★★★ THIS IS ELVIS ★★★: maggio 2016

martedì 31 maggio 2016

Intervista con Sheila Ryan





Intervista con Sheila Ryan 15 Aprile 2006

Sheila Ryan è stata la compagna di Elvis dopo Linda Thompson. Sheila fu sulla copertina di Playboy di Ottobre 1973 e sposò James Caan nel 1976 (da cui divorziò nel 1977)

D. Quando è stata la prima volta che hai incontrato Elvis?
R. La prima volta fu a Las Vegas e Joe Esposito mi portò nel backstage e credo che fosse il secondo spettacolo di quella sera. Lui uscì dallo spogliatoio, fuori del quale c’era una sala d’attesa. Uscì e aveva questo asciugamano intorno al braccio e c’erano, non so, forse 30 persone nella stanza e uscendo la prima cosa che fece, cioè la prima cosa che successe fu che i nostri sguardi si incrociarono. E tutti lo notarono, soprattutto la ragazza che stava frequentando al tempo. Quello che intendo è che, in un attimo, fu qualcosa di magico. Lui stava semplicemente uscendo dalla stanza e boom, sai com’è. Magia! E in quel momento ho capito quello che la maggior parte delle donne provavano, ma risono resa conto che avrei passato tanto tempo con lui.

D. Cosi ti sei sentita immediatamente coinvolta?
R. Immediatamente. Non ci sono stati altri momenti simili. Era destino.

D. E’ vero che ti ha lanciato un chicco?
A. Sì è vero, e non sono ancora sicura del perché l’abbia fatto. Joe Esposito disse che l’ha fatto con lo scopo preciso di avvicinarmi e parlare con me. Io pensai che l’avesse lanciato a Joe perché stava con una donna attraente e fosse un’espressione di gelosia. L’ho pensato ma non ne sono ancora sicura.

D. Quali sono state le prime parole che ti ha detto Elvis?
R. La prima parola di Elvis fu: “mi dispiace” è stata veramente una cosa stupenda. Lui si trovava a 15 piedi da me ed io avevo un atteggiamento d’ indifferenza, dopo quel primo sguardo, perché mi ero resa conto che non esisteva nient’ altro, quella sera. La sua ragazza era li con lui. Io non volevo dare spettacolo, ma nel momento stesso che lui ha lanciato il chicco e mi ha colpito dritto in mezzo agli occhi, è stato qualcosa di meraviglioso.

D. Probabilmente sei stata l’unica donna che si è trovata in quella situazione 
R. Di essere colpita da un chicco, sì

D. Quella notte hai iniziato a parlare con lui?
R. No, quella sera, non parlai con Elvis. E’ successo che si inginocchiò per chiedermi scusa e scusa e scusa. Io mi sentivo a disagio perché sapevo che la sua compagna stava guardando e non c’era ombra di dubbio di quello che stava succedendo tra me e lui. Era una di quelle cose particolari. Poi si alzò e siccome doveva andare, mi ritrovai nella stanza con il resto del gruppo, e prendendo l’occasione al volo, me ne andai. Praticamente subito. Chiesi a Joe Esposito di accompagnarmi e mi fu possibile evitare di parlare con lui quella era.

D. Quando hai rivisto Elvis?
R. Io stavo cambiando il mio appartamento e come già detto, in quel periodo, mi tenevano informata. Venivo aggiornata sulle cose. Perciò, il mio telefono era scollegato da due giorni perché mi stavo trasferendo e venni a sapere che Joe mi stava disperatamente cercando. Così quando l’ho saputo ed ebbi di nuovo il telefono, mentre l’operatore era lì per ripristinare i collegamenti, suonò il telefono. Era Joe. Sai com’è io dissi “ciao Joe” e lui “Dio mio come facevi a sapere che ero io? Dove diavolo eri?” non era arrabbiato ma dispiaciuto che per due giorni non mi aveva trovato e si mise a ridere. Disse “Tu piaci al mio capo e vuole vederti”

D. Per te è stato un bell’appuntamento quello con Elvis

venerdì 27 maggio 2016

Telefonata fra Red West e Elvis




NELL'OTTOBRE 1976 RED WEST RICEVETTE UNA TELEFONATA DA ELVIS. ALL'EPOCA RED RISIEDEVA A LOS ANGELES ED ERA IL PERIODO IN CUI STAVA SCRIVENDO IL LIBRO "ELVIS WHAT HAPPENED?" CON LA COLLABORAZIONE DEL CUGINO SONNY WEST E DAVE HEBLER.

ELVIS ERA GIA' A CONOSCENZA DELLA PROSSIMA USCITA DI QUEL LIBRO...



ECCOVI LA STESURA DELL'INTERA TELEFONATA.



Sono Red West. State per ascoltare una conversazione telefonica tra Elvis Presley e me, che è stata registrata nell’ottobre 1976, mentre a Los Angeles, scrivevo il libro Elvis-What Happened” insieme a mio cugino Sony West e Dave Hebler. Non era un segreto che stessimo scrivendo il libro, e conoscendo Elvis come io lo conoscevo, sapevo che ci avrebbe cercato e contattato.
Sapevo anche che, dai fans e da altre persone intorno a lui, saremmo stati definiti bugiardi, Giuda, traditori e con qualsiasi altro appellativo.


Sapevo anche che, durante la conversazione avrebbe rivelato sufficienti informazioni che avrebbero avvallato quello che dicevamo nel libro. E’ stato molto di più di quello che mi aspettavo. E molto di più di quello che avrei voluto sentire. Intendo dire, che ho ascoltato un uomo triste e solo, un uomo con il quale ero cresciuto e visto passare dalla vera povertà ad essere il più grande intrattenitore che io abbia visto a questo mondo. Un bambino nel corpo di un uomo che non era in grado di sostenere la celebrità che era diventato. Ho avuto il triste presentimento che non avrei più rivisto il mio migliore amico. E non lo sopportavo……….





ELVIS: Come va?

RED: Mi sono appena svegliato.


ELVIS: Stavo provando una di quelle canzoni frenetiche. Ho comprato due chitarre nuove e stavo cantando come un pazzo, guardando quella meraviglia dei bambini. Sono a casa da solo, Linda è a Los Angeles. Sta cambiando appartamento. Avevamo quell’appartamento, la gente ha capito che dietro c’ero io ed ha raddoppiato l’affitto. Ne ha trovato un altro subito in fondo alla strada. Charlie mi ha detto della conversazione che avete avuto, suppongo di dover dare qualche spiegazione.

RED: Speravo mi chiamassi e mi parlassi


ELVIS: Tu non hai fatto niente che provocasse la decisione di mio padre.

RED: No.


ELVIS: Sono stato molto sotto pressione. Sai la storia del raquet. Due cause per 1.300.000 dollari?. Pensavo che si volesse solo utilizzare il mio nome e basta e questo era il contratto che avevo firmato. L’ho fatto perché era una favore al Dr. Nick e Joe. Sto cercando di dire alcune delle cose che hanno portato a tutto questo. Mi sbagliavo sul conto di Hebler, brutta cosa da parte mia, lui era molto sottomesso e servile. Odiava tutti voi ragazzi e tutti gli altri e me n’ero accorto
Ne avevo il sentore e questa m***** mi bruciava nelle orecchie. 2 processi in due anni. Non so se l’hai saputo, ma stavano cercando di farci passare per malati di mente. Sto parlando di alcune persone influenti che stavano cercando rapporti psichiatrici. Cercavano di dimostrare che eravamo pazzi. Tutto il gruppo.




RED: Non riuscivo a crederci. Tu avevi lasciato la città. Tuo padre ci ha chiamato e ci ha spiegato la necessità di tagliare le spese e darci una settimana di stipendio. Ai facchini cinesi, ne danno due di settimane.


ELVIS: Non sapevo niente di tutto di tutto questo. La storia di una settimana.



RED: La questione è superata. All’inizio mi sono sentito ferito.


Elvis: ****

Red: In ogni caso, dove eravamo……..


Elvis: Senti, la mia voce com’è bassa: ho la voce come J.D. Sumner, da tenore. Abbiamo cantato così tanto.

Red (ride): Ah…



EP: Ho una nuova chitarra Martin,

Red (ride): Ah…



EP: le mie dannate dita sono piene di vesciche.



