★★★ THIS IS ELVIS ★★★: marzo 2016

domenica 27 marzo 2016

Just Because



Just Because
Words & Music: Bob & Joe Shelton/Sid Robin
Recorded: 1954/09, first released on “Elvis Presley”

lunedì 21 marzo 2016

Discografia Ufficiale

Sto preparando la nuova pagina dedicata alla discografia ufficiale, Intanto sono arrivata al 1970. Spero di poterla aggiornare al piu' presto 


I dati li ho estrapolati dal libro di Paolo Ruggeri " ELVIS PRESLEY - Vita, canzoni, dischi e film" 


Vi allego un piccolo assaggio della pagina che trovate qui


DATA N TITOLO SONGS LATO B
lug-54 SUN 209 45GIRI That's All Right
Blue Moon of Kentucky
set-54 SUN 210 45GIRI Good Rocking Tonight
I Don't Care if the Sun Don't Shine
gen-55 SUN 215 45GIRI Milkcow Blues Boogie
You're a Heartbreaker
apr-55 SUN 217 45GIRI I'm Left, You're Right, She's Gone
Baby Let's Play House
set-55 SUN 223 45GIRI I Forgot to Remember to Forget
Mystery Train
dic-55 20/47-6367 45GIRI I Forgot to Remember to Forget
Mystery Train
dic-55 20/47-6380 45GIRI That's All Right
Blue Moon of Kentucky
dic-55 20/47-6381 45GIRI Good Rocking Tonight
I Don't Care if the Sun Don't Shine
dic-55 20/47-6382 45GIRI Milkcow Blues Boogie
You're a Heartbreaker
dic-55 20/47-6383 45GIRI I'm Left, You're Right, She's Gone
Baby Let's Play House
gen-56 20/47-6420 45GIRI Heartbreak Hotel
I Was the One
mar-56 EPA747 ELVIS PRESLEY Blue Suede Shoes
Tutti Frutti
I Got A Woman
Just Because
apr-56 LPM1254 ELVIS PRESLEY Blue Suede Shoes
I'm Counting on You
I Got A Woman
One-Sided Love Affair
I Love You Because
Just Because
Tutti Frutti
Tryin' to Get to You
I'm Gonna Sit Right Down, Cry (Over You)
I'll Never Let You Go (Lil' Darlin')
Blue Moon
Money Honey
apr-56 20/47-6540 45GIRI I Want You, I Need You, I Love You
My Baby Left Me
mag-56 EPA821 HEARTBREAK HOTEL Heartbreak Hotel
I Was the One
Money Honey
I Forgot to Remember to Forget
lug-56 20/47-6604 45GIRI Don't Be Cruel
Hound Dog
ago-56 00/47-6636 45GIRI Blue Suede Shoes
Tutti Frutti
set-56 20/42-6637 45GIRI I Got a Woman
I'm Counting on You
ago-56 20/42-6638 45GIRI I'll Never Let You Go (Lil' Darlin')
I'm Gonna Sit Right Down, Cry (Over You)
ago-56 20/42-6639 45GIRI I Love You Because
Tryin' to Get to You
ago-56 20/42-6640 45GIRI Just Because
Blue Moon
ago-56 20/42-6641 45GIRI Money Honey
One-Sided Love Affair
ago-56 20/42-6642 45GIRI Shake, Rattle and Roll
Lawdy Miss Clawdy
ago-56 EPB ELVIS PRESLEY Blue Suede Shoes
I'm Gonna Sit Right Down, Cry (Over You)
I'll Never Let You Go (Lil' Darlin')
I Got a Woman
One-Sided Love Affair
Tutti Frutti
Tryin' to Get to You
set-56 EPA ELVIS PRESLEY Shake, Rattle and Roll
I Love You Because
Lawdy Miss Clawdy
Blue Moon
set-56 20/42-6643 45GIRI Love Me Tender
Anyway You Want Me (That's How I Will Be)
ott-56 EPA 940 THE REAL ELVIS Don't Be Cruel
I Want You, I Need You, I Love You
Hound Dog
My Baby Left Me
ott-56 EPA 965 ANY WAY YOU WANT ME Anyway You Want Me (That's How I Will Be)
I'm Left, You're Right, She's Gone
I Don't Care if the Sun Don't Shine
Mystery Train
ott-56 LPM 1382 ELVIS Rip It Up
Love Me
When My Blue Moon Turns to Gold Again
Long Tall Sally
First in Line
Paralyzed
So Glad You're Mine
Old Shep
Ready Teddy
Anyplace Is Paradise
How's the World Treating You?
How Do You Think I Feel
ott-56 EPA 992 ELVIS VOL 1 Rip It Up
Love Me
When My Blue Moon Turns to Gold Again
Paralyzed
nov-56 EPA 4006 LOVE ME TENDER Love Me Tender
Let Me
Poor Boy
We're Gonna Move
dic-56 EPA 993 ELVIS VOL 2 So Glad You're Mine
Old Shep
Ready Teddy
Anyplace Is Paradise

domenica 20 marzo 2016

Finders Keepers, Losers Weepers





Finders Keepers, Losers Weepers
Words & Music: Dory Jones/Ollie Jones
Recorded: 1963/05/26, first released on “Elvis for Everyone”

