★★★ THIS IS ELVIS ★★★: dicembre 2016

martedì 27 dicembre 2016

Known Only to Him




Known Only to Him
Words & Music: Stuart Hamblen
Recorded: 1960/10/30, first released on “His Hand in Mine”

Intervista con George Klein (2006)

Intervista con George Klein 28 Luglio 2006

George Klein è stato uno dei primi amici di Elvis, avendolo incontrato per la prima volta nel 1948, nella scuola superiore. Nel corso degli anni ha sempre difeso e sostenuto il nome di Elvis e tuttora fa parte del mondo di Elvis. Ho parlato con George Klein dalla sua casa di Memphis.


D. A quasi 30 anni dalla sua morte, sei stupito del fatto che si stia parlando di Elvis nel modo in cui si sta facendo?

GK. Sì, ne sono affascinato. E’ sconvolgente! Pensavo che dopo cinque anni o giù di lì tutto si sarebbe perso. E’ una cosa come Marilyn Monroe o Jimmy Dean o John Wayne. Dopo 10 anni, mi sono reso conto che mi sbagliavo verificando, invece, che sarebbe continuata per sempre, era incredibile quello che stava succedendo. Faccio uno spettacolo ogni venerdì da Radio Sirius di Graceland – un canale tutto su Elvis, si suona Elvis 24 ore al giorno per 7 giorni. Quando sono a Graceland, vedo sempre più giovani. Parlo con ragazzi dai 21 ai 35 anni. Chiedo loro, “Ma come puoi essere un fan di Elvis, non sei abbastanza vecchio per sapere chi fosse veramente”. La maggior parte di loro mi risponde che si sono interessati perché i loro genitori o altri, hanno in casa video e film. 

D. Quando fai il tuo programma su Elvis, che musica ti piace mettere? 

GK Mi piace tutta. Non cerco di essere un buonista, ma mi piace tutta. Credo che qualcosa del materiale della Sun sia veramente buono. Non rifiuto il materiale della Sun come alcuni, ma penso che Good Rocking Tonight, Baby, let’s Play House e That’s All right Mama siano grandi. Intendo che i pezzi di Elvis degli anni 50 e 60 sono i miei preferiti. E voglio anche dire che il materiale fatto nel 1969 con Chips Moman negli American Sound Studios è incredibilmente buono.

D. Raccontaci del tuo primo incontro con Elvis e la tua impressione di lui

GK: Ci incontrammo nel 1948 nella classe di musica della Humes High School. Per coincidenza, alla Humes, eravamo nelle stesse classi. Quando da Tupelo venne a Memphis, per mia fortuna eravamo nelle stesse classi. Quando arrivammo all’anno del diploma, fui eletto presidente di classe così avevo dei poteri politici nella scuola ed Elvis ed io eravamo amici. Non dimenticherò mai l’insegnante di musica, Miss Marman. Una volta disse che la settimana successiva, invece di fare musica, avremmo fatto canti natalizi. Così Elvis alzò la mano e chiese se poteva portare la chitarra e cantare. Ci furono alcune risate in classe, perché nel 1948 non era così normale fare una cosa simile in pubblico. Così la settimana successiva la portò e cantò Old Shep e Cold, Cold Icy Fingers. Sul momento rimasi senza fiato perché non avevo mai visto un ragazzo cantare in quel modo davanti alla gente. Nel mio subconscio avevo capito che, con questo ragazzo, stava per succedere qualcosa.

D. E’ vero che lui spiccava nella scuola? Si racconta di lui che sembrava un piolo quadro in un foro tondo, con quel suo modo di vestire e di fare.

GK E’ vero si distingueva. Era come un martello di velluto, ma lo faceva in un modo molto carino e tranquillo. Elvis voleva vestirsi in modo diverso. Amava portare quei calzoni neri con strisce bianche o rosa ai lati. Indossava un cappotto sportivo tenendo alzato il bavero. Nessun altro si vestiva in quel modo. A scuola per tutto il periodo, si è vestito come un personaggio dello spettacolo. Occasionalmente, alla pausa pranzo, potevi vederlo cantare con la sua chitarra. Alcuni ragazzi e specialmente alcuni atleti, gli fecero passare tempi duri per i suoi capelli e i suoi vestiti. Ma lui, in queste cose, aveva un bel carattere. 

D. Quando avete lasciato la scuola, sei andato immediatamente in radio, non è vero?

GK: Sì, ho incominciato a bazzicare nelle radio. Non avevo soldi per frequentare una scuola di radio, così mi iscrissi all’Università di Memphis, e presi una borsa di studio. Passavo alle stazioni radio, solo per guardare, dalla finestra, i ragazzi che lavoravano. Divenni quello che si dice un fattorino. Occasionalmente, ho trovato la mia strada, aiutando Dewey Phillips. Volevano che gli facessi da “baby-sitter”,

domenica 18 dicembre 2016

A Cane and a High Starched Collar




A Cane and a High Starched Collar 
Words & Music: Sid Tepper e Roy C. Bennett. 
Recorded: 1960/08/16, first released on single
Traduzione di vali/g52

lunedì 12 dicembre 2016

Elvis - The Last 24 Hours



Elvis - The Last 24 hour (Sottotitolato) from Maria Teresa Tria on Vimeo.

la password è elvispresley

giovedì 8 dicembre 2016

Intervista con John Wilkinson



Intervista con John Wilkinson (10 Giugno 2006)

E’ appena stato realizzato un nuovo libro di John Wilkinson e Nick Moretti : 
John Wilkinson è stato la chitarra ritmica di Elvis dal 1969 al 1977 ed insieme alla lead guitar James Burton – è stato l’unico, in tutto il periodo, a non essere mai mancato, partecipando a più di 1100 performances on stage con il Re. Ha avuto una lunga carriera nel business della musica, ed ha iniziato a suonare la chitarra quando aveva 5 anni. Ho parlato con John al telefono, dalla sua casa a Springfield Missouri.