Red: Yeah, avevo anch’io questo problema, quando mi sedevo e iniziavo a scrivere le canzoni, le prime 3 dita, già grandi di suo, diventavano cosi grosse, alla fine, avevo le vesciche sulla punta. Ma uh, oh m...a, spero di essermi schiarito il cervello, mi sono appena svegliato, ma parliamo


Elvis: Io, io ah, sai, ci sto lavorando su, ma a un cilindro


Red (ride): Ma come ti ho detto, sto preparando uno show che sta venendo piuttosto bene (Black Sheep Squadron), ho ottenuto una parte(as Sgt. Andy Micklin).

Partirà nelle prossime 3 o 4 settimane, penso e credo che potrà rilanciarmi.


Elvis: Sai com’è quello che è successa, è stata la combinazione di un sacco di cose che si stavano sormontando. Non era, necessariamente, da intendere in senso personale, anche per quanto riguarda le cause legali. Sai, è stato come una miccia che si è diffusa, proprio perché c’era un sacco di cose già ammucchiate che gravavano sulla mia persona.


Red: eh sì



Elvis: E probabilmente io ho perso di vista un paio di cose. In modo particolare te, la tua famiglia ed ogni cosa. Perchè sai che io amo Pat e la tua famiglia.


Red (interrompendo Elvis): Già, è stata dura Elvis. Ho avuto a disposizione un sacco di tempo per pensarci su. Intendo, potevo starmene seduto e la gente avrebbe parlato di tutta quella m...a, ma rimaneva fissa nella mia mente. E tutto quello che ho fatto è stato cercare di …. Può darsi, talvolta, anche iper proteggendoti senz’altr. E questa è la sacrosanta verità.


Elvis: Si, lo so


Red. Ah sì, c’ero, io c’ero, e se come dici lo sai, tu avevi dei problemi.



Elvis: sai cosa c’è di giusto? E’ come quel vecchio uomo di “Cool Hand Luke” un’incapacità di comunicare.
Red: Sì, questa è la sacrosanta verità. Sicuramente nell’ultimo anno non abbiamo comunicato tra noi.

Elvis: Come ti ho detto è stata una serie di cose…. Se potessi te le direi una per una, ti potrei dimostrare le ragioni di queste divergenze …. Mancanza di comunicazione….



Red: Giusto



Elvis: Mio padre era malato …. Sai, era quasi morto. La mia famiglia è sulla bocca di tutti, in tutti gli Stati Uniti. Quei dannati avvocati e cause legali…… di un pugno di terra ne stanno facendo una montagna.



Red: Si lo so, ci sono stati alcuni momenti duri, in questo senso. Arrivava una causa legale e tutti gli altri traevano spunto per aggrapparvisi. Si propagavano come funghi e tutti, anche il cugino, ci stavano al culo.


Elvis: Già, è questo che intendo. Uno va oltre o pensa di farlo e uello che cercano di fare è definire un quadro di malattia mentale e violenza.



Red: già



Elvis: Come quella in cui io a letto…..che sparo ad una lampada.


Red: Che diavolo è questa cosa?



Elvis: Quella storia dell’Hilton Hotel, con una pistola da 2.2.


Red (ride): Ah sì…. Oh, si, eravamo conosciuti come il Wild Bunch (mucchio di selvaggi)



Elvis: questo è sicuro…. Ma i bei vecchi tempi sono ancora una realtà.


Red. Si, sono fatti reali, e lo sempre saranno. Ormai, quello che è fatto è fatto. Abbiamo avuto un sacco di bei giorni, per un periodo. Ma, come hai detto, le cose sono diventate più serie, e sono arrivati una sacco di problemi… Non so, abbiamo perso di vista un sacco di cose, molte cose buone, non so, ma il divertimento se n’era andato.


Elvis: Il divertimento ha cessato di esistere, questo è il problema.


Red: già



Elvis: Non potrei definirlo con precisione, proprio non riuscirei davvero…….. sfumato


Red: Ma, ah



Elvis: Maledetti raquetball courts!


Red: Si, Ci sono passato l’altro giorno,…… per un attimo, quando voi eravate già andati via. Era ancora il Presley Center Courts ….. e poi, poco prima che io arrivassi….


Elvis: Lo toglieranno



Red: Cosa?


Elvis: Lo tireranno giù


Red: L’avevano già fatto. Si, me l’avevano detto, prima che io arrivassi là…. Non ho più visto quell’insegna.

Elvis: Okay … ah, bene, Ultimamente avevo sentito che c’era ancora… Ma sai, è evidente che sono stato truffato, poi hanno incaricato questi costruttori e quelli che si sono accaparrati un contratto con il mio nome…. Hanno trovato questi costruttori e si sono vincolati con un contratto.



RW: Uh-huh.



Elvis: Dovevano costruire due palazzi, da mezzo milione di dollari ciascuno.



Red: è molto caro…….



Elvis: Che fregatura! Ah ah povero Joe, ah sua madre ha dovuto pignorare la casa, fare un prestito sulla casa per avere i soldi……


Red: Ne so qualcosa sull’entrare in affari con gli squali; A loro non interessa se pignori il c**o di tua madre, lo sai vero?


Elvis: Ma questo è quello che ha dovuto fare
.


Red: Già …. Joe è riuscito ad evitarlo?



Elvis: Cosa?



Red: Joe è riuscito ad evitarlo? Oppure…….

Elvis: C’è in corso una causa per cercare di evitarlo. Sì ma, il ragazzo….. i costruttori incaricati di costruire quella dannata cosa sono quelli che hanno in mano tutto il gioco, perciò io me ne sono tirato fuori.

Red: Sì



Elvis: Dovevo farlo era alquanto rovinoso. Era una truffa, un affare scricchiolante.

Red: Vabbè non sapevo se lo fosse o no, ma ne avevo il sentore.

Elvis: E’ partito come una cosa innocente. Mi era stata detta una cosa, del tipo che non avrei dovuto mettere un soldo. O non c’entravano soldi o altro, quindi..… questo era il contratto che avevo firmato.



Red: Sì



Elvis: Questo succedeva quando firmai. Ne parlai con mio padre appena uscito dall’ospedale e se ne parlava da un po’ di tempo. Sai, se questo poteva aiutare il Dr. Nick e Joe…..

Loro non potevano usare il mio nome, perché non ne avrei avuto nessun beneficio da questa cosa.


Red: Sì



Elvis: Mi sono reso conto che era una truffa




Red: Bah…. Non so se lo era o no, ma io sentivo che era così



Red: Sì



Elvis: … avrebbero potuto usare il mio nome, così…



Red: Bene, io…..



Elvis: Perchè io non ne traevo alcun profitto da tutto questo



Red: Giusto. Era solo qualcosa per aiutarli. Credo che nemmeno il Dr. Nick conoscesse quei tipi



Elvis: Nemmeno io, almeno credo


Red: No, lui si è trovato risucchiato in questa cose. Aveva visto la possibilità di fare un po’ di soldi e così è stato per Joe. Ma sull’altro tipo, io avevo dei sospetti.



Elvis: Oh, quell figlio di p*****a, non aveva niente di buono

Red: Ah….



Elvis: Ho parlato con I miei avvocati ieri su questa cosa del racquetball. Sai Mr. Davis è morto?




Red: Sì, lo so. Lìho visto sul giornale, prima di uscire



Elvis: E il tipo che ha preso il suo posto……beh quello che iniziò succedere era che hanno cominciato a sparare cifre di 10.000, 20.000 dollari




Red : Ah capito. Sì, era…..premeditato



Elvis: Così l’ho pensata io. Voi avreste messo soldi lì, così?




Red: Si (ride). Ricordo che era uno che veniva in tour con noi



Elvis: Si in tour, pretendendo di essere interessato ai libri di numerologia. Tutto calza a pennello. Era abbastanza furbo per fare cose simili. Poi salta fuori che avevano bisogno di 80.000 dollari. Ho detto: okay, per cosa? Per una segretaria.


Red: (ridendo). Maledizione! Dannate segretarie…….sono un’ associazione o qualcosa del genere?



Elvis: È esattamente quello che ho detto io, meravigliandomi che una segretaria potesse costare 80.000 dollari




Red: M****a. No, era arrivato il momento di uscire da quella m***a.



