★★★ THIS IS ELVIS ★★★: novembre 2015

sabato 28 novembre 2015

When My Blue Moon Turns To Gold Again

Versione breve


Versione piu' lunga






When My Blue Moon Turns To Gold Again
Words & Music: Wiley Walker/Gene Sullivan
Recorded: 1956/09/02, first released on “Elvis”
Traduzione di vali/g52

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“When My Blue Moon Turns To Gold Again” - incisa da Elvis Presley domenica 2 Settembre 1956
Scritta da: Walker; Sullivan
Originariamente incisa da Wiley Walker and Gene Sullivan nel 1941
Versione originale di Elvis Presley su: Elvis Presley (Rock 'n' Roll no.2);
The Complete 50's Masters 2


Elvis Presley eseguì questo brano omettendo due versi. La versione originale non fu un successo, ma nel 1944 Cindy Walker raggiunse il 5° posto nella classifica nazionale.


(aggiornato al 2008)


domenica 22 novembre 2015

Home Is Where the Heart Is





Home Is Where the Heart Is
Words & Music: Sherman Edwards/Hal David
Recorded: 1961/10/26, first released on “EP”

sabato 21 novembre 2015

Intervista con Jerry Schilling



Intervista con Jerry Schilling 18 Agosto 2006

Jerry ha un suo intuito…… Era uno dei pochi ragazzi che diceva ad Elvis la verità (George Klein)

Jerry Schilling ricorda il momento in cui è cambiata la sua vita. Aveva 12 anni e una partita di football, in caldo pomeriggio del Luglio del 1954. Il ragazzo che stava di fronte a lui aveva una pettinatura ordinata e imbrillantinata all’indietro, e indossava un paio di jeans, una maglietta bianca ed un sorriso. .... Elvis.

“Era il modo migliore di atteggiarsi senza dare l’impressione di avere un atteggiamento” disse Schilling, 64 anni “Da Roy Rogers a Marlon Brando. Per tutta la mia vita avevo cercato di essere come chiunque altro.”

Così inizia il racconto di Schilling, nel suo libro, su un’amicizia durata 23 anni: Me and a Guy Named Elvis: My lifelong Friendship with Elvis Presley.

Schilling il membro più giovane della Memphis Mafia – un mix di amicizia, sostegno e guardia del corpo – oltre ad essere stato un manager musicale, un editore di films, produttore televisivo e di documentari e Presidente della Memphis and Shelby Country Music Commission.
Dona ad Elvis quella stessa fiducia, che lo ha portato ad essere quello che è oggi. “Ero un ragazzino timido che non parlava molto, che rispetto a quella volta, ha certamente recuperato. Elvis mi ha dato una certa fiducia.”

Schilling è diventato amico di Bono, John Lennon e altre celebrità. “Elvis mi ha dato il passaporto per questo”

D. Di sicuro hai una vista spettacolare dalla tua casa.

JS : Elvis l’ha comprata per me.

D. Puoi dirci qualcosa circa le droghe?

JS: Penso che sia già stato detto abbastanza. Tutto è stato espresso con le prospettive soggettive, e non merita altri commenti. Red, Sonny e Dave hanno esagerato e hanno messo le cose, completamente al di fuori del loro contesto.

D. Che cosa pensava Elvis del libro? (Elvis What Happened)

JS: Mi disse che qualsiasi cosa fosse stata scritta su di lui, era già stata scritta. Perciò, personalmente, non lo infastidiva poi così tanto. Quello che lo infastidiva era che questa volta usciva dall’interno, da amici con cui era stato buono e a cui aveva dato molto. Questo feriva il suo orgoglio. Pensava anche, che un sacco di altre persone sarebbero state ferite, come sua figlia Lisa, o Vernon, o persone che lavoravano con lui. Perciò penso che sia stato molto imbarazzante per lui, estremamente imbarazzante.

D. Sai se Elvis ha letto il libro?

JS: No, Questo è sempre stato come un puzzle. So che era a conoscenza di certe cose che c’erano nel libro, ma non so se l’ha letto.

D. Billy Smith dice di no

JS: Non credo che l’abbia letto. Conoscendo Elvis, e il fatto che non amava nemmeno vedere i suoi films, dubito che l’abbia letto. Non credo che avrebbe voluto leggerlo.

D. A parte l’apparente tentativo con John O’Grady di parlare a Red e Sonny, cercando di convincerli a non pubblicare il libro, per quanto tu ne sappia, Elvis non ha mai fatto grossi sforzi, per bloccarlo, nel senso di chiamare Sonny e Red?