domenica 13 marzo 2016

Baby, Let’s Play House



Baby Let’s Play House
Words & Music: Arthur Gunter
Recorded: 1955/02/05, first released on single

mercoledì 9 marzo 2016

Intervista a Sonny West



Sonny West - Agosto 2007


Sonny (Delbert) West, cugino di Red West, incontrò Elvis per la prima volta alla Humes High School e, in seguito, lo incontrò nuovamente al Rainbow Rollerdome, dove Red West fece le presentazioni.
In quel periodo Sonny lavorava all’ Ave Appliance Store di Memphis e lasciò il lavoro per andare a lavorare con Elvis, dove si occupava del parco macchine e viveva a Graceland, in un monolocale che fu adattato ad appartamento per lui.

Anche Sonny faceva karate ed Elvis gli diede il nickname ”The Eagle”.

Il 28 dicembre 1971, al Trinità Baptist Church di Memphis, Elvis fece da testimone di nozze al matrimonio di Sonny West e Judy Morgan, mentre Priscilla fece da damigella d’onore.
Elvis regalò a Sonny West una Cadillac decappottabile nera, una moto, un pick up e altre macchine.
Sonny ebbe piccole parti nei film di Elvis, tra cui Stay Away Joe.

Vernon Presley licenziò Sonny West il 13 luglio 1976



Elvis: Still Taking Care of Business



D. Sonny, è un piacere parlare con te! Sappiamo che sarai a Memphis per promuovere il tuo nuovo libro: "Elvis, Still Taking Care Of Business"

E’ passato tanto tempo da quel 16 agosto 1977, ti è stato più facile scrivere il tuo nuovo libro?

SW. A dire la verità sì. In questi lunghi anni, non ho mai pensato di scrivere un altro libro. Ho attraversato dei brutti momenti dopo quella terribile tragedia, ma poi ho cominciato a pensare che avrei dovuto scrivere un altro libro per dare il mio contributo a quello che lui ha lasciato, scrivendo un libro sulla mia vita insieme a lui, così come hanno fatto gli altri.
Indubbiamente l’ Elvis What Happened non avrebbe potuto o dovuto essere il mio contributo alla sua fine. Ho sempre detto che se io e Red avessimo continuato a lavorare con lui fino alla fine, l’ Elvis What Happened, non sarebbe stato scritto. Il libro era stato scritto per prevenire quello che poi è successo. Mai l’avremmo scritto dopo la sua morte.
Il libro non è stata una “vendetta” nei confronti di Elvis perché eravamo stati licenziati, come sembra sia il pensiero di alcuni dei ragazzi che componevano il gruppo.
Le stesse persone che hanno parlato contro di noi per aver scritto il libro, al tempo, negavano la realtà della dipendenza di Elvis con i farmaci.

Ad oggi tutti hanno scritto dei libri, concesso interviste, facendo affermazioni che non sono altro che quello che avevamo asserito noi, quando Elvis era ancora in vita.
Quando abbiamo scritto noi il libro, sapevamo quali erano le nostre motivazioni.
C’è da chiedersi quali sono le loro motivazioni di oggi per scrivere i loro libri?
La giustificazione data da uno di loro è che “ha preso la decisione di dire finalmente la verità ed essere onesto e realista”.
In un estratto del suo nuovo libro “Straight Up”, Joe Esposito dichiara che ci sono delle nuove rivelazioni sulla sua onestà e dice la verità su tutto. Dice anche che, alternativamente, tutti siamo stati licenziati e bastava aspettare un po’ e tutto sarebbe tornato a posto e avremmo riavuto il nostro lavoro.
Quando, nel libro, Joe rivela i suoi sentimenti, su quella che fu la reazione di Elvis al libro, la definisce come “una montagna che non era in grado di scalare”. Quella non era una montagna. Elvis era già su “quella montagna” ed era più grande di quella che dice Joe e quello che intendo dire è che la montagna da scalare era la predisposizione di Elvis alla dipendenza.
Il nostro libro doveva essere l’acceleratore per dare inizio della scalata della montagna ed Elvis avrebbe potuto farcela se solo avesse riconosciuto che ne aveva bisogno.
Il libro che ho scritto adesso è quello che avrei voluto scrivere, ma non sapevo quando l’avrei fatto.

D. Sono stati pubblicati un’infinità di libri su Elvis. Qual’è la cosa che rende Elvis: Still Taking Care Of Business, diverso dagli altri?

SW. Quello che ho voluto fare è cercare di offrire ai fans la mia opinione personale su Elvis e credo di averlo fatto bene. Naturalmente è una cosa che deve decidere il lettore. Sono i ricordi della mia vita con lui, i momenti alti e quelli bassi che capitano tra amici in 16 anni condivisi assieme.
Naturalmente, poiché uno di loro è principalmente Elvis Presley, implica che la gente vuole leggere soprattutto i libri scritti dai suoi amici più intimi.

