★★★ THIS IS ELVIS ★★★: settembre 2016

giovedì 29 settembre 2016

Larry Geller - If I Can dream

Recensione If I can Dream by Larry Geller
di Loretta Fornezza


Ho riflettuto attentamente prima di decidere di scrivere e inserire questo articolo, data la delicatezza degli argomenti trattati riguardo la figura di Elvis Presley. 
Lungi da me cadere nel gossip di più basso livello, visto che negli ultimi 30 anni su Elvis ce n’è’ stato già abbastanza! Con questo scritto ho voluto solo cercare di documentare i fans su alcuni passaggi della sua vita, e di mostrare lati della sua interiorità poco conosciuti. La fonte da cui ho tradotto letteralmente questi scritti è il libro”If I can dream” Di Larry Geller.

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Ho appena finito di leggere il libro di Larry Geller, If I can Dream, e l’ho trovato uno dei libri più interessanti tra quelli scritti su Elvis. Purtroppo non è stato tradotto in italiano, quindi ho pensato di farvene una recensione perché credo che pochi di voi riescano a leggere un intero libro in lingua originale.
Larry, come sapete, era il parrucchiere di Elvis, ma era anche molto di più: era uno dei suoi migliori amici, il suo consigliere spirituale, uno dei pochi (per non dire l’unico) a cui Elvis ha aperto il suo cuore e con cui discuteva di ricerca spirituale, di Dio, del perché era stato scelto per essere Elvis Presley.


Il libro comincia con una breve biografia di Larry, poi racconta tutti gli anni di rapporto tra lui ed Elvis, a cominciare dal loro primo incontro, avvenuto quando Larry era solo un fan, nel 1957 a Los Angeles, in cui gli strinse la mano nel parcheggio del Pan Pacific Auditorium, per passare poi al 30 aprile 1964, quando Alan Fortas lo chiamò al negozio dove lavorava per fissargli un appuntamento con Elvis. Subito nasce un feeling particolare tra i due, tanto che Elvis gli confida: “Larry, ti giuro su Dio, nessuno sa quanto mi sento solo. E quanto vuoto davvero mi sento.”
Dopo quel primo incontro Larry accetta l’offerta di lavorare esclusivamente per Elvis, ed inizia la grande storia della loro amicizia.
Il libro, nella seconda parte, riporta brani del diario di Larry, iniziato a scrivere nel 1976 , in seguito al desiderio espresso da Elvis di scrivere un libro e, dato che lui non aveva tempo di prendere appunti a causa dei numerosi impegni, aveva incaricato Larry. A volte Larry scriveva note, appunti, impressioni. Altre volte registrava le loro conversazioni.
L’idea di scrivere questo libro è maturata nel 1985 perché, cito Larry “quello che era stato scritto su Elvis fino a quel momento riguardo al suo impegno sul lato spirituale mancava della stessa mancanza di comprensione e tolleranza di cui Elvis aveva sofferto nel corso della sua vita ....la mia delusione stava nel fatto che i critici, anziché ammettere che non capivano questo suo coinvolgimento, attaccavano il soggetto mostrando Elvis come uno stupido per averlo seguito .”
Una volta Elvis disse : “Una volta che me ne sarò andato, il mondo comincerà a cambiare”. Chiaramente Elvis non voleva dire che la sua morte avrebbe marcato l’inizio dell’apocalisse , ma che dopo la sua morte (e a quel tempo aveva più o meno accettato di non avere molto da vivere) ci sarebbero stati cambiamenti nel mondo , cambiamenti della gente verso le cose che Elvis sentiva così profondamente.”
Il primo libro che Larry dà ad Elvis è

domenica 25 settembre 2016

Down in the Alley




Down in the Alley
Words & Music: Jesse Stone and the Clovers
Recorded: 1966/05/25, first released on “Spinout”
Traduzione di vali/g52
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“Down In The Alley” - incisa da Elvis Presley giovedì 26 maggio 1966
Scritta da: Stone
Originariamente incisa da The Clovers nel 1953

Versione originale di Elvis Presley su: Reconsider Baby; From Nashville to Memphis (3)