JS: Sì, ha chiamato Red

D. So che ha chiamato Red una volta, ma secondo il libro, lui disse di procedere con qualsiasi cosa stessero facendo.

JS: Questo è stato, dopo aver creduto che avrebbe potuto convincerli a non pubblicarlo. Elvis non è mai stato il tipo di persona da chiedere a qualcuno di fare qualcosa che non voleva. Se conoscevi Elvis, e sono sicuro che Red lo conoscesse, il semplice fatto che abbia chiamato Red era, a dire “Hey, è andata troppo per le lunghe” Ma non l’avrebbe fatto per dire“Red, ti prego, non scrivere quel libro”. Avrebbe umiliato se stesso. Ma la verità è che lui ha chiamato e parlato con Red, questo era il modo di Elvis per scusarsi. Era talmente sensibile che non riusciva a convivere on il risentimento, troppo a lungo.

D. Perché pensi che Red, Sonny e Dave siano stati licenziati?

JS: Non so esattamente il perché, sospetto per una serie di ragioni che sono successe tutte in una volta. So solo che Elvis me ne parlò dicendomi che, semplicemente, si erano allontanati, che non erano più interessati alle stesse cose. Cosa che, d’altra parte, era legittima. Credo che Elvis si fosse stancato dell’iper protezione, anche se, sicuramente, ci sono stati dei momenti che ne aveva bisogno.

D. Ho sentito dire e credo che questo includa anche te, che i ragazzi erano dei parassiti.

JS: Non mi tocca.

D. Tu ti sei tolto, sei andato via e hai fatto le tue cose. Giusto?

JS: Qualche volta, ma sono sempre tornato. Era per seguire cose mie. Infatti una volta stavo parlando con Lamar e dissi “Guardiamoci in faccia, Elvis è una grossa parte della nostra vita e lo sarà sempre!

D. Quello che sto chiedendo è, sec’era un feeling genuino oppure Elvis era una polizza di garanzia?

JS. Come la vedo io, è che ho sempre ammirato Elvis, persino prima di conoscerlo di persona. Ci sono tanti momenti di noia in un lavoro, così come ne abbiamo avuti noi. Tanto tempo in cui dovevi avere una tua forza interiore per sostenere questo genere di vita. Dici a te stesso, sto conducendo questa vita ed è l’unica cosa che so. Cosa succede se mi licenziano? Ma credo che quasi tutti coloro che hanno lavorato per Elvis, prima di tutti erano amici. Tutti noi, gli originali prevalentemente avevamo il lavoro, in seguito all’amicizia. Non era come diceva Elvis: “Ho bisogno di un ragioniere”.
Ho iniziato nella sicurezza, assistendolo in alcuni films, anche fino all’uscita, e poi, negli ultimi cinque anni, sono diventato il suo incaricato alle pubbliche relazioni personali. Quello è stato il lavoro che mi ha offerto in occasione dell’ incontro con Nixon. Quella volta ero con lui. Me lo propose e, sul momento ho rifiutato perché l’idea di tutto quel tempo passato a fare niente, se non guardare ripetutamente film, non mi attraeva.
Dissi: “Come pensi che mi senta, siamo tornati a Memphis e stiamo là seduti per tre mesi e guardiamo films tutta la notte” E’ stato così grande!! Disse solo: “Come pensi che mi senta io, faccio la stessa cosa.” Più tardi mi mandò una lettera in cui mi nominava suo manager per le pubbliche relazioni personali. E le biglie hanno incominciato a girare, di nuovo. Ho promesso a me stesso che se mai fosse diventato come un lavoro, lo avrei lasciato perché non volevo che interferisse con la nostra amicizia. Non solo abbiamo lavorato assieme, ma vissuto assieme. Credo che il gruppo che lavorava con Elvis si sia innalzato, senza rendersi conto, si era elevato a guardare alle necessità, di modo che Elvis potesse vivere la vita che lui voleva viverla, e credo che questo gruppo abbia fatto in modo che potesse averla.

D. Perché pensi che Elvis si sia creato la sua cerchia e non ha mai fatto, veramente, qualcosa di concreto, come hai detto tu, se non andare al cinema? Pagava la gente perché gli stesse intorno? A me sembra piuttosto irreale.