D. Cos’altro vuoi dire ai lettori del tuo libro?

SW. Che è stato scritto con un amore profondo e grande rispetto verso qualcuno con cui ho condiviso la maggior parte della mia vita di uomo adulto, proteggendolo e dandogli tutto quello che era necessario per rendere la sua vita migliore e salvaguardarlo come meglio potevo.
D. Il tuo libro è già in vendita da qualche mese. Come sono andate le vendite?

SW. Sembra che vadano molto bene. Non ho letto recensioni o cose simili, ma so quello che mi hanno detto i rivenditori di come sono andate le vendite e della necessità di riordinarlo. Le statistiche di vendita vengono date solo dopo 6 mesi dalla prima uscita.

D. Come si può comprare il libro?

SW. Nelle librerie in USA, poi su Amazon.com. Non conosco i distributori in UK o di altri paesi. Chi vuole può averlo direttamente da me, con il mio autografo pagando sul mio conto epbgtcb@comcast.net con Paypal e costa $ 53 con spedizione a mezzo corriere oppure $ 37 con posta prioritaria. Entrambi I prezzi includono il costo del libro e le spese di spedizione.
Inoltre possono scrivere al mio indirizzo sonny@westwindproductions.us e darmi la loro opinione.

Elvis: What Happened?



D. Elvis, Still Taking Care Of Bussiness, naturalmente, è il tuo secondo libro che parla del tuo periodo con Elvis. Nel 1977, i fans furono molto critici con Elvis: What Happened?. Oggi nel 2007, molti guardano al libro con un’ottica diversa, accettandolo di più.
Come giudichi oggi la pubblicazione di quel libro?

SW. Ancora oggi mi disturba vedere che quello che era lo scopo del libro è stato frainteso ed interpretato come “vendetta” perché siamo stati licenziati oppure “per fare i soldi”. Niente è più lontano dalla verità. Per dirla in modo semplice, noi conoscevamo Elvis, mentre chi ci ha criticato no. Elvis era all’altezza di affrontare qualsiasi opportunità gli capitasse nella vita e superarla. Noi pensavamo che l’avrebbe stimolato a farlo nuovamente. Quando lavoravamo con lui, avevamo la possibilità di avvicinarlo e discutere su quello che stava facendo a se stesso. Una volta licenziati, non era più possibile.
Il libro aveva lo scopo di fargli vedere, in modo chiaro, quello che stava facendo a se stesso e a coloro che gli volevano bene. Per lo stesso motivo sono state raccontate le cose relative agli anni ’60. Quando prendeva pillole dimagranti e antidolorifici, questi andavano ad intaccare la sua emotività, tra cui gli scatti d’ira durante i quali faceva e diceva cose che non avrebbe fatto in condizioni normali. Sotto gli effetti di alcuni farmaci, tra cui il cortisone che è uno steroide, Elvis diventava un’altra persona e lo rendevano irritabile e anche aggressivo. Sul libro nessuna di queste situazioni venne riportata con quel tocco necessario di comprensione, compassione o preoccupazione. Avevamo firmato un contratto con la World News Corp. e incaricato lo scrittore Steve Sunleavy, di scrivere il libro. Purtroppo con le parole che lui ha usato nel libro, non ha trasmesso nessuna delle emozioni che ho citato. Parecchie volte ci siamo ritrovati a prendere delle pause, perché scoppiavamo in lacrime dal dolore che stavamo provando davanti a determinati ricordi.

D. Probabilmente, l’elemento più grande della beffa di “Elvis What Happened? è stata il grande sensazionalismo dallo stile gossip. Ovviamente Steve Dunleavy ha modellato lo stile del libro. Se aveste avuto la possibilità, avreste optato per un altro co-autore?

SW. Se ne avessimo avuto la possibilità, sicuramente, saremmo andati da un altro scrittore. Credo che avrei visto in Marshall Terril, lo scrittore giusto ed è quello che mi ha aiutato per il mio secondo libro. Avessi avuto la possibilità di tornare indietro e lui fosse stato disponibile (al tempo aveva solo 13 anni) lui sarebbe stata la mia scelta e credo che Red e Dave sarebbero stati d’accordo.

D. Guardando al passato, ti dispiace aver scritto il libro ELVIS WHAT HAPPENED, visto l’effetto che ha avuto su Elvis e su suoi fans?