The Colvers registrarono “Down In The Alley” prima il 21 dicembre 1953 per l’Atlantic, ma il brano non venne mai pubblicato. Registrarono la canzone nuovamente per la Atlantic il 26 luglio 1957 e nell’agosto dello stesso anno, venne pubblicato un singolo, accoppiato con “There’s No Tomorrow”., scritto da Jesse Stone. Stone era uno scrittore con molto talento che spesso usava lo pseudonimo di Chalet CalHoun. Ad esempio questo era il nome usato per “Shake, Ratte and Roll”. Nel 1956, di Stone, Elvis incise anche “Flip, Flop and Fly” e “Shake, Ratte and Roll”, mentre incise "Like A Baby", nel 1960.


http://users.telenet.be/davidneale/e...als/index.html
(aggiornato al 2008)


lunedì 19 settembre 2016

What now, What next, Where to




What now, What next, Where to
Words & Music: Don Robertson/Hal Blair
Recorded: 1963/05/26, first released on "Double Trouble

Marthy Lacker risponde ai fans


Premessa di Loretta Fornezza: 
Su questo sito www.elvis-express.com c'è una sezione dove Marthy Lacker risponde alle domande dei fans. 
Ho pensato di tradurre le domande/risposte più significative, perchè potrebbero essere anche le nostre domande. Si parla di musica, di vita privata, di pillole, di impersonators, insomma di tutto un po'.
Di seguito quindi le domande a Marthy Lacker e le sue risposte.
Spero di aver fatto un buon lavoro e soprattutto interessante  
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James Freed chiede:
Sono sicuro che ti è già stato chiesto, ma anche io vorrei una risposta da te. 
Nella scena del taglio di capelli in Jailhouse Rock, come hanno potuto far sembrare che Elvis si fosse veramente tagliato i capelli?
Inoltre, Elvis ha detto che, tra i film che ha fatto, King Creole era il suo preferito ……….. negli anni ’70 ha mai parlato di fare un remake del film oppure tu pensi che ci poteva essere un sequel di questo film?
Vorrei anche chiederti che cosa pensi del film “Elvis meets Nixon” e di Rick Peters che ha interpretato Elvis

Marthy risponde: 
Per quanto riguarda la scena Jailhouse Rock gli avevano fatto una parrucca e tagliavano quella. Elvis non ha mai parlato di fare un remake o un sequel di King Creole

Invece il film “Elvis meets Nixon” è terribile e hanno reso Elvis un pagliaccio. 
Il ragazzo che interpreta Elvis è un idiota. Le persone che hanno fatto il film hanno voluto ridicolizzare Elvis. 
Io ho un buon senso dell’umorismo, ma questo film non mi ha divertito
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Andrew Lovett chiede:
Cosa ne pensi della scelta della EPE sull’impersonator Shawn Klush che, sia in pubblico, che in tv si comporta come se fosse Evis ?

Marthy risponde: :
Tanto per cominciare, tutti conoscono la mia opinione sugli impersonators: LI DETESTO!
Mi fa ridere la scusa che danno, dicendo che lo fanno per fare un tributo ad Elvis.
Quello che fanno è una misera imitazione, perché loro vorrebbero essere una star e si immaginano di indossare gli abiti di una super super star come era Elvis, perché questo offre loro un pubblico. Sfortunatamente, ci sono molti fans che si radunano per vedere questi pagliacci. 

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Clive Gilmore chiede:
Vorrei conoscere la tua reazione in merito alla stella sulla Walk Of Fame di Las Vegas e al fatto che Priscilla, Lisa Marie e la EPE non vogliono avere niente a che fare con questa cosa e se è vero che la realizzazione di questa stella dipende una raccolta di soldi, da parte dei fans .
Inoltre ti chiedo: come pensi reagirebbe Elvis se sapesse che sono i fans a dover pagare la stella? Quale pensi sia la ragione per cui Cilla, Lisa e la EPE non vogliono sostenere e appoggiare questo tributo al Re di Las Vegas?