JS: Prima di tutto, la gente intorno a lui era un assortimento molto particolare. Di base, credo che il gruppo fosse un riflesso di Elvis. Parliamo di un ragazzo, un grande intrattenitore molto conosciuto e che era un bel ragazzo. Oltre che essee piuttosto sveglio, nessuno stupido avrebbe affrontato il mondo come ha fatto lui. Quest’uomo aveva una tale profondità, che sicuramente, doveva andare al cinema, per potersi togliere le cose dalla testa. Noi lo sapevamo. Abbiamo fatto cose infantili, quando eravamo già uomini adulti. Era un modo per evadere. I films erano veramente una grande risorsa per lui ed è diventato uno stile di vita.
Una volta eravamo pronti per andare in vacanza in Europa. Per lui era chiaro e deciso. Mi disse che l’avremmo fatto, saremmo andati. Poi ebbe un incontro con il Colonnello che gli ricordò che se l’avesse fatto, senza fare, prima, una conferenza stampa per i fans, questi ci sarebbero rimasti molto male. Così, a quel punto abbiamo dovuto optare per le Bahamas. Tu mi chiedi perché non ha fatto le cose, come gli altri, nella sua posizione, avrebbero fatto? Questo ne è stato un semplice esempio. Perché c’era sempre qualcuno o qualcosa che avrebbe messo i bastoni tra le ruote.

D. Pensi che le cose sarebbero andate in altro modo se il licenziamento di Red, Sonny e Dave fosse stato gestito diversamente?

JS. Si, credo che il licenziamento non sia stato gestito bene. Capisco la loro rabbia e la condivido. Se Elvis fosse venuto da me e me ne avesse parlato, gli avrei detto la mia disapprovazione. Non mi meraviglio che i ragazzi fossero arrabbiatissimi, era stato gestito in un modo totalmente sbagliato, ma, allo stesso tempo, se tu conoscevi la natura di Elvis, sapevi che, vista la sua sensibilità, lui non l’avrebbe fatto. Non avrebbe potuto guardare quei ragazzi e dire “Sei licenziato”. Tuttavia allo stesso tempo, sono convinto che due e probabilmente tutti tre, oggi, sarebbero di nuovo a lavorare per lui.

D. Pensi che avrebbe chiesto loro di tornare?

JS: Sicuramente, ma è stata gestita male ed è mia opinione, che avrebbero potuto contestare la cosa, procedendo a fare tutto il necessario, ma, più di tutto, penso che non avevano il diritto di andare da un editore e degradare l’immagine dell’uomo.

D. C’è niente che vorresti aggiungere??

JS. Si. Ho detto prima quanto ammiravo Elvis, prima di incontrarlo. Auguro a tutti di capire quello che ho capito io conoscendolo: non era solo un ragazzo in più, ma un amico molto speciale, potevi sempre contare su di lui. Allo stesso tempo, era un uomo molto speciale, ma era anche un essere umano e da essere umano poteva sbagliare qualcosa. Un uomo va giudicato per quello che ha fatto. E’ stato un uomo che ha reso felici molte persone nel mondo, ha portato molta gioia nel mondo e ha dato al mondo un sacco di libertà. Ha osato essere diverso. Inoltre era un uomo che non ha mai fatto veramente soffrire nessuno. Ha fatto molto del bene e se ha ferito qualcuno, ha ferito se stesso e non è stato intenzionale. Ma credo avesse il diritto di farlo. Penso che, quando è morto, il mondo ha perso tanta magia e non credo che sarà più la stessa cosa.


George Klein, l’amico di vecchia data di Elvis, ha detto:” Jerry aveva un intuito che molte persone non hanno. Era uno dei pochi che, ad Elvis, diceva la verità. Credo che guardi le cose con un’angolazione diversa perché ha passato con Elvis molto tempo di qualità ed Elvis rispettava la sua opinione su molte cose.”

Kevin Kane presidente della Memphis Convention and Visitors Bureau, ha detto: “Questo libro ci mostra Elvis come un ragazzo normale che era un vero amico. Ci sono storie che non si sono mai sentite prima”.

Schilling aveva un anno quando la madre morì a 27 anni, di febbre reumatica e visse, principalmente, con i suoi nonni fino a 12 anni e poi si trasferì insieme a suo padre. Jerry e il suo fratello maggiore, Billy Ray Schilling, primo Capo della polizia e Sceriffo di Shelby, sono stati lontani per molto tempo.

“Avevo dei sogni” dice Schilling “Uno di questi era di frequentale la Humes High, prima che di incontrare Elvis. La banda marciava lungo la Leath Street, suonando una parata natalizia. Questa era la cosa più eccitante che avessi visto nella mia vita. Ricordo quelle uniformi bianche e arancio.”

Schilling che frequentava la Holy Names, che si trovava a poca distanza dalla casa dei nonni, amava anche ascoltare il deejay Dewey Phillips che suonava rock and roll nella trasmissione radio “Red, Hot and Blue”. “Era quel suono eccitante che era pericoloso e quindi, vietato”.

Una sera, Phillips presentò una canzone incisa da un ragazzo che si chiamava Elvis Presley e che frequentava la Humes. “Oggi, tutti hanno un CD. Quella volta, che non conoscevo nessuno a Memphis, Tenn. che possedesse un disco. Ma, pensa, un ragazzo che vive sulla via in fondo alla mia? E’ stato eccitante.”