SW. Posso capire la reazione dei fans. Dopo tutti gli anni che ho passato con lui, so quanto fosse evidente il loro amore per lui, ma non ho scritto il libro per avere l’approvazione dei fans. L’ho scritto per l’amore verso l’uomo e la mia preoccupazione che morisse, visto che peggiorava di giorno in giorno. Volevo che aprisse gli occhi su quanto male stava. Non so se sei al corrente di quel fattorino dell’Hilton di Las Vegas, che fece un’affermazione dicendo che “Elvis era tossicodipendente….” E aggiungendo che lui, ogni giorno, recapitava borse di droghe nella suite di Elvis” Quando venne a sapere questo, la reazione di Elvis fu che, durante gli shows, parlò in modo dispregiativo di questo ragazzo, minacciando di fargli del male se avesse trovato chi fosse esattamente.
Se ne infischiò delle voci che giravano. Non era in grado di dimostrare ai suoi fans che non era dipendente dalla droga. In altre parole fece in modo di far apparire bugiardo il fattorino,.
Mentre scrivevo il libro, mi venne in mente quel ragazzo, chiunque esso sia, e quanto avremmo fatto arrabbiare Elvis, passando anche per bugiardi. Si arrabbiò molto con noi, ma d’altro canto scelse di non fare niente. Nessuno sa, se non le nostre famiglie e gli amici più stretti, quanto dolore abbiamo provato quando Elvis morì. Il dolore dei suoi fans è passato attraverso gli anni, perché per loro fu una grande perdita; ma ti assicuro che il loro dolore è molto inferiore al mio. Sinceramente, io spero che tu capisca che il libro non fu scritto per ferire Elvis, ma per dargli una possibilità di svegliarsi e vedere dov’era finito.
Per quanto riguarda il libro fine a se stesso, credo sia stato scritto con un sacco di sensazionalismo e con un certo modo di scrivere che puoi trovare sui “fogli della carta igienica”, ma questo era Steve Dunleavy, uno scrittore delle pubblicazioni STAR. E’ vero che, inizialmente avevamo scritto noi, pagina dopo pagina, fino alla fine, ma avevamo fretta di farlo uscire, visto che a detta di un paio di ragazzi, con cui eravamo in contatto, Elvis peggiorava sempre di più.
Di questo si trova conferma nell’ultimo special nel 1977, dove è evidente.

D. Elvis ha mai capito che, con il vostro libro, stavate cercando di mandargli un messaggio?

SW. Non ne sono sicuro, ma ci sono alcune affermazioni che mi sono state fatte da Billy Smith, il cugino di Elvis, che passò l’ultimo anno quasi esclusivamente con Elvis, tranne quando Elvis era in tour. Aveva bisogno di loro per il lavoro, guardaroba, sicurezza, altrimenti non li voleva intorno, per casa. C’era uno che stava là 24 ore al giorno, nel caso in cui avesse bisogno di qualche commissione.
Queste cose erano svolte da parecchi dei giovani che lavoravano alternandosi. Billy mi raccontò che, alle volte, Elvis esprimeva la sua rabbia nei nostri confronti, per il libro e altre volte ne parlava ammettendo che probabilmente prendeva troppe medicine. Anche nella conversazione registrata con Red, in ottobre o novembre 1976, Elvis disse che non aveva paura del libro per sè stesso, ma per gli altri, in quanto il libro avrebbe potuto ferire gli altri. Red lo rassicurò che non era nostra intenzione fare del male a nessuno e così abbiamo fatto.


D. Dopo la morte di Elvis, come hai affrontato la vita?

SW. Per me, questa è una domanda molto personale. Ho perso qualcuno che amavo molto e passato la maggior parte della mia vita a proteggerlo dalle offese, intenzionali e non. L’ho messo prima della mia famiglia, passando il tempo con lui, invece che con mia moglie e mio figlio. Alle volte questo ha causato tensioni nel mio matrimonio ed è sopravissuto solo perché ho una donna che è rimasta sempre al mio fianco, nonostante tutto.
Voglio credere che se dovessi farlo di nuovo, passerei un po’ di più tempo con loro, quando Elvis non lavorava. Mi manca ancora, ogni giorno, e non passa giorno che non succeda qualcosa nella mia vita che non mi faccia pensare ad Elvis. Immaginare come potrebbe cantare lui una canzone che oggi è nella hit, quale potrebbe essere, oggi, il suo cantante preferito (credo Celine Dion) oppure quanto gli sarebbero piaciuti i film d’azione come Indipendence Day, Armageddon, Jurassic Park, ect.
Ha lasciato questo mondo troppo presto e il mondo è di colui a cui è appartenuto. Sono stato fortunato abbastanza per essere un amico intimo della stella più luminosa, di cui sia stato graziato il pianeta, nel campo dell’intrattenimento.
I fans non riusciranno mai a convincermi che ho agito male, cercando di aiutarlo a vivere. So dov’è oggi, e che conosce il mio cuore e i miei sentimenti per lui. Posso andare a dormire ogni notte e sapere che se non ero con lui negli ultimi 13 mesi della sua vita, è stato solo perché ho cercato di aiutarlo, non perché ho cercato di fargli del male.

D. Com’è che Elvis decise di licenziarvi dopo 20 anni?

SW. Disse a suo padre di darci denaro a sufficienza per vivere almeno 2 o 3 mesi, perché forse ci avrebbe riassunto, ma doveva dimostrarci che lui era il capo.
C’era anche Linda Thompson e ha detto che avrebbe dovuto darci $5.000, ma Vernon invece ci diede tre giorni di preavviso e solo una settimana di paga, dicendoci che doveva tagliare le spese. Questo non era assolutamente vero. Elvis riceveva un sacco di pressioni da varie persone dell’organizzazione che gli dicevano che noi stavamo creando continui problemi. Invece io credo che Elvis volesse la sua roba e senza averci intorno ad ostacolarne il traffico. Ci sentivamo feriti e così ne parlammo tra noi, decidendo che era l’unico modo per dargli una chance….. una chance.