Marthy risponde:

domenica 11 settembre 2016

So Glad You're Mine





So Glad You're Mine
Words & Music: Arthur Crudup
Recorded: 1956/01/30, first released on “Elvis”
Traduzione di vali/g52

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“So Glad You're Mine” - incisa da Elvis Presley lunedì 30 Gennaio 1956
Scritta da: Crudup
Originariamente incisa da Arthur "Big Boy" Crudup nel 1946
Versione originale di Elvis Presley su: Elvis Presley (Rock 'n' Roll no.2); The Complete 50's Masters 1



La versione originale di Arthur Crudup fu registrata il 22 Febbraio 1946. A differenza degli altri due pezzi di Crudup fatti da Elvis Presley, questa sua versione ha un arrangiamento notevolmente diverso, e senza il pianoforte. Crudup nacque il 24 Agosto 1905, a Mississippi. Era soprannominato "Big Boy", per la sua grande statura già da bambino. La sua prima incisione avvenne nel 1942 su etichetta Bluebird. Le beghe sui diritti di proprietà, con il produttore di blues Lester Melrose resero Arthur Crudup povero e fino a che Elvis Presley non incise le sue "That's All Right (Mama)," "My Baby Left Me" e più tardi anche "So Glad You're Mine", che gli permisero di ricevere l’ attenzione e i riconoscimenti che meritava. Sfortunatamente, Melrose continuò a non dargli soldi,che gli spettavano e Arthur Crudup morì il 28 Marzo 1974, molto povero.


(aggiornato al 2008)



lunedì 5 settembre 2016

Tupelo - Tornado del 1936

DAL LIBRO “ ELVIS AND GLADYS” di Eliane Dundy
(Traduzione di Loretta Fornezza)
Il 5 aprile 1936, quando Elvis aveva un anno, un tornado si abbatté  su Tupelo alle 21.04 di una domenica sera causando danni disastrosi.
Da quel giorno, tuttora gli abitanti di Tupelo  hanno un modo di dividere il tempo e gli eventi in due parti B.T. e A.T.: Before the Tornado and After the Tordano (prima e dopo il Tornado).
Il tornado uccise 235 persone a Tupelo, ferendone 350 e azzerando 45 blocchi della città “Sembrava come ci fosse un grappolo di carri merci che correvano assieme” racconta Magnolia Clanton. “Colpiva e sentivi la gente che urlava sulle strade e non sapevi dove stavi andando o che direzione avresti preso, da quanto ti sembrava di impazzire”
La spirale nera gigante tingeva di rosso fuoco il suo percorso sopra Tupelo e verso il sud ovest. La serata era afosa, il vento soffiava senza sosta. I lampi iniziarono ad abbagliare. Le funzioni religiose serali erano finite. La maggior parte delle persone era a casa propria.
Il tornado durò solo pochi minuti: dalle 21.04 alle 21.09 – ora in cui furono uccise intere famiglie. Distrusse quello che era la zona di insediamento dei neri a Tank Hill, scagliandone i corpi nel Gum Pond (grande stagno a Tupelo-)


Scoppiarono incendi e ci fu una stima di 900 case andate in frantumi. Le galline erano state private dalle loro piume e le mucche dalle loro corna.
Il palazzo di giustizia, le chiese e i cinema furono trasformati in ospedali. Roosvelt mandò aiuti nazionali e la Croce Rossa posizionò  le sue ambulanze alle stazioni.
Dove si trovava Elvis in quel terribile momento?
Fortunatamente sappiamo esattamente dove fosse e lui fu fortunato a trovarsi lì, visto che se la sarebbe cavata per un pelo.
Quella sera, Catherine Hall aveva portato la sorella di Vernon, Gladys Presley, con sé alla funzione serale alla Baptist Church. Improvvisamente sul fondo della chiesa apparve il padre della piccola Gladis, J.D. e gridò loro di correre fuori. Salirono di corsa nello scuola bus, insieme a Gladys, Vernon, Elvis, Minnie Mae e gli altri suoi figli.  Lo zio Noah, in macchina, li portò a casa sua visto che era più solida e più grande e potevano stare tutti assieme.  Gli uomini si misero in fila contro la parete sud della casa “abbracciando” le assi per contrastare quanto di peggio stesse per arrivare. Minnie Mae iniziò a perdere i sensi, ricorda Cathrine, poi si riprendeva e poi sveniva di nuovo. Gladys, con il suo bambino in braccio, stava seduta tranquilla, rannicchiata nell’angolo. Il tornado avvolse East Tupelo. La casa rimase intatta. Quando tutto era passato, riuscivano a vedere uno dietro l’altro lampi che si abbattevano sulla Main Town., Lo zio Noah disse agli uomini “Andiamo, avranno bisogno di aiuto”. E così, gli uomini si infilarono nello scuola bus e si diressero lungo l’argine verso Tupelo.
Quando Gladys ed Elvis arrivarono alla loro casa, la prima cosa che videro era che il tornado aveva letteralmente raso al suolo la Chiesa Metodista di San Marco, proprio al di là della strada, ma la loro casa non era stata toccata!