Elvis: Ho cercato di prendere tempo con loro




Red: Sì



Elvis: Non volevo stroncare il loro entusiasmo….i loro sogni o altro.




Red: Solo stroncare la loro segretaria (ride)



Elvis: Sì, una segretaria da 80.000 dollari



Red: Per l’amor di Dio. Allora, cosa dovrebbe prendere un Presidente di una società?



Elvis: Avevano preparato tutte quelle carte e quella m…… Presidente…. Vice Presidente… sempre senza venire a chiedermi niente. E’ iniziato come Presley Center Courts e l’anno cambiato in Elvis Presley Center Courts, senza nemmeno chiedermi una cosa di tutto questo.



Red: Diavolo, una volta che il tuo nome fosse stato scritto sopra… …Una volta che questo Mike (McMahon) ci aveva messo il tuo nome… voglio dire…. L’ho sentito; è andato a Nashville, o non so dove, dicendo i”o rappresento Elvis Presley in questo affare del racquetball…” Proprio usando solo il tuo nome, è riuscito ad ottenere tutto quello che voleva, ma ah…. Non so cosa sto cercando di dirti. Dovremmo tornare sul mio problema… Io non ho mai fatto cose del genere. Ero solo… il vecchio Red, che cercava di fare il suo lavoro.


Elvis: Ah, ah …. Non lo stavo usando come esempio, ti stavo solo raccontando.




Red: Certo questo lo so. Stavamo solo parlando di qualcosa. Non so niente circa quel racquetball court. …. Io conosco solo i miei problemi.


Elvis: Ciò che si è guardato come ad un’amicizia e un favore e qualsiasi cosa, si è trasformato in un progetto da 1.300.000 dollari. Se calcoli quanto tempo ci vuole per avere dei risultati…. E cominciare a ricavarne un guadagno (ride). Dopo averci messo tutti quei soldi!!


Red.; Mi dispiace, ci vorrebbe un po’…


Elvis: Saremmo tutti diventati vecchi, prima di vedere un risultato sul racquet e intascare un dannato banjio (ride)



Red. L’intonaco starebbe caduto dalle pareti. Awww m***a. Sì, povero vecchio Nick, povero vecchio Nick… Tutti cercano sempre di far soldi, ma quella del Nick’s Chips, nella quale si era infilato, è stato un flop. Si era sempre immaginato tutto, ma quel dannato camion perdette tutto il carico, perché si rovesciò. Avevano preparato tutto e sono state portate dall’Arkansas…..



Elvis (ride): Non lo sapevo….ero in ospedale



Red (ride)



Elvis: Maledizione, avevo un misto di emozioni. Prima di tutto, mi son fatto male cadendo….. proprio rotolato giù. Nick’s Chips del c**o. La cosa principale che riuscivo ad avere in testa era una scommessa per decidere cosa fare. E Nick, il greco, era la scommessa. Ecco, e così il mio cervello impazziva. Nick’s Chips, m***a, ovviamente non sapeva.


Red: Sicuramente lo sapeva e so che anche Mike lo sapeva



Elvis: L’avvocato mi aveva letto il contratto dove si dichiarava che qualsiasi cosa fosse successa sarebbe stato un bene per tutto l’affare.




Red: Già. Non ti avevano detto….



Elvis: Ora, ti dico, che non mi interessa più di quel racquetball



Red: Giusto



Elvis: Per me poteva essere una buona cosa. Perciò quella fu una novità per me



Red: Sì



Elvis: Ho scoperto ieri che quel Mike si è autoeletto e le spese di management erano di 50.000 Dollari all’anno….. Extra. Ah Joe non ne sapeva niente. Il Dr. Nick non ne sapeva niente, ma gli avvocati li hanno presi subito.



Red: È quello che immaginavo…… questo Mike ha preso in giro Nick e gli altri. Non gli sarebbe potuta andare meglio.



Elvis: Già



Red: È una vergogna, Nick ……..pensavo fosse intelligente e anche Joe pensavo lo fosse, ma…..



Elvis: Non quando si tratta di affari



Red: Penso che siamo sulla stessa linea



Elvis: E il mio unico problema, vedi, è che , da tutto questo, non avrei mai potuto trarne alcun tipo di profitto. E’ stato solo un gesto di amicizia, sai non pensavo che fosse…. Non ci sarebbero stati danni, aiutando questi ragazzi a costruire un paio di campi di racquetball, uno qui e uno a Nashvillle, tuttavia, mi piaceva. Non avevo visto alcun rischio…



Red: Già



Elvis: Nick’s Chips, m……a (ride)


Red.: Certo, guarda… non immischiarti con un tipo come quello, voglio dire i loro dollari parlano, questo è. Ma ah….


Elvis: Già, ma il modo in cui è stato fatto, questa gente guida gli agnelli al macello.


Red: E’ vero, te ne sei reso conto, quindi tu ne sei fuori, giusto?


Elvis: Si, mi sto dando da fare per esserne fuori.



Red: Okay …. Non ti biasimo, perché quando hai iniziato ad entrare nell’affare con un gruppo di persone, se lo fai per te stesso, sai cosa succede, ma quando lo fai per altre 2 o 3 persone.

Elvis: Con la mia firma, maledizione, dovevano essere matti da legare.


Red: infatti è andato a monte.



Elvis: Ma sai, la carta che ho firmato non menzionava queste cose, così il mio legale ritiene che questa porcheria è stata aggiunta dopo la mia firma. Capisci cosa intendo?


Red: Si


Elvis: Perchè purtroppo io non avrei dovuto firmare. E starmene buono……. per un paio di campi di racquet, mezzo milione di dollari.


Red: Sì



Elvis: E’ stata una grandissima sorpresa anche per me. Mezzo milione di dollari per un capo di racquetball? Perché posso avere Earl con una colpo di martello… (ride) e farglielo costruire ad Albert, senza tirarla per le lunghe.


Red: Lo costruirebbe con $ 39.38, con la sauna, un centro benessere ed altro. Non costerebbe come costruire quei dannati campi di raquetball.


Elvis: Huh.

Red: Non so bene...


Elvis: Beh penso che se ne facciano dieci per ogni posto.


Red: Oh, huh, oh...


Elvis: Intendo 10 posti per giocare come al Memphis State.


Red: Sì


Elvis: Ma fino a che...



Red: E’ così...


Elvis: Lo fai, ci metti una doccia per uomini e una per le donne, non si arriverà mai a mezzo milione di dollari.


Red: Sono un sacco di soldi.


Elvis: Già.. ho un edificio qui sul retro che è costato solo 80.000 dollari. Se vedessi quanto è elegante.

Red: Certo, dannazione, giusto...


Elvis: Questa gente è come hai detto tu, hanno visto la mia firma e poi hanno dato fuori di matto.

Red: Si, si. Ognuno ha fatto il suo quando ha ottenuto la tua firma, inoltre quanto si ipensava sarebbe stato lo stipendio di questi ragazzi? Mike e la segretaria e tutta quella m…..


Elvis: Già.



Red: E pensavano che tu pagassi queste… stronzate. Che vadano al diavolo!


Elvis: Materiale e cose, come cartoline, opuscoli, advertising, e questo e quello … E tutto questo, a mia insaputa, senza consultarmi, senza chiedermi niente, ….


Red: Hanno cercato di trarre vantaggio dalla tua persona. Non ti biasimo se li mandi all’inferno… Immagino che tutto questo ti abbia provocato pressione e di tutto, cause legali e altre cose e che ti abbiano portato al nostro licenziamento, comunque, è stato uno shock, per tutti noi… Il vecchio Dave, era fuori, si è trovato con il sedere per terra. Tutti eravamo massacrati. Naturalmente io avevo qualche proprietà e altre risorse. Ho venduto, si, ho venduto la mia casa. Odiavo farlo, sai, ma quando sei costretto, lo devi fare.



Elvis: Hai venduto la casa?


Red: si, venduto la casa, entrambe le macchine ed ogni cosa, e Hebler… si è trovato con il sedere per terra, e anche Sonny era praticamente all’inferno… Sai com’è, è stato un brutto momento, sono sincero.



Elvis: Già, credo che non sia stato un buon periodo.



Red: No.



Elvis: E’ stato un brutto momento anche per me. Sono stato in ospedale un periodo abbastanza lungo per potermi riprendere e riprendere i tours…..


