottobre 1954, cantando “Blue Moon Of Kentucky” durante la parte riservata ad Hank Snow. Il riscontro pur se educato, sarà molto tiepido. Il pubblico dell’Opry, infatti, abituato ad ascoltare musica country e bluegrass, accoglierà quella musica rockabilly di Elvis in modo tutt’altro che entusiasta e le sue mosse verranno giudicate volgari. Alla fine della sua esibizione, il direttore dell’Opry, Jim Denny, dirà ad Elvis che sarebbe stato meglio se fosse tornato a Memphis e avesse ripreso a fare il camionista. Trovandosi a Nashville, dopo l’Opry Elvis verrà brevemente ospitato da Ernest Tubb al Midnight Jamboree Radio Show e in questa occasione Elvis dirà a Tubb che la sua vera ambizione è cantare la musica country.








RCA VICTOR-STUDIO B

Nashville era familiare ad Elvis perché è qui che fatto molte sessions di registrazione per la RCA, soprattutto allo Studio B, dislocato una sede distaccata della RCA Victor.
Da tener presente che mentre gli altri artisti dovevano prenotare lo studio e avevano un orario da rispettare, Elvis aveva libero accesso allo Studio B ed era comunque l’unico ad avere il permesso di fare le sessions di registrazione di notte. Il motivo è chiaro: Elvis faceva guadagnare talmente tanti soldi alla RCA che aveva carta bianca per la gestione delle sue sessions……… almeno per quanto riguarda gli orari.
Va inoltre ricordato che nel 1977 la RCA era sull’orlo della bancarotta, ma per la casa discografica la morte di Elvis Presley risultò essere la salvezza del suo bilancio, grazie all’impennata delle vendite dei dischi post mortem.
In compenso lo Studio B venne chiuso il 17 agosto 1977, il giorno dopo la morte di Elvis.

Oggi lo Studio B, fa parte del tour al museo del Country Hall of Fame di Nashville e possiamo dire che, per i fans di Elvis Presley, oltre che essere una tappa obbligata può essere una full immersion nel contesto di una sua session di registrazione.
Almeno per me è stato così!!!


martedì 21 febbraio 2017

Cross My Heart and Hope to Die



Cross My Heart and Hope to Die
Words & Music: Sid Wayne/Ben Weisman
Recorded: 1964/06/11, first released on “Girl Happy”
Traduzione di Vali/g52


mercoledì 15 febbraio 2017

Too Much Monkey Business



Too Much Monkey Business
Words & Music: Chuck Berry 
Recorded: 1968/01/15, first released on “Elvis Sings Flaming Star”
Traduzione di Vali/g52

sabato 11 febbraio 2017

ELVIS DIARY



Cari amici ho il piacere di presentarvi il mio nuovo blog: ELVIS DIARY che raccoglie in ordine cronologico e "day by day" tutti gli avvenimenti piu' importanti della vita del nostro amato Elvis.

Creato in precedenza dalla nostra Loretta Fornezza che mi da gentile concessione, ho voluto ripescare tutto e metterlo in un nuovo blog perchè era un peccato lasciare tutto questo lavoro nascosto nei fiumi della memoria di internet. Dunque vi invito a leggerlo e a provare ad addentrarvi nel quotidiano di Gladys e Vernon e del loro unico amato figlio Elvis. Buona navigazione


http://elvisdiary.blogspot.it/








lunedì 6 febbraio 2017

In My Father's House (Are Many Mansions)


In My Father's House (Are Many Mansions)
Words & Music: Aileene Hanks
Recorded: 1960/10/30, first released on “His Hand in Mine”
Traduzione di Vali/g52

domenica 29 gennaio 2017

I Don't Wanna Be Tied




I Don't Wanna Be Tied
Words & Music: Giant/Baum/Kaye
Recorded: 1962/03/28, first released on “Girls! Girls! Girls!”
Traduzione di Vali/g52

domenica 22 gennaio 2017

Proud Mary


Proud Mary
Words & Music: John Fogerty
Recorded: 1970/02/17, first released “On Stage”
This is the 1972/04/18, On Tour - San Antonio Version

domenica 15 gennaio 2017

Big Boss Man



Big Boss Man
Words & Music: Smith/Dixon 
Recorded: 1967/09/10, first released on single
Traduzione di valig52

mercoledì 11 gennaio 2017

Intervista a Glen D. Hardin

Intervista a Glen D. Hardin
19 Giugno 2002

“Penso che Elvis sia stato il peggior pianista, che io abbia mai ascoltato”


Negli anni 70, Glen D. Hardin suonò con Elvis per 6 anni, solleticando i tasti e creando l’arrangiamento di cose quali “The Wonder Of You”,”Let It Be Me” e “I Just Can’t Help Believing”. Prima era un arrangiatore e scrittore di canzoni, e ha lavorato con artisti come Merle Haggard, George Jones, The Everly Brother e Ricky Nelson. Dopo aver lasciato Elvis nel 1976, ha fatto tours con Emmylou Harris, John Denver, The Crickets e dal 1997, ha sempre partecipato agli Elvis The Concert.
In questa intervista parliamo degli anni passati con il Re.