FOTO DELLA CHIESA




Si potrebbe pensare che la vicinanza del disastro, non dovrebbe aver impressionato granché un bambino di un anno, ma dal momento che la chiesa non venne ricostruita, per parecchi anni,  Gladys e Vernon ogni giorno avrebbero parlato di quel miracolo ve aveva salvato la loro casa e le loro vite, mentre guardavano le  fondamenta dell’edificio in mille pezzi,
E’ possibile che tutto ciò abbia aggiunto  al piccolo Elvis, delle sensazioni di trionfo sul fatto che in seguito avrebbe potuto sopravvivere ancora?

TUPELO ORIGINALE CASA DI ELVIS



Nota sotto la foto: Questa casa sembra essere degli anni 50 o forse anche precedente, quando la casa era in uso. Come si può notare non c’è alcuna altalena nel portico …..






Nota sotto la foto:  I copyrights appartengono a chiunque l’abbia fotografata, che non è identificato per altri luoghi.  Per la prima volta furono pubblicate nell’ottobre 1964, su Elvis Monthly (penso sia un fan club del tempo). Fu lo stesso Vernon che mostrò la casa  ai fotografi.






Tra il 5 ed il 6 Aprile del 1936 il Sud Est degli USA venne sconvolto da una serie di tornado, per la precisione 17, che portarono alla morte ben 436 persone. Sebbene il grosso dei tornado si concentrò tra Tupelo (Mississippi) e Gainesville (Georgia), altri distruttivi fenomeni vorticosi associati colpirono anche le cittadine di Columbia (Tennessee), Anderson (South Carolina) ed Acworth (Georgia). Oltre ai tornado furono registrati numerosi allagamenti lampo associati alle tempeste, che provocarono milioni di dollari di danni.

Il tornado di Tupelo è stato il quarto in termini di morti nella storia degli Stati Uniti d'America; intere famiglie sono infatti morte perchè non furono avvertite del pericolo imminente e vennero quindi colte di sorpresa. Il piccolo Elvis Presley (che all'epoca dei fatti aveva solo un anno) e la madre invece sopravvissero a questo tremendo tornado, che toccò il livello massimo F5 della scala Fujita. Circa 233 furono i morti in città.




Dopo aver colpito Tupelo, il violento sistema temporalesco raggiunse l'Alabama e nella notte sul 6 Aprile e si portò fin verso la Georgia. Qui, per la precisione nella località di Gainesville, alle 8.30 del mattino un doppio tornado investì la zona e provocò 203 morti. Il tornado in questo caso raggiunse il grado F4 della scala Fujita e resta annoverato come il quinto in fatto di vittime nella storia nord americana. Causò 13 milioni di dollari (dell'epoca) di danni.

Fonte: http://www.3bmeteo.com/giornale-meteo/tornado+tupelo+1936-+centinaia+di+morti-52209




venerdì 2 settembre 2016

I Believe In The Man In The Sky



I Believe In The Man In The Sky
Words & Music: Richard Howard
Recorded: 1960/10/30, first released on “His Hand in Mine”
Traduzione di vali/g52

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“I Believe In The Man In The Sky” - incisa da Elvis Presley domenica 30 Ottobre 1960
Scritta da: Howard
Originariamente incisa da Bill Kenny nel 1953
Versione originale di Elvis Presley su: His Hand In Mine; Amazing Grace (CD 1)

Elvis amava The Ink Spots, un meraviglioso gruppo che gioì di grande successo alla fine del 1930, nel 1940 fino al 1950. Per molti anni, il tenore Bill Kenny fu la prima voce del gruppo. All’inizio del 1950, Bill fece una registrazione come solista, pur mantenedo lo stile degli The Ink Spots. Kenny mori nel 1978.

(aggiornato al 2008)