Red: Ma, ah….



Elvis: Mio padre ….. l’ho quasi perduto. E’ mio padre, comunque sia.

Red: Oh certo, posso capire. Siamo rimasti traumatizzati per un periodo, ma che cosa potevamo fare. Poi ci ho pensato su, tutta la pressione ed altre cose, e mi sono detto: bene, suppongo che abbia ottenuto quello che voleva, ma solo …..solo, speravo …. Noi siamo sempre stati bravi a parlare. Molto …..la maggior parte del tempo. C’erano delle volte che non potevamo, ma se l’avessi saputo da te, sarebbe stato più facile accettarlo.


Elvis: Lo sai per gli affari e cose di quel tipo, non sono io che seguo.


Red: Ah, intendi il licenziarci e cose di questo tipo? Bene…..



Elvis: Sì




Red: Bene



Elvis: Io dovevo andare a Palm Springs per analizzare e valutare quei dannati racquetball courts, Sono ancora confuso (ride). Charlie mi ha detto, di aver parlato con te e tu pensavi io fossi sull’altra linea….


Red: Uh.huh. L’ho pensato….. ho sentito, sai, ho sentito…..


Elvis: Io ero da mio padre a parlare di queste cose.



Red: Sì



Elvis: Se avessi voluto ascoltare qualcosa, non l’avrei fatto così. Avrei scelto un altro modo



Red: Amico, sai quanto uno diventa paranoico dopo una cosa come questa



Elvis: Certo




Red: Io solo….. Io non conosco il motivo……


Elvis: Oh certo. È come guardare sopra la tua spalla e non capire cosa diavolo c’è dietro




Red: Già. In ogni caso, ormai è stato fatto ed quello che penso adesso, perché ah….


Elvis: Come stanno Pat, i bambini ed il resto?




Red: Stanno tutti bene, sono tutti in sospeso, fino a quando non concretizzo qualcosa.



Elvis: Bene….


Red: Ma, è proprio stata dura.



Elvis: Si, io sono rimasto molto deluso da Hebler. E’ stato falso con me, è tato terribile. Io pensavo che venisse frainteso.
Red: che cosa ha fatto?


Elvis: huh


Red: Ti chiedo che cosa ha fatto


Elvis: Sai, lui mi avrebbe detto alcune cose. Chi odiava…


Red: (ride) Chi odiava?


Elvis: Sì….


Red: Maledetto


Elvis: E … lo sai, è andata avanti per due anni. Ed Parker me l’aveva detto, quando l’ho assunto. Disse: tienitelo a distanza, ma io non l’avevo capito. E lui non si è inserito e intanto mi ha fregato


Red: Veramente, io non so di cosa stai parlando… Ah


Elvis: E’ difficile da spiegare. Non credo che gli piacesse nessuno del gruppo, tranne forse Dean.


Red: Bene, io….

Elvis: Penso che per lui io ero diventato il simbolo del dollaro, Red. Penso che nell’evolversi delle cose abbia perso di vista Elvis, prima di tutto e questo può succedere facilmente.


Red: Mi dispiace, si mi dispiace così tanto.


Elvis: E sai quando entri nell’ottica di queste cose, la tua mente pensa solo ad una cosa



Red: Già! Giusto! Bene, posso capirlo. Tanto tempo fa diciamo 2 anni fa o 3, è un argomento di cui ne parlai con Charlie. Guardiamo in faccia la realtà, è da quel momento che tu non ti sei più divertito.

Tu solo….tu facevi il tuo lavoro e poi, ah…..



Elvis: Mi piace il mio lavoro


Red: Si lo so, quelle sono state le uniche volte che ti ho visto veramente felice, poi non l’ ho più visto veramente. Il resto del tempo, noi solo….. noi solo----- non so.





Elvis: abbiamo avuto un bel periodo a Vail (Colorado)



Red: Oh sì, ci siamo divertiti a Vail. Quello era….. l’uomo, l’unica volta, negli ultimi anni, che realmente abbiamo fatto un passo indietro, che abbiamo ripreso a divertirci insieme, sapendo come fare. Quello che intendo è che tutti si sono divertiti.



Elvis: Sì lo so.



Red: Si, so che anche io. E’ stato qualcosa che volevamo fare, tanto per estraniarci da tutto.


Elvis: Si sai è tutto ok, vogliono che prenda una casa là



Red: Sì


Elvis: E vogliono che tenga gli approviggionamenti e tutto il resto. Quindi i ragazzi hanno tenuto questo appezzamento. Ho visto bellissimi posti, ma, al momento non ne sono convinto.

Red: Giusto, non ti biasimo, puoi sempre andarci e affittare qualcosa


Elvis: Esatto



Red: Ma, ah….ahhh, non so cosa…. Non voglio diventare serio, è passato tanto tempo da quando ne abbiamo parlato, ora però voglio diventare veramente serio in questa conversazione, ma…..



Elvis: È finita




Elvis: Sono successe cose che non sai



Red: Beh è successo dopo che tu hai fatto del male a me. Tu hai ferito molto me e la mia famiglia. Lo sai, ci hai lasciati al fresco. Quindi non dire a me che ti ho ferito.



Elvis: E sai…… è successo che sono diventato un oggetto e non una persona.




Red: Già



Elvis: Ma sai, io non sono quell’insegna rossa laggiù (intende Elvis Presley Brd). Io non sono quell’immagine che è stata costruita, io sono io.



Red: Beh, quello è il modo in cui ho sempre cercato di pensare



Elvis: E adesso ti sbagli in una cosa, ascolta, non darmi del paranoico, perché ti sto parlando da amico. Siamo su una linea privata e non c’è nessuno dietro



Red: Giusto



Elvis: Tu non sai come sono andate le cose.



Red: Si che lo so, io ero fuori al fresco e non potevo capire….. Eravamo tutti preoccupati per te. Io sono sempre stato preoccupato per te, lo sai. Su fatto che prendi certe cose. Pensavo che ti avrebbero…….





Elvis: Chissà che diavolo si è sentito dire o è stato detto. So solo che si era creata una situazione di alta tensione, dove prima, invece, c’era divertimento e relax.

Qualcosa è andato storto.




Red: Si anche questo è vero.



Elvis: E il top è arrivato con la storia del racquetball e tutta quella m***a personale. E’ un dato di fatto che dovevamo tagliare le spese.


Red: E l’avete fatto



Elvis: Avevo il sentore……….




Red: Qualsiasi cosa tu dovessi fare ……l’ho detto anche a tuo padre, io farò quello che devo fare. Se dovevate tagliare le spese licenziando me, beh mi sembra strano. Sembra come se tu avessi dovuto tagliare qualcun altro. Pensavo di essere importante per l’organizzazione e sono felice di scoprire che non era così. Allora io…… ho ancora un po’ di vita da vivere e intendo…….intendo godermela. E poco….. e sono ancora abbastanza giovane che posso trovare qualcos’altro


Elvis: Oh certo!



Red: Quindi era solo per tagliare le spese. Proprio non riesco a capirlo. Tutti gli altri, un sacco di ragazzi, io pensavo di essere il più importante nell’organizzazione, molto più di loro, ma evidentemente non lo ero. Comunque sono felice di averlo capito. Così…….


Elvis: Si tratta solo di una situazione sfortunata….. Ma tornando indietro…… Adesso si sta riprendendo, ma mio papà era arrivato a 165 libbre.

Red: Intendi adesso?


Elvis: Penso che adesso sia a 170…180 qualcosa del genere. Questo mi ha traumatizzato e ho avuto paura da morire. Perciò sai come mi sento, sai come ti sentiresti se si trattasse di tuo padre.



Red: Giusto Quello che stavo dicendo…. Allora, sei stato piuttosto incasinato. Questo è quello che mi hanno raccontato



Elvis: Ah…. Io non sono assolutamente incasinato. Al contrario, non sono mai stato meglio nella mia vita.


Red: Questo intendevo


Elvis: Lo sai ho passato un divorzio, c’eri anche tu….



Red: Si


Elvis: Quella cosa del matrimonio, sai……. il matrimonio. Non avevo niente a che fare con quella cosa. E’ stato fatto di fretta e io non sapevo niente di chi ci sarebbe stato. E’ stato fatto in una stanzetta della grandezza di un bagno, con un Giudice della Corte Suprema. E’ stato fatto velocissimamente, non avevo nemmeno realizzato di essermi sposato.