D. Hai iniziato a lavorare con Elvis in febbraio 1970, Quale è stata la tua prima impressione?

GDH: La prima volta, l’ho incontrato per suonare alle prove, mi piaceva moltissimo stare in sua compagnia. Era una persona molto divertente, molto socievole. Non era pesante lavorare, praticamente suonavamo e ridevamo, facevamo scherzi…. Appariva una persona normale. La sua compagnia, mi divertiva veramente tanto.

D. Musicalmente parlando, ha avuto parecchie idee?

GHD: Al tempo, non l’avevo notato molto, perché ci si limitava a rifare i suoi vecchi pezzi, ma più in là, devo dire, che ha contribuito veramente tanto. La maggior parte delle volte, sapeva perfettamente quello che voleva e aveva le idee molto chiare. Era particolarmente bravo con i coristi. Ha lasciato a me, molto di quello che riguardava l’arrangiamento, e io lo facevo come lo voleva. Era facilissimo lavorare con lui.

D. E’ stato detto che aveva difficoltà ad accettare le critiche…

GHD: Non ricordo che sia mai stato criticato direttamente (ride). Ma non so, non credo che fosse così. Ritengo, invece, che fosse, notevolmente, disponibile a ricevere direttive. Infatti, quando ha fatto tutti quei films, era noto per essere stato molto collaborativo. Amava svolgere il suo lavoro, al meglio.

D. Quante canzoni avete provato nel febbraio del 1970 (approx) ?

GHD : Oddio, da quello che ricordo, sono state veramente tante. Elvis amava farle tutte assieme. Con Elvis, era qualcosa che andava oltre lo stare insieme e lavorare, lui stava con tutti e si divertiva. Ma nel contempo, anche lavoravamo molto. Da quello che ricordo, di canzoni, ne abbiamo eseguite, un’infinità!! Qualcuna, l’abbiamo provate una volta sola, solo nell’eventualità che gli venisse voglia di farla sul palco. Quindi le canzoni erano tantissime, C’è da dire, però, che la maggior pare di noi è cresciuta con la sua musica, e quindi le conoscevamo. Non avevamo bisogno di imparare troppe cose.

D. Elvis, in privato, suonava spesso il piano. Avete mai suonato assieme?

GHD: Insieme no. So che suonava un po’…. Lo ritenevo il peggior pianista che io abbia mai sentito ! (risata)

D. Come hai iniziato a fare gli arrangiamenti per lui?

GHD: L’ho fatto dall’inizio. Un giorno arrivò ed iniziò a cantare “Let It Be Me” la canzone degli Everly Brothers. L’orchestra si prese una pausa, Elvis iniziò a cantare e noi gli andammo dietro. Non sapeva le parole, non riusciva a ricordarle. E io nemmeno. Quindi, quando tornò l’orchestra, disse: “Ci lavoreremo su domani o un’altra volta, quando avrò le parole”. Così, alla fine delle prove di quel giorno, salii in camera, chiamai Los Angeles e mi inviarono il testo. Mi sedetti al piano e feci l’arrangiamento. Misi tutto assieme e il giorno dopo avevo tutto pronto. Incaricai alcune persone di copiare la musica e cose del genere. Quando Elvis doveva tornare per le prove, venne uno dei suoi a dirmi che sarebbe arrivato dallo spogliatoio. Appena aprì la porta, feci un cenno all’orchestra, che partì con il mio arrangiamento per fargli capire come sarebbe stata. Gli diedi un foglio con il testo: quanto amava quella canzone, anche perché è una così bella canzone ! Una di quelle canzoni che non si possono mai dimenticare. Ecco, come è iniziato tutto.

D. La tua prima session con lui è stata nel Marzo 1972. C’era una grande differenza tra il suonare live e registrare in studio?

GHD: Sono propenso a credere che l’abbiamo fatto prima, ma non ne sono sicuro. Era nel ’72? Sì Marzo 1972 alla RCA a Hollywood. Pensavo fosse prima del ’72.

D. Sì, ma quello era un live

GHD: Ok. Sì, è diverso suonare dal vivo e suonare per incidere. Devi stare molto più attento quando registri in studio, mentre con le performances live, puoi fare certe cose…. Tipo essere un po’ più libero. Non deve essere perfetto come in studio.

D. Nel Giugno 1972 lo spettacolo di Elvis si esibì a New York City – Deve essere stato qualcosa di speciale.

GHD: Parli del Madison Square Garden? Sì, è stato speciale. Ha cantato in modo superlativo. Ti dirò, era sempre grande, quando cantava, ma a me è sembrato di sentirlo cantare, meglio del solito. Mi innervosii quando uscì il disco, perché non mi sembrò buono. Sembrava un po’ velocizzato. Penso che, più tardi, lo abbiano rimasterizzato meglio, da quello che ho sentito.

venerdì 6 gennaio 2017

Kismet



Kismet
Words & Music: Sid Tepper/Roy C. Bennett
Recorded: 1965/02/25, first released on “Harum Scarum”