D. C’è un episodio che vuoi raccontarci?

SW. Una volta, mentre cercavamo un tipo che sapevamo girava per casa, Red aprì bruscamente una porta. Il ragazzo era nascosto dietro la porta e così si ruppe un dito. Aveva molti dolori, ma Red gli disse che qualora fosse tornato non gli avrebbe rotto solo un dito. Il tipo si seccò ed Elvis se ne accorse. Alla fine, uno degli altri ragazzi gli raccontò perché non aveva preso le pillole, spiegandogli anche quello che noi avevamo fatto.
Ci convocò in riunione, per dirci che lui sapeva esattamente cosa stava succedendo e che voleva che la smettessimo. Ci disse anche che lui aveva tutto sotto controllo e che sapeva quello che faceva e che avrebbe potuto smettere quando voleva.

D. Dà l’impressione di uno che ne è dentro fino al collo

SW. Esatto, era una persona che negava di aver bisogno di aiuto. Elvis ci disse di tornare al nostro posto e Red rispose “Che cosa dici dei vecchi tempi quando non ne avevi bisogno?” ed Elvis replicò “Non esistono più i vecchi tempi”
In quel momento capii che le cose si mettevano male e tutto stava andando in discesa.
Allora Elvis disse: “Se non la smettete, dovrete cercarvi un altro lavoro”.
Quindi non l’abbiamo fatto più, pur se prendevamo piccoli accorgimenti come svuotare le capsule dei farmaci, quando arrivavano, e riempirle con aspirina e cose simili. Sei mesi dopo fummo licenziati per ci rifiutammo di smetterla.

D. Quindi l’opportunità gli sarebbe arrivata sotto forma di un libro rivelatore?

SW. Decidemmo di scrivere il libro per raccontare come ormai fosse vincolato ai farmaci e che aveva bisogno di uscirne.
Così come era successo a Jerry Lee e Dean Martin, che ne sono usciti e hanno potuto raccontare la loro storia.
Quello che la gente non sa è che ci è stato offerto denaro per non scriverlo. Avremmo potuto accettarlo e infischiarcene. John O’ Grady, il detective privato di Elvis, che da 26 anni lavorava come investigatore della Narcotici di Los Angeles, ci propose di fare noi il prezzo. Ci chiamò all’Hotel Continental sul Sunset Boulevard, dove eravamo con Steve Dunlevey dello Star Magazine e con lui stavamo facendo le interviste per il libro. Steve mi disse che c’era una chiamata per me. Io pensai fosse mia moglie e, presi la comunicazione nella camera da letto. Al telefono c’era John che mi disse “Ti chiamo per conto di una persona che rappresento e di cui non voglio fare il nome. L’unica cosa che voglio dire è che questa particolare persona mi ha autorizzato a chiedervi di fare qualche proposta per non scrivere il libro” Io risposi “Qualche proposta? Assolutamente no John. Abbiamo firmato dei contratti ed abbiamo già iniziato”
John O’ Grady mi disse che non avevo capito bene, perché qualora fossimo recessi dal libro, non ci saremmo dovuti preoccupare di denunce, di soldi o altro. Bastava che noi facessimo un’offerta. Gli spiegai che eravamo in tre persone a fare il libro, che avevamo dei buoni motivi per farlo e che avrei dovuto parlarne con Red e Dave. Così rimanemmo d’accordo che avrebbe richiamato dopo 15 minuti.
Chiamai Red e Dave in camera e raccontai la conversazione con John O’Grady. Entrambi mi guardarono e Red disse: “Stai scherzando? Sappiamo da chi arriva tutto questo” e io risposi che, da parte mia, conoscevo bene quale fosse la mia decisione e i ragazzi furono d’accordo con me.

D. Questo racconto fa decadere il principio che avete scritto il libro per soldi

SW. Esatto. Anzi avremmo potuto fare più soldi. Se avessi accettato lui avrebbe pensato che poteva comprare anche noi come ha potuto comprare qualsiasi cosa. Se quel giorno avessimo accettato, probabilmente avremmo potuto prenderci un quarto di milione di dollari a testa o forse anche mezzo milione, ma non abbiamo mai tenuto in considerazione la cosa e non ne abbiamo più riparlato.

D. Che significato può avere e che differenza fa il fatto che il libro è uscito troppo tardi?

SW. Se tu sapessi quanta gente mi ha detto “Dio mio, se solo il libro fosse uscito un anno prima!”. La gente ci ha ringraziato dicendoci “Abbiamo potuto godere di Elvis grazie a voi”. Molti fans si sono arrabbiati per il libro, dicendo che il libro non era piaciuto, ma ora, dopo averlo riletto, mi dicono che hanno capito il motivo per cui l’abbiamo scritto.