Red: ah, stai parlando della cerimonia del matrimonio.


Elvis: Sì


Red: Giusto. Allora, dal momento che, al tempo, non hai pensato a queste cose, ormai è una vecchia storia, ero con te …. come io ero con te e all’improvviso fui messo da parte, dicendomi che non era previsto ci fossi anch’ io.


Elvis: Potevo accorgermi quella volta, ma sai non era compito mio.


Red: Giusto


Elvis: Non era compito mio.


Red: Sai, ho immaginato che fosse stato il Colonello e…


Elvis: E’ stata una cosa fatta a comando. Non potevo fare niente…. Solo che, tutto ad un tratto mi sono trovato sposato. La mia firma ….. tutti sembravano impazziti. Questa è una cosa che ha sorpreso anche me.


Red: Sì sì giusto


Elvis: E’ stato piuttosto difficile.



Elvis: Il sospetto, Red, si è insediato nel gruppo. Non riesco ad immaginarne l’origine. Sospetto, come la canzone che abbiamo fatto, “Non possiamo continuare insieme con i sospetti”


Red: Si


Elvis: Così, può anche darsi che io abbia agito bruscamente. Sono il primo ad ammetterlo……Senza pensarci.


Red: Sì bene



Elvis: Sai che Sonny non è mai venuto, Red



Red: Si lo so


Elvis: E sai che io e lui ne abbiamo parlato.



Red: Sì



Elvis: E’ un grande uomo, ma non ha mai condiviso le cose con noi…. Io non ho niente contro Sonny. Solo Hebler, con i suoi modi, ha cercato di fare il prepotente su ogni cosa, usando tattiche meschine


Red: Sì


Elvis: Soprattutto con alcuni di questi ragazzi giovani



Red: Bene


Elvis: Avrebbero dovuto fare chiedere ….del tipo…. Dean ….ma non avevano mai una risposta corretta…. Dovevano girarsi in ogni angolo.


Red: Sì


Elvis: Questo sarebbe l’unico modo per trovarne la soluzione. So com’era, lo so, quando avevo 20 anni, m****a, la mia mente era sparpagliata ai quattro venti.


Red: Sì


Elvis: Hanno bisogno di una guida. Non si dovevano fare certe cose, Red, non si dovevano fare certe cose, sai come ci formano al servizio militare. Regime, facendo le stesse cose ogni giorno e ogni notte. Quello che intendo, noi sapevamo, e anche tu lo sai, durante il servizio hai fatto quello che hanno fatto anche tutti gli altri. Ma, per Dio, alle 7 dovevamo fare questo e alle tre dovevamo fare l’altro. E ce lo facevano fare in continuazione.


Red: Certo


Elvis: E’ come ti istruiscono. E si spreca tutta l’energia e la giovinezza come, qualsiasi cosa senza una guida adeguata.


Red: Sì


Elvis: Io sentivo che dovevo parlare con te e farti vedere questo mio aspetto.



Red: Sì, e lo apprezzo. Sai, questo è quello che speravo avremmo fatto al più presto. E’ possibile che io abbia capito un po’ meglio-. Ma quello che è fatto è fatto. Si parte da lì. Quello che intendo è che devi credermi quando ti dico che ti auguro tutta la fortuna. Spero tu vada avanti bene, e stia bene come sei, dritto fino in cima, ancora 40 anni. Veramente, con tutto il mio cuore.


Elvis: Ci sto lavorando



Red: Ma vorrei vederti in salute, E. Non sei stato bene ultimamente.


Elvis: Oh sì sto bene



Red: Non è vero


Elvis: Sì ti dico


Red: Bene, ok, se lo dici tu


Elvis: Nelle ultime due settimane, ho proprio avuto una completa ripresa fisica dalla testa ai piedi.


Red: Sono contento di sapere che stai bene


Elvis: E’ una di quelle cose richieste dal Lloyd di Londra, l’assicurazione.


Re: Bene dopo questo, non mi devo preoccupare allora.


Elvis: Ah per quella cosa che ho avuto, quel blocco all’intestino basso si è corretto da solo, grazie a Dio


Red: Bene


Elvis: Ho seguito una dieta liquida. Nell’intestino basso c’era una massa.



Red: Si, questo è stato verificato


Elvis: Ho seguito una dieta. Venti giorni, era ridicolo. Poi ho saputo che anche questo era un altro errore (ride)

Red: Sì


Elvis: Svuotare l’intestino, questo non c’entrava niente! così il risultato è stato che ha smesso di lavorare. Ho capito che questa porcheria dipende dal fatto che sono grasso e di mezza età, lo sai……


Red: No, sapevo che non era così. Sapevo che non eri… (ride) mangiavi molto ma non eri grasso, quello che si intende per grasso. Si poteva dire che c’era qualcos’altro che non andava. Ed è questo che intendo, che non stavi bene. C’era qualcosa di storto all’interno. Questo è quello che cercano…. Quando cerco di parlarti di questa cosa, tu diventi furioso, come hai fatto tempo fa. Non vuoi sentirtelo dire. Questo è quello che intendo. C’era qualcosa che non funzionava dentro di te. Non sapevamo cosa, ma eravamo preoccupati, non sapevamo di cosa si trattasse. Sapevamo che non era grasso, era qualcos’altro. E tu…..


Elvis: Pensavo di averti detto che si trattava dell’intestino basso. Credevo di dovermi operare e togliere una parte.


Red: Si, giusto, c’ero e ricordo che si era pensato di farlo. Lo stavo dicendo……..


Elvis: Per me era una psicosi, perchè non sapevo di cosa si trattava.



Red: Sì è vero, sono contento di sentire che tutto si è sistemato, veramente.


Elvis: Si è sistemato da tempo. C’è solo una mancanza di comunicazione. Quello che abbiamo avuto, Red, è stato pazzesco. Come quella canzone di Roy Hamilton che fa “Capendosi si risolvono molti problemi”

Red: Sì, è stato così…


Elvis: E’ una bella canzone popolare


Red: Sì è vero, non si siamo capiti per troppo tempo.


Elvis: Bene, Non so se eravamo tu ed io oppure se quelle vibrazioni negative possano essere arrivate da altri,


Red: Giusto potrebbe anche essere. Io non sono competente di cose paranormali.


Elvis: Oh beh, neanche io, ma sento che ah, siamo costantemente su “dare e ricevere”. Tutto il tempo.

Red: Giusto, ne abbiamo discusso. Ricordi, se si può mettere un quadro nell’aria, penso che nell’aria, si possa mettere anche un’ondata di riflessione


Elvis: Ecco perché io lo sentivo, sentivo le cose negative ma, non riuscivo a centrare esattamente di cosa si trattava. Così ho raggiunto solo il punto più bollente, e ho sperato che avresti capito. Era una cosa temporanea.

Red: Bene



Elvis: Ah ecco cos’era, Red, vedi io non ho cercato né di avvicinarmi a qualcuno, né di comunicare con qualcuno. Mi sono sentito terribilmente solo. Sai come il numero 8.




Red: sì



Elvis: Si dice che sono molto soli nel cuore. Per questa ragione, si sentono molto soli, quando, in realtà, hanno il cuore caldo….. verso gli oppressi. E, nella vita, nascondono i loro sentimenti, ma fanno quello che amano. Io sono un numero 8 e lo sei anche tu.



Red: Questo è vero. Si è ritrova solo. (ride) Si è sentito un uomo solo. Si è sentito …….. giù proprio terrorizzato.



Elvis: Posso immaginarlo


Red: Ma c’è una cosa ….. ah…. Sono vecchio abbastanza, sono già abituato alla vita. Questo è un altro mio…. Un altro passo lungo quella strada. E devo imparare come affrontarla e cercare di fare qualcosa. Ma, cosa posso dire, non voglio stare male per me stesso. Sono un uomo cresciuto. Io posso…..posso fare qualcos’altro…..ci sono altre cose. Ma come dici tu, alla fine, lì c’è un difetto di comunicazione , forse perché io non ero nei paraggi abbastanza, quando avevi bisogno di parlare con qualcuno o altro.



Elvis: Beh forse è così. Forse è come ero io. Forse io ero assente o ascoltavo troppo velocemente. Ma, come hai detto a Charlie dopo uno show, forse era una sorta di fastidio …..io ero grasso.