D. Ciao John, e grazie per dedicarmi il tuo tempo. Potremmo iniziare raccontando dove sei nato e cresciuto.

JW: Sono nato a Washington DC il 3 Luglio 1945 e i miei genitori mi hanno adottato quando avevo 2 mesi. Ci siamo traferiti a Springfield Missouri non appena mio padre ha finito il suo servizio nella marina, così sono rimasto qui dai due mesi fino a quando a 18 anni, ho lasciato proprio questa casa qui a Springfield, giusto al centro degli Stati Uniti.

D . Come sei entrato nel mondo della musica e quando hai iniziato a suonare la chitarra?

JW: Ero circondato dalla musica. Springifield era, e lo è tuttora, un grande centro di musica country, e io ne ascoltavo parecchia alla radio locale. Mio padre cantava in chiesa. Era un basso, e anche un buon basso. In casa nostra si ascoltava sempre musica classica ed opera. Per quanto riguarda la chitarra, i miei genitori non erano musicisti, mio padre sapeva suonare qualche accordo al piano e lo faceva per la chiesa. Il mio insegnante di musica, dalla scuola materna fino ai 12 anni, aveva una vecchia chitarra. Un paio di ragazzi della classe superiore alla mia suonavano e cantavano canzoni folk. Pensai che fosse divertente. Avevo visto molti spettacoli country sia in teatro che in tv e da lì ho considerato di suonare la chitarra. Ho chiesto al mio insegnante se potevo usare la sua vecchia chitarra. Avevo un po’ di infarinatura di pianoforte e ho trasportato i principali accordi sulla chitarra. Praticamente è così che ho iniziato, ad orecchio.

D. Crescendo con tutta questa musica nella tua famiglia, Elvis ne aveva fatto parte?

JW: Ai suoi inizi sì. La mia gente non riteneva che fosse un buon modello per me. Alcune foto lo mostravano, vestito con un giubbotto di pelle e alla guida di una moto, con i capelli lisci, pettinati all’indietro. Pensavano che fosse quel qualcosa che io non avrei mai dovuto essere. Quando iniziò a farsi un nome al Sud, c’era un altro cantante in voga che si chiamava Conway Twitty. Faceva una canzone dal titolo It’s Only Make Believe. Quella canzone veniva trasmessa alla radio e io ho sempre pensato fosse Elvis. Parliamo di quando Conway era un rock ‘n roller e non una star del country. C’era un altro ragazzo che si chiamava Ral Donner. Io ascoltavo le prime 40 radio della città, ma non c’era nessuno che mi piacesse tranne Ral, Conway ed Elvis.

D. Allora com’ è stato che hai conosciuto Elvis quando avevi sono 11 anni?

JW: Avevo visto in TV qualche clip di quando era al Lousiana Hayride e aveva una chitarra Martin D-18. Possedere una Martin era come avere il top delle chitarre acustiche. Così vidi questo ragazzo sul palco, che colpiva la sua chitarra. Tutti noi ragazzi che suonavamo, avremmo ucciso pur di avere una chitarra come quella. Sicuramente non l’avremmo trattata in quel modo. Trattarla in quel modo avrebbe offeso i miei sentimenti. Decisi che un giorno avrei conosciuto questo Hillbilly Cat e gli avrei detto. “Non puoi suonare una chitarra per distruggerla” Avevo 11 anni o 10, e lui era al secondo posto in classifica, dopo il cantante country Hank Show. Dovevano venire a Springfield (1956) per un concerto in città. Pensai: ecco la mia occasione! In quel fine settimana Elvis si esibiva di sabato e il miei genitori decisero di andare al lago. La radio informò che, quando Elvis sarebbe arrivato, avrebbe fatto una prova del suono nel pomeriggio. Così, appena arrivai con mia mamma e mio papà, presi una bici e andai a sentirlo. Salii le scale sul retro e iniziai a guardarlo. Andai nello spogliatoio guardando a desta e sinistra. Non c’era nessuno. Potevo ascoltare dal palco, c’era Hank Snow che faceva le sue prove. Poi, guardai dentro l’ultima stanza a sinistra, e lo vidi. Seduto su una sedia, dando la schiena e tenendo il piede sul tavolo. Da un lato aveva una borsa di burgers, e 6 confezioni di Coca o Pepsi nell’altra. Bussai alla porta. Si girò e dissi “Tu sei Elvis Presley” e lui “Lo so”. Pensai” Oddio io ho

lunedì 5 dicembre 2016

I Don't Care if the Sun Don't Shine




I Don't Care if the Sun Don't Shine
Words & Music: Mack David
Recorded: 1954/09/10, first released on single