D. Sicuramente è un libro molto più tenero rispetto a quello che poi è stato scritto da Goldman

SW. Questa è un’altra storia che va chiarita. Quando fui intervistato per quel libro, sembrava che sarebbe stato un buon approfondimento su Elvis ma io non c’entro niente. Sapevo che si stava uccidendo e che stava facendo del male alle persone che gli stavano intorno, quelle che gli volevano bene.
Albert Goldman venne a casa mia e mi intervistò due volte, in conversazioni da tre/quattro ore per volta. Io gli dissi che se mi avesse chiesto cose di cui non volevo parlare, non gli avrei risposto. Lo avvisai che non volevo essere citato in modo errato e che non volevo che nulla andasse fuori dal contesto. Mi assicurò che avrebbe riportato le mie risposte esattamente come le avrei date e questo sarebbe stato corretto. Quando lo terminò, mi inviò persino una copia autografata da lui, che però non solo non lessi, ma la misi da parte, Quando iniziai a sentire quello che raccontava il libro, dissi “No, aspetta un momento” Andai alla pagina dell’indice e trovai il mio nome. Andai alle pagine indicate e lessi quello che Goldman aveva scritto. Ti assicuro che nei commenti negativi o riferimenti errati di quelle pagine, non c’è niente che è partito da me. Dopo aver letto i riferimenti del libro su citazioni di Lamar, chiamai Goldman e dissi: “Albert, voglio dirti una cosa. Mi avevi detto che saresti stato leale con me e che non avresti detto niente che usciva dal contesto, ma credo che tu abbia scritto il libro più orribile che si possa scrivere dell’essere umano più meraviglioso che sia venuto al mondo. Non voglio più vederti o parlarti mai più!”

D. Parlaci della famosa conferenza stampa, che si vede nel film This Is Elvis

SW. La mattina dopo la morte di Elvis, su Good Morning America, nel programma, Geraldo Rivera e Steve Sunlewey parlava con Steve Hartman. Io ero a casa che guardavo il programma e questi due parlavano di Elvis, come se lo conoscessero. Di fatto Dunlevey sapeva solo quello che noi gli avevamo raccontato.
Quella notte non avevo dormito e la mattina dopo, guardando lo spettacolo Good Morning America con Dunleavy e Geraldo Rivera, che si attaccavano a vicenda, per poi fare commenti su Elvis, mi mandarono in bestia. Nessuno conosceva l’uomo. Dunleavy sapeva solo le cose che noi gli avevamo raccontato. Geraldo Rivera affermava che aveva incontrato Elvis parecchie volte (Nel suo libro “Exposing Myself” Geraldo afferma di aver incontrato Elvis una volta, nel backstage del Madison Square Garden e gli fece un’intervista di 10 minuti. Questo la dice lunga per definirlo un esperto di Elvis, non credi?)
I ragazzi facevano le loro argomentazioni, litigando e ad un certo punto, Rivera dichiarò di essere sicuro che “c'era chi filtrava le droghe, e che la cosa è normale nello show business, ma che definirlo DROGATO era una bugia”.

Cominciai ad arrabbiarmi con questa gente che bisticciavano tra loro senza conoscere come stavano le cose e chiamai un avvocato per organizzare una conferenza stampa nel suo ufficio, quello stesso pomeriggio. C’eravamo solo io e Dave, perché Red stava lavorando in una serie televisiva. E’ in quel filmato in cui io sono con quei capelli lunghi e si vede Dave che, alla domanda di un giornalista su cosa si poteva fare per proteggere di più Elvis, Dave risponde “Come si può proteggere uno da se stesso?”. Ed era quello che pensavamo a riguardo.
Da parte mia io dissi alcune cose su Dunlevey e Rivera, perché avevano citato che c’erano degli infiltrati per far passare le droghe e che noi l’avevamo definito un DROGATO. Nel nostro libro, noi non abbiamo MAI usato questo termine e quindi ero arrabbiatissimo. Dissi che a Good Morning America avremmo dovuto esserci noi anziché loro. Come risultato, la World News cancellò il tour organizzato per noi, per promuovere il libro. Dopo due anni fui io a promuovere il libro personalmente.
Un paio di anni dopo, Geraldo usò tutte le fonti e il suo potere investigativo, per una serie televisiva che si chiamava “20/20” per parlarne in una puntata. Red gli rispose che avremmo partecipato solo se lui si fosse scusato per averci dato dei bugiardi. Non successe e così non partecipammo alla trasmissione.
Per quanto ne so, lui non ha ancora capito che noi stavamo dicendo la verità e che sarebbe stato corretto scusarsi con noi per averci dato dei bugiardi.



D. Dave Hebler lavorò per Elvis solo un paio d’anni dal 1973 al 1976. Aveva il diritto di partecipare all’Elvis What Happened?, visto che ha avuto solo cose cattive da raccontare e nessun riferimento ai primi anni con Elvis che furono molto piacevoli?