Elvis: che sono drogato




Red: Non riesco a sentirti E, scusa



Elvis: Mi hai fottuto. E’ stato crudele. Che sono drogato



Red: Sì, bene



Elvis: Perchè io non lo sono. Ho una figlia e una vita.




Red: Sì, bene



Elvis: Lo sai




Red: Sì


Elvis: Perché io non lo sono. Ho una figlia e una vita. Che cosa ha un uomo se guadagna il mondo e perde la sua anima?



Red: Sì



Elvis: mi piace cantare. Lo è da quando avevo 2 anni




Red: Sì, lo so



Elvis: Lo sai, eravamo seduti qui, suonando la chitarra e altre cose, cantando vecchie canzoni, tipo “L’amore è una cosa meravigliosa” e Charlie ed io parlavamo di quell’ armonia, rimpiangendo quell’armonia. (ride)

Red: Si, bene, quello che posso dire, è che mi manca il cantare (ride). Ma questo è il modo in cui rimbalzano le cose.


Elvis: Ok, prenditi cura di te e della tua famiglia. E se hai bisogno di me per qualsiasi cosa, lo sai, sarò più che felice di aiutarti.

Red: Lo apprezzo, lo apprezzo.




Red: Sì, lo so



Elvis: Dico davvero. Non c’è bisogno di pubblicare quel dannato, nessuna di quella ,***a che ho sentito. Ho sentito a pezzi, un po’. Non so di cosa si parla, ero in tour e ho solo sentito dei pezzetti. Non mi sono mai veramente seduto con qualcuno e approfondito. Non so niente. Conosco solo te come persona e Pat e se c’è qualsiasi cosa che io possa fare, qualsiasi cosa per trovare un lavoro o altro, fammi sapere. Sono sempre qui, figliolo.


Red: Bene, Lo apprezzo, veramente. E dirò a Pat quello che mi ha detto e la farà sentire meglio. Era ferita. Sai lei non riusciva a capire. I miei bambini, specialmente i miei figli in modo speciale.


Elvis: Tutti noi siamo feriti



Red: Hum


Elvis: Tutti noi siamo stati feriti in qualche modo. E’ come la canzone Decada Derida: “Ascolta lo stupido e l’ignorante, perché anche loro hanno la loro storia” e poi Hank Williams ha scritto “Non hai mai camminato nelle scarpe di quell’uomo o guardato le cose attraverso i suoi occhi”


Red: Giusto è vero.


Elvis: Così sai, dopo aver analizzato cose bruttissime, posso vederle, posso vederle più chiare. Ecco perché dico, qualsiasi cosa posso fare, ne sarò ancora più felice
.

Red: Lo apprezzo………


Elvis: Abbi cura di te figliolo.



Red: Ok e se, lasciami dire ancora una cosa prima che tu chiuda. Chiunque sia preoccupato per il libro, dì loro di non esserlo. Inteso, incluso tu. Ah, stiamo scrivendo solo le cose belle, di Elvis, della gente, dei bei giorni…….



Elvis: Preoccupato di cosa, preoccupato del libro? Ah, non credo.



Red: Ok


Elvis: Io non lo sono, non da parte mia.


Red: Ok. Bene. Perchè ero…. Ero distrutto, a pezzi. Mi era stata fatta un’offerta per scrivere il libro. Ho detto: scriverò il libro se posso raccontare tutto dal primo giorno per tutti i bei giorni e lui ha detto va bene.


Elvis: Fai quello che devi fare.


Red: Okay bene, bene


Elvis: Voglio solo far sapere a te e Pat …….. che sono ancora qui.



Red: Ok lo apprezzo. E tu abbi cura di te


Elvis: Ok


Red: Ok


Elvis: Calma, non prendertela



Red: Ciao















domenica 22 maggio 2016

The Last Farewell



Fine XVIII Sec. – Guerra d’Indipendenza Americana.


La flotta di Lord Nelson si trovava nei Carabi dove rimase in manutenzione per parecchie settimane.
Questa è la storia di un membro dell’equipaggio che si innamorò di una ragazza del posto e a cui dedicò questa canzone prima di lasciare l’isola per tornare a combattere, certo che non avrebbe avuto nessuna possibilità di sopravvivere.





The Last Farewell
Words & Music: Roger Whittaker/R.A. Webster
Recorded: 1976/02/02, first released on “From Elvis Presley Boulevard”
Traduzione di Vali/g52


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“The Last Farewell” - incisa da Elvis Presley lunedì 2 Febbraio 1976
Scritta da: Whittaker; Webster
Originariamente incisa da Roger Whittaker nel 1971
Versione originale di Elvis Presley su: From Elvis Presley Presley Boulevard, Memphis Tennessee


Nel 1971, Whittaker aveva una serie di radio, in Gran Bretagna e la gente veniva invitata a spedire poesie e pensieri, dove alcuni, sarebbero stati messi in musica ed interpretati durante lo show. "The Last Farewell" era una poesia di Ron Webster, un argentiere di Birmingham (England). Il pezzo, per la prima volta, apparve sull’LP di Whittaker, del 1971, "A Special Kind of Man." Nel 1975, la canzone divenne un successo, come singolo.


(aggiornato al 2008)






sabato 21 maggio 2016

She Wears My Ring



She Wears My Ring
Words & Music: Boudleaux/Felice Bryant 
Recorded: 1973/12/16, first released on “Good Times”
Traduzione di vali/g52

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“She Wears My Ring” - incisa da Elvis Presley domenica 16 Dicembre 1973
Scritta da: Serradell
Originariamente incisa da Señor Francisco nel 1906
Versione originale di Elvis Presley su: Good Times


Il titolo originale di questo brano è "La Golondrina," (La golosa) e, probabilmente ha origine argentine. Señor Francisco incise la sua versione de "La Golondrina" nel giugno del 1906 (poi la re-incise 3 anni dopo) e venne pubblicata su Victor VI16065. Nel 1929, ci fu una versione francese, cantata da Charles-Emile Brodeur su etichetta Starr. La prima versione inglese potrebbe essere quella del 1934, del soprano Rosa Ponselle, anche se, di fatto, è una registrazione radio. Felice & Boudleaux Bryant scrissero le parole in inglese. Lo stesso anno vide una nuova versione di Louis Katzman & His Orchestra.
La versione di Elvis Presley su "Good Times" è una registrazione ufficiale. Di questa canzone, prima aveva fatto solo registrazioni private, ma finalmente, una di queste registrazioni venne pubblicata nel 1960. Oggi si trova sul cd "Elvis Presley In A Private Moment" dell’etichetta per collezionisti Follow That Dream. Elvis Presley, in questa occasione fu molto rapido a prendersi il pezzo, perché il primo riferimento che è stato trovato, quello con le parole familiari di "She Wears My Ring", è una registrazione che venne fatta, da Jimmy Bell, lo stesso anno.

(aggiornato al 2008)




lunedì 16 maggio 2016

INTERVISTA A RED WEST



INTERVISTA A RED WEST





La prima intervista a Red West da quando è uscito il controverso libro
“Elvis What Happened?”


L’incontro si è tenuto, presso la convention di un fan club Inglese, nel 3 Novembre 1999. La prima parte è una conversazione tra Todd e Red, la seconda parte consiste in una serie di domande a Red.


Uno dei più grandi desideri di Elvis era fare un tour Europeo e venire in Inghilterra. Principalmente quando eravamo in Germania, Bill Haley apparve in un auditorium a Francoforte e ci andammo anche noi, stando nel backstage. Bill Haley cantava Rock Around The Clock, Elvis comparì appena da dietro la tenda e tutto l’auditorium lasciò la sala e ci raggiunse dalla porta laterale. Quella fu l’unica volta che apparve in Europa, ma avrebbe sempre voluto farlo. Molti suoi fans inglesi vennero a Las Vegas. Lui avrebbe voluto parlare con loro e questa fu una delle cose che …… il più grande errore che lui abbia mai fatto, è stato non venire qui, in modo tale che voi poteste vederlo e lui avrebbe visto quanto voi l’amavate.


D. Abbiamo molte domande da fare a Red che gli faremo tra una pietanza e l’altra.

Ma andiamo indietro ai primi anni. Si dice che tu salvasti Elvis dall’essere picchiato alla Humes Highschool, quando un gruppo di ragazzi voleva tagliargli i capelli. E’ vera questa storia e se sì, com’è successo?


RW. E’ vera, anche se un po’ diversa. Elvis aveva un lungo ciuffo, basette lunghe e vestiva con abiti appariscenti e naturalmente era un target per tutti i bulli. Un giorno alcuni ragazzi alla Humes High School stavano per tagliargli i capelli, per farsi vedere grandi o sentirsi grandi. Fortunatamente entrai nel bagno e intervenni, fermandoli. Suppongo che la cosa lo abbia colpito, perché un paio d’ anni più tardi, dopo l’uscita del primo disco di Elvis, lui venne da me e mi chiese se mi sarebbe piaciuto andare con lui, credo fosse a Grenada, Mississippi. Io accettai e, da quella volta, rimasi con lui sempre, fatto salvo per due anni, quando entrai nei marines.

Io ed Elvis eravamo grandi amici. Poi successe qualcosa che…… Voglio parlare dei periodi felici e di questo nostro modo di stare insieme, perché questi superano i momenti brutti. Abbiamo vissuto bei momenti, momenti di grande divertimento e, secondo me, non ci sarà mai nessuno che potrà eguagliare Elvis. Lui è stato un mio buon amico e io lo ricorderò sempre così.


D. Deve essere difficile vivere all’ombra di qualcuno che è così amato, così adorato e venerato. C’è mai stato un momento in cui hai pensato “Vorrei essere io” oppure eri felice di stare all’ombra?


RW. Per niente al mondo avrei voluto essere al suo posto. Sono sciocchezze. Chiunque avrebbe voluto avere quello che lui aveva, l’adorazione e i soldi. Quello che intendo è che, nella vita, immagino tutti vorrebbero raggiungere un traguardo come questo, cioè avere quello che lui aveva e dire “No, non mi cambierei con lui” è una cosa difficile da capire. Lui aveva tutto questo, però non aveva la privacy che avrebbe dovuto avere, questa è la cosa più importante che è successa ad Elvis. Era prigioniero della sua carriera.


D. Essere come un prigioniero è una sorta contrapposizione a ciò che avrebbe fatto? Pensi che fosse troppo spaventato o fosse così radicato in lui, il fatto che doveva essere protetto e protettivo, da non potersi addentrare di più nella folla?


RW. No, cercò di farlo. Persino a Las Vegas, dove gente come Frank Sinatra, Sammy Davis, molti altri divi erano in grado di uscire e unirsi agli altri. Potevano scendere e se volevano anche giocare o fare altro. La gente non li assaliva granché. Ma quando Elvis cercò di farlo, una volta, tutto il casinò ….. tutti smisero di giocare e lo circondarono solo per guardarlo e vedere cosa stava facendo. Perciò Elvis non poteva uscire e fare quello che la maggior parte delle persone faceva e se doveva fare qualcosa, poteva avvenire solo di notte. Così affittava i cinema di notte, in quanto non avrebbe potuto andare al cinema in modo normale, perché ci sarebbero state folle di fans, che lo avrebbero seguito e sarebbero rimasti al cinema fino alla fine. Questa era una costante. Noi cercavamo sempre di trovare modi diversi per arrivare sul posto desiderato. Lui non voleva ferire i sentimenti di nessuno, l’unica cosa che desiderava era avere un po’ di più privacy.

D. Lavorando nell’ambiente, dove tu, ovviamente, eri ritenuto essere “il grande protettore”, tu, personalmente, ti sei mai trovato in situazioni in cui non avresti voluto esserci?

RW. Anche se voi non l’avete mai saputo, abbiamo sempre avuto i nostri problemi, anche nei primissimi anni. Poi le cose sono diventate un problema reale, perché l’affare ha preso dimensioni più grandi. Sai cosa è successo a John Lennon. Bene, questo avrebbe potuto succedere ad Elvis, molto prima. Infatti le minacce esistevano. Cercammo di tenerle segrete. Negli anni successivi, tutte le minacce che arrivavano, erano prese seriamente. Tutti eravamo con i nervi a fior di pelle. Infatti, una sera a Las Vegas, prima che Elvis salisse sul palco, ne ricevemmo una, e persino l’organizzazione gli disse di non esibirsi quella sera, perché sembrava fondata, ma lui rispose “Non intendo sospendere lo spettacolo, perché qualche tal dei tali mi ha fatto delle minacce”. Le luci sul palco erano ancora spente e il sipario ancora giù, mio cugino Sonny e io gli stavamo vicino e provai uno strano sentimento che non avevo mai provato, perché quando finì l’ultima canzone, si mise in una posizione di karate, abbassandosi moltissimo, in modo tale da diventare un bersaglio piccolissimo. Sonny ed io ci precipitammo fuori e ci mettemmo davanti a lui, aspettando che accadesse quello che sarebbe dovuto accadere. E’ un sentimento strano, ma questo è quello abbiamo fatto verso la fine. Sono successe un sacco di cose, che la gente non conosce.

D. Eravate spaventati? Ed Elvis?


RW. Sì, ma lui fece comunque il suo show. Disse: “Non intendo essere dominato da qualche idiota”, così noi guardavamo ogni movimento, ogni cosa che si muoveva tra il pubblico e alle volte, può essere, che abbiamo reagito in modo eccessivo, ma se l’ho fatto è stato quando non ho fatto in tempo ad essere presente sul posto.

D. Eri sempre su di giri? Eri sempre sul chi va là, aspettando il peggio?

RW. Sempre, sempre. Soprattutto dopo queste cose. Avevamo visto cos’era successo a coloro che non erano preparati, perché non pensavano che certe cose potevano succedere. Così noi eravamo sempre pronti ad ogni evenienza.

D. Torniamo ai primi anni. Quando è stata la prima volta che parlasti ad Elvis del suo contratto con il Colonnello Parker? Eri cosciente di quello che stava succedendo?

RW. Non proprio. Non avevo niente a che fare con queste cose. Io mi divertivo e vedevo che il Colonnello aveva molta più influenza ed esperienza nel campo, che tutti coloro che avevano seguito Elvis, in precedenza. Le cose iniziarono subito dopo essere andato con la RCA. Fece lo show di Jackie Gleason con Tommy e Jimmy Dorsey, rendendolo visibile al mondo e non solo nei dintorni. Mi resi conto che stava succedendo qualcosa di grande, ma non immaginavo quanto lo fosse, fino a che non lo divenne.

D. Nei primi anni, Elvis si integrava con le altre stars oppure tendeva a stare in disparte?

RW. Non quando faceva i tours con i Brown, Hank Snow e quando fece il Louisiana Hayride, Johnny Horton, George Jones …. Qui c’è una storia divertente, prima che mi dimentichi! Elvis aveva 3 dischi alla Hit. Era al Lousiana Hayride e George Jones uscì prima di lui. George Jones, che probabilmente era stato istigato da Johnny Horton e il resto dei veterani, fece tutte 3 le hits di Elvis. Noi, dal backstage, guardavamo tutto e George quando uscì disse: “Mi dispiace, da tanto tempo non ero nella hit” e se ne andò. Elvis uscì sul palco e cantò 3 canzoni gospel, tornò e disse “Andiamocene da questo maledetto posto” Fu divertente! Non in quel momento, ma più tardi ci ridevamo su.

D. Naturalmente, Elvis lavorava con queste persone, ma socializzava con loro?


RW. Certo. A casa avevamo una foto dei The Browns, che erano un gruppo country, fratelli e sorelle. Avevano una hit che si chiamava “Little Jimmy Brown” ed in casa, avevamo una foto ricordo del matrimonio dei loro genitori e al tavolo c’erano anche Hank Snow, Junior, Floyd Cramer, che formavano un altro gruppo musicale.

Più avanti fu diverso, ma quando era all’inizio amava appendere al muro foto di ragazzi come Jimmy Horton. Dopo lo show, uscivamo a cena, ma più avanti nel tempo, preferiva rimanere a casa sua.


D. C’è stato un momento, in cui ti sei reso conto che Elvis aveva preso coscienza che non avrebbe più potuto uscire, non avrebbe più potuto andare in un locale a mangiare un hamburger, o in un negozio, e fare qualsiasi cosa che è normale per ogni individuo? Questa presa di coscienza arrivò tutta in una volta oppure fu graduale, mano a mano che arrivavano le situazioni?