SW. Credo che Dave sia stato criticato dalla gente in malo modo, perché era con noi da poco tempo. Invece si deve riflettere sul fatto che in quel breve periodo, le cose hanno iniziato a precipitare e Dave si è preso molta cura di Elvis. Il fatto che fosse lì da poco non ha nessuna importanza. Non serviva essere con Elvis da molto tempo, per sentirsi toccati da lui in un quel certo modo che ti permetteva di cambiare la tua vita per sempre.
Guarda i fans che non l’hanno mai incontrato e visto di persona e guarda come le loro vite siano state toccate nel profondo, se non addirittura cambiate grazie a lui. Sicuramente nelle parole da Dave non senti parlare degli anni che abbiamo passato io e Red con Elvis, ma questo non significa che anche lui non abbia degli splendidi ricordi su alcuni bei momenti che ha vissuto quando c’era.
In un certo senso, parlando delle cose che lo preoccupavano del comportamento di Elvis, Dave si è espresso in modo analitico, ma sicuramente affettuoso nei suoi confronti. Ognuno di noi ha una personalità diversa e per quello di noi che lo conoscono abbastanza bene, sanno che Dave ha un mente analitica. Io lo considero un caro amico e uno che vorrei avere dietro di me, per coprirmi le spalle. Non c’entra niente avere il diritto di partecipare alla stesura dell’Elvis What Happened?, c’entra il fatto che c’era ed era preoccupato del declino della salute di Elvis!


LA VITA CON ELVIS


D. Tu sei rimasto con Elvis dal 1960 al 1976, il che significa una buona parte della tua vita. Come hai preso la notizia della sua morte ?

SW. Elvis è stato una parte importante della mia vita e una persona con cui sono stato bene.
Non ho preso assolutamente bene la notizia della sua morte. Ero distrutto e a pezzi. A parte mio cugino Red e sua moglie Pat, quel giorno non parlai con nessuno, tranne mia moglie. Ho pianto quasi tutto il giorno e la notte. Camminavo per casa, chiedendomi perchè, pensando solo ai bei momenti passati insieme nel corso degli anni. Avevo perduto ogni speranza che si sarebbe “rialzato”, non sarebbe più successo e io sentivo il vuoto.

D. Hai viaggiato mai con il gruppo quando Elvis andava sul set? In quanti film sei apparso

SW. Praticamente sono apparso in quasi tutti i films di Elvis, che fosse con lui o no, tipo in scene di risse. Non ricordo esattamente in quanti film, ma sono gli anni che preferisco insieme ad Elvis, perché ci divertivamo molto.

D. Ti sei mai trovato da solo con Elvis a tu per tu? Ti ha mai confidato le sue paure o il suo senso di solitudine?

SW. Ci sono stati dei momenti insieme da soli, come probabilmente è successo a tutti i ragazzi. Le nostre conversazioni a due capitavano quando eravamo soli in macchina e andavamo in qualche posto. Qualche volta è successo anche in casa, ma non capitava spesso. Devo dirti che, con me, non ha mai parlato della sua solitudine o di cosa gli passava per al testa. Per quanto io debba dire che Elvis poteva essere una persona sola, in mezzo ad una grande folla. Alle volte dava la sensazione di essere una persona molto vulnerabile. Quelli erano i momenti in cui mi sentivo ancora più protettivo con lui.
Quando iniziai a lavorare per lui, io avevo 21 anni e, nonostante fossi stato nell’Air Force ero ancora un ingenuo. Lo vedevo come un grande fratello del mondo che mi faceva vedere che cos’era la vita, ma verso gli ultimi tempi, mi sentivo come fossi io il fratello più grande che vigilava sul fratello minore.
Una delle sue grandi preoccupazioni, a parte le minacce ricevute a Las Vegas, era di perdere la voce e di non poter più cantare. Questo succedeva soprattutto a Las Vegas, dove le condizioni definite “la gola di Vegas” si riferiscono all’aridità dell’aria del deserto che può portare i cantanti ad avere problemi con la voce.
Una sera, all’Hilton di Las Vegas, Elvis aveva perso completamente la voce e il suo viso trasmetteva tutto il panico che sentiva. Aveva molta paura, come tutti noi, e non riusciva a capire cosa fosse che non andava o se sarebbe diventata una condizione definitiva e così via. Dopo quell’incidente, fece qualsiasi cosa pur di tenersi la gola umida.

Riguardo ai momenti solo con lui, c’è stata una volta che mi è rimasta impressa nella mente e che per me ha voluto dire molto. Eravamo in cucina nella sua casa di Chino Canyon, a Palm Spring. La mia stanza era vicino alla cucina, quando ad un certo punto sentii dei rumori e vidi Elvis che stava girando per la cucina, alla ricerca di qualcosa da mangiare. Mi offrii di preparargli qualcosa, qualsiasi cosa volesse oppure di uscire insieme a mangiare qualcosa. Si fermò per un secondo, si girò e mi guardò e poi disse: “Sonny……… ti voglio bene”
Questa sua semplice affermazione mi toccò profondamente. Risposi “Grazie capo. Anche io ti voglio bene” E lui “Lo so”. Poi si girò e continuò a cercare qualcosa, dicendo “E’ uno di quei momenti in cui vorresti gustarti qualcosa, ma non sai cosa…. Capisci cosa intendo?” Gli dissi che capivo perfettamente e aggiunsi “Vabbè, quando decidi cosa devo farti, fammelo sapere, okay?” Replicò che l’avrebbe fatto, ci demmo la buona notte e io tornai nella mia stanza. Pochi minuti dopo, in cucina c’era silenzio. Il giorno dopo mi dimenticai di chiedergli se aveva trovato qualcosa da mangiare o no. E’ possibile che abbia lasciato perdere.