RW. Ritengo sia stato graduale. Divenne più evidente, quando iniziò a fare cinema, perché diventò ancora più visibile e le persone facevano di tutto per avvicinarlo. Davvero, cominciò che non poteva nemmeno uscire dalla sua area che subito doveva tornare indietro e saltare il recinto. Quando, dopo Love Me Tender, i film divennero tanti, gli diventò sempre più difficile fare vita pubblica.

D. Ritieni che saresti entrato nel mondo del cinema, se non fosse stato perché conoscevi Elvis Presley, e vicino ad Elvis, oppure era quella la strada che volevi prendere nella tua vita?

domenica 15 maggio 2016

He Knows Just What I Need



He Knows Just What I Need
Words & Music: Mosie Lister
Recorded: 1960/10/30, first released on “His Hand in Mine”

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“He Knows Just What I Need” - incisa da Elvis Presley domenica 30 Ottobre 1960
Scritta da: Lister
Originariamente incisa da Mosie Lister nel 1955

Versione originale di Elvis Presley su: His Hand In Mine; Amazing Grace (CD 1)



giovedì 12 maggio 2016

TCB PATH

Nessuno può dimenticare il giorno in cui Elvis ha consegnato ai suoi scagnozzi il codice etico del vivere. Ad ogni membro della " Memphis Mafia " è stato dato un braccialetto d'oro di 14k ed è stato richiesto di attenersi alle istruzioni ivi previste. Il logo TCB è basato sull'eroe dei fumetti Capitan Marvel Jr



TCB path:

 " More selfrespect, 
more respect for fellow men, 
respect for fellow students + instructors. 
Respect for all styles and techniques. 
Body conditioning, 
mental conditioning, 
meditation for calming & stilling of the mind and the body.
Sharpen your skills, 
increasing mental awarness, 
for all those who might choose a new outlook and personal philosophy, 
freedom from constipation. 
TCB techinque - all techiques into one - applying all techiques into one. 

Elvis 8th". 


"Più rispetto per se stessi, 
più rispetto per gli altri, 
rispetto per i colleghi di disciplina e ai maestri. 
Rispetto per tutti gli stili e tecniche. 
Condizionamento del corpo, 
condizionamento mentale, 
meditazione per calmare corpo e anima. 
Migliorare la propria abilità, 
aumentare la coscienza mentale, 
cercare nuove frontiere, 
una filosofia personale e la liberazione dello spirito. 
Tecniche TCB - tutte le tecniche una - Applicazione di tutte le tecniche in una.
Elvis 8 (Riferito al suo numero personale)

https://wfmu.org/spazz/tcb.html


domenica 8 maggio 2016

mercoledì 4 maggio 2016

Intervista a Steve Binder




Steve Binder Racconta Il Comeback ‘68

D. Raccontaci come mai sei stato contattato per fare lo special del ’68 con Elvis

SB. Credo di essere stato interpellato io, perché nel ’68 ero molto genuino e avevo una grande passione ed entusiasmo per la televisione e tutto ciò che era spettacolo. A New York, avevo diretto uno spettacolo che si chiamava “Hullabaloo” e da quel momento ho deciso che avrei fatto parte dello show business. 
Per fare “Hullabaloo” mi sono ritrovato a formare un grande squadra e creare uno special per Lesile Uggams. Poi ne ho fatto uno per Petula Clark con Harry Belafonte e questo ha fatto scalpore nel mondo, perché era la prima volta che per una prima serata in televisione venivamo materialmente messi insieme un nero e una bianca. La cosa aveva creato la furia delle persone bigotte e dei promotori pubblicitari della Chrysler Motors, che volevano fossero tolti dallo showm Inoltre anche sui giornali era un argomento molto discusso e controverso. 
Poi mi capitò di ricevere una telefonata da un signore, che credo fosse Bob Finkel. Di lui avevo solo sentito parlare per tutti gli show che aveva prodotto e diretto.
Praticamente lui mi chiamò e disse “Ascolta, abbiamo ottenuto questo affare con Elvis Presley per la NBC”, ma il significato era “Abbiamo ottenuto questa cosa, ma non sappiamo come portare avanti lo spettacolo. Pensiamo che, data la tua giovane età, forse tu sarai in grado di relazionarti con Elvis. Se la cosa ti interessa, vorremmo fissare un incontro e vedere se lo spettacolo si può fare”. Dopo lo spettacolo di Petula Clark con Harry Belafonte avevo pensato che non avrei più lavorato in questa città. Almeno 100 persone mi avevano detto che avevo superato il limite e sapevo che quando capita, non c’è più un posto nel settore. Invece poi è arrivata la cosa più fortunata della mia vita.



D. Raccontaci del tuo primo incontro con Elvis

SB: A dire la verità, io non ero un fan della musica di Elvis Presley. Lui mi divertiva, ma io ero più appassionato dei Beach Boys e soprattutto di Jimmy Webb e del suo McArthur Park e così via. Il mio collega era molto prolifico e un affermato produttore di dischi e così abbiamo unito le nostre forze per lo spettacolo di Petula Clark. 
Bones Howe operava autonomamente e aveva seguito la 5th Dimensions, gli Associations, Laura Nyro, ecc. Poi insieme siamo diventati una società. Quando Bones venne a sapere della chiamata disse “Devi incontrarlo, perché insieme sarete grandi! Ho diretto Elvis e sono sicuro che vi piacerete” Così accettai un incontro nel nostro ufficio al Sunset Boulevard vicino alla Tower Records, riproponendomi che avremmo solo chiacchierato. Elvis arrivò all’appuntamento con tutta la gang, occupando il garage con tutte le loro Lincoln Continental. A quel tempo nell’edificio, eravamo gli unici ad avere un ufficio e così nessuno poteva venire a sapere che Elvis sarebbe venuto.
Salì al piano di sopra con il Colonnello Parker, Joe Esposito e qualcuno del suo entourage. Entrammo in ufficio, lasciando tutti fuori. 
La sceneggiatura dello special era stata scritta da me, il Colonello, Bones, Allen Blye e Chris Beard. 
Quando Elvis arrivò mi disse “Ciao Steve” ed io “Ciao Elvis”.
Pensa che Bob Finkel mi ha detto che non aveva mai chiamato Elvis per nome. 
Abbiamo parlato della vita e altre cose, ma non molto dello special. Mi raccontò che si stava prendendo una vacanza di una settimana alle Hawaii e così via . 
Mi ricordo di avergli chiesto “Se ti dessi il “Mc Arthur Park” da incidere, lo faresti?” 
E lui “Assolutamente sì”. 
Da lì capii che Elvis non era un ragazzo che viveva sul passato, ma si era evoluto e voleva inserirsi nel reale mondo contemporaneo. Io preferisco essere schietto e ricordo di avergli detto che, a mio avviso, erano anni non aveva un successo. Gli dissi anche che non era merito dei film se lui era una grande star, ma solo del Colonnello Parker e della sua macchina pubblicitaria. 
La televisione, invece, era una strada dove già il giorno dopo, uno diventa la più grande star del mondo, ma anche il contrario e cioè che si può fare uno show televisivo e immediatamente ritrovarsi con il sedere per terra, vedere la fine della propria carriera e poi vivere di ricordi. Credo abbia apprezzato la mia onestà e così abbiamo continuato.
Poi Elvis disse che era in partenza per le Hawaii e io risposi che noi intanto avremmo iniziato a lavorare sullo spettacolo e quando sarebbe tornato avremmo potuto parlare insieme. Lui è partito, noi abbiamo messo insieme lo show e quando è tornato, Elvis ha ascoltato quello che avevamo da dirgli 



D. Hai nominato “MacArthur Park”. Mi sembra che Elvis abbia cantato uno o due righe di questa canzone?

SB: Sì. Credo che sia stato un fatto inconscio. Penso che, mentre facevamo lo show, nei momenti in cui era particolarmente era nervoso, gli tornassero alla mente quelle conversazioni preliminari che avevamo fatto e che da subito gli erano rimaste impresse. Credo abbia cantato “MacArthur Park” durante la parte improvvisata.

D. E’ vero che il Colonnello aveva sempre voluto fare lo spettacolo in un modo ben diverso?