D. Come cambiarono le cose, quando Priscilla arrivò a Graceland?

SW. All’inizio non cambiarono molto, se non, quando lei era nelle vicinanze, stare attenti al nostro linguaggio. Cambiò un po’ anche il contenuto delle nostre conversazioni, ma alla fine le cose iniziarono a cambiare abbastanza presto. Lei voleva stare più tempo sola con lui, ma era difficile che Elvis lo facesse. Gli piaceva che i ragazzi fossero con lui, per la maggior parte del tempo e c’erano volte in cui loro due litigavano. Lei rimproverava noi per questo, ma non era un problema nostro. Credo che, con il senno di poi, oggi lo abbia capito anche lei. Un anno dopo che si erano sposati, suppongo perché riteneva che avrebbero potuto godere di una maggiore privacy, si trasferirono nella piccola casa su Hillcrest Drive a Beverly Hills. C’erano meno stanze e quindi meno ragazzi.

D. Cosa pensi della rapporto tra Elvis e Ann Margret? Erano perfetti per stare insieme oppure entrambi avevano una personalità molto forte? Eri amico di Ann-Margret?

SW. Devo dirti che mi piaceva molto Ann-Margret. Lei ed Elvis erano grandi insieme e c’era una grande alchimia tra loro, sia sullo schermo che fuori. Erano compatibili.
Di lei si diceva che era l’ “Elvis al femminile” ed era vero. Il suo senso dello humor e la sua personalità erano in sintonia con quella di Elvis. Stavano bene insieme e non c’era alcun conflitto di personalità.
Tutti noi amavamo Ann-Margret e a lei piaceva stare con noi. Lei capiva che Elvis ci voleva con lui e quando non ci voleva, ce lo faceva sapere e noi ce ne andavamo.

D. Tu e July risiedevate nella casa di Monovale a Los Angeles. Cosa ti ricordi?

SW. Dopo l’omicidio di Sharon Tate e Jay Sebring (che Elvis conosceva) da parte della Manson Family, Elvis disse a Priscilla di cercare una casa più grande, perché voleva che io stessi sempre con loro. Lei trovò quella a Monovale Drive, così io e mia moglie ci trasferimmo là, con loro. Poi, due anni dopo, nacque nostro figlio Bryan e rimanemmo fino a quando lui raggiunse quasi l’ anno di età, per poi spostarci in una casa vicina a soli 15 minuti di strada. Charles Manson era ormai in prigione, così come quei drogati che avevano agito per lui e, piano piano, le cose si sono ridimensionate.

D. Hai qualche rimpianto del tuo periodo con Elvis?

SW. Di non aver potuto stargli vicino quando era verso la fine. Per il resto è stato magnifico stare con lui.

D. Verso la metà degli anni ’70, le condizioni psicologiche ed emotive di Elvis erano incostanti. Ritieni che, a livello personale, abbia perso la strada?

SW. Io credo che, a partire dal 1975/76 Elvis gradualmente, sia diventato sempre più apatico verso la vita fuori dal palco. Lui amava esibirsi, ma per il resto si era affievolito tutto l’interesse verso quelle cose che una volta amava fare. Non aveva più interessi in nessuna delle altre attività. Nell’ultimo anno passava sempre più tempo con suo cugino, Billy e sua moglie Jo e naturalmente Ginger o qualche altra donna quando lei non c’era.
L’ultimo periodo bello che io ho passato con lui è stato nel gennaio 1976 quando siamo andati a Vail, Colorado per 10 giorni e abbiamo festeggiato il suo 41° compleanno.

D. Quando Barbra Streisand gli offrì la parte di co-protagonista in A Star Is Born, mentalmente Elvis era veramente in grado di interpretare quel ruolo?

SW. Non nel momento in cui lei lo incontrò, ma se avesse ottenuto la parte, avrebbe potuto riprendere il giusto stato mentale. Sarebbe stata un grande opportunità per lui e avrebbe potuto farlo. Quando ce lo disse era molto convinto che avrebbe fatto il film, ma due o tre giorni dopo, quando cominciò a fare degli apprezzamenti negativi sia su Barbra Streisand che su Jon Peters, il suo partner, ci diventò palese che non avrebbe fatto il film. Disse al Colonnello Parker che aveva cambiato idea e di tirarlo fuori dalla cosa. Il Colonnello lo fece, per poi togliergli anche quel minimo di entusiasmo che gli era rimasto portando Elvis a non fare il film.
Questa è un’altra cosa, per la quale il Colonnello viene rimproverato di aver danneggiato la carriera di Elvis.

D. Sonny, Elvis aveva una personalità autodistruttiva?

SW. No. Elvis ha fatto cose pericolose nella sua vita, ma niente che mi abbiano fatto pensare che avesse disturbi di personalità autodistruttiva. Sapeva quando tornare indietro da una situazione che avrebbe potuto portarlo dove lui non voleva andare.

sabato 5 marzo 2016

Your Love's Been a Long Time Coming




Your Love's Been a Long Time Coming
Words & Music: Rory Bourke
Recorded: 1973/12/15, first released on “Promised Land”