Phillips metteva il disco That’ All right (MAma) sempre più spesso e poi intervistò Elvis. “la leggera balbuzie, non so se era James Deanish o Brando. Quella volta è successo che ho detto una piccola preghiera: Vorrei poter incontrare quel ragazzo.”

La preghiera di Schilling fu esaudita alcuni giorni dopo quando Red West, un altro giocatore di football alla Humes, chiese a Schilling se voleva giocare a football con lui e altri ragazzi più grandi, nel Guthrie Park. “Ascoltavo tutto quello che diceva Re, Era l’eroe. Gli altri ragazzi erano anonimi. Fino alla consultazione”.

La cosa interessante … e questa prima impressione mi è rimasta per lungo tempo…. Era che Elvis, non era facilmente avvicinabile. Aveva questa specie di distacco e inoltre aveva quello sguardo negli occhi e forse un piccolo sorriso. Pensai a James Dean, quello a cui non vuoi avvicinarti per dargli una pacca sulla spalla, cose del genere.

“La gente fa films dischi e inizia ad acquisire quell’immagine di star. Elvis aveva questo nel 1954. Io, invece, avevo 19 anni e nessun disco in classifica”

10 anni dopo, Schilling andò a lavorare per Elvis, anziché finire il suo primo semestre al college e diventare insegnante di storia. Ha lavorato per lui per 11 anni. Ed è stato un portatore della bara al suo funerale nel 1977.

D. Che cosa ha convinto Schilling a scrivere un libro su Elvis?
JS: “Non ho mai detto che non l’avrei mai fatto, ma ce ne sono talmente tanti. Dopo che Elvis ci ha lasciato, per me era importante continuare la mia vita, per quanto difficile visto che lui c’ era sempre stato, lì per me. Dopo la sua morte, per due anni non ho mai concesso interviste. All’inizio era troppo difficile.”

Schilling decise di scrivere un libro 2 anni f
JS:“Il mio scopo era di raccontare l’aspetto umano. Esiste questa grande icona e per molti aspetti è una buona cosa, ma la parte umana, personale, sensibile, dell’ amico Elvis si è persa in questa immensa immagine. Ho deciso di scrivere la mia vita insieme al mio amico, secondo il mio punto di vista.”

D. Un’immagine forte del libro, è quando Schilling vede Elvis con una maschera di ossigeno camminando a braccetto con suo padre, Vernon Presely, a Graceland.
JS: “Io avevo 21, 22 anni. Lo conoscevo da 10 anni. Avevano giocato a football e andavamo al cinema ogni sera. Al parco dei divertimenti …. I salti dalle macchine con il viso sporco di fuliggine…. Non mi era mai capitato di vedere Elvis in altro modo, se non quello di un grande. Ero qui a Graceland da solo e vedo Vernon ed Elvis scendere dalle scale. Vernon teneva ad Elvis questa maschera di ossigeno. Sembrava così malato. Vernon appariva così preoccupato. Più tardi ho scoperto che, poco prima, era stato all’ospedale una settimana per fare degli esami e delle radiografie. Si accorse che ero scioccato. Si tolse la maschera e con un sorriso disse, “Ragazzo, questo smog della California raggiungerà anche te.”

Elvis non diceva mai a Schilling che cosa c’era che non andava.
J.S“Quando stava male, non voleva mai farlo sapere, Voleva che si prestassero cure agli altri, chiunque fosse”.

La parte umana di Elvis, nella storia scritta da Schilling, viene evidenziata in quella volta che si sono ubriacati a Las Vegas.
JS:“Era divertente, in un modo adorabile. Rideva, Rideva così tanto che è caduto più volte per terra. Se avessi dovuto scegliere un ubriaco tra i presenti, avrei scelto Elvis Presley”

Ma Elvis beveva raramente, dice Schilling.
JS: “Le due o tre volte che l’ho visto e io avevo partecipato insieme a lui, non riusciva a reggere il male postumo. Penso che fosse importante il fatto di aver visto cosa succedeva ad alcune persone….non della famiglia… ma parenti. Non ne ha mai parlato, ma lo capivo.

Il libro “Me and a Guy Named Elvis” non è un libro sinistro o malizioso.
JS: “E’ vero, ci sono alcune altre situazioni che avrei potuto mettere, alcune scene che avrebbero catturato l’attenzione. Puoi sempre andare da un estremo all’altro, io invece volevo che la gente conoscesse il mio amico come lo conoscevo io, dove giorno dopo giorno, in cui

c’era una base d’amore, paura, tentazione, generosità, con tutte queste cose. Questo sarebbe potuto essere bello se avessi parlato dell’icona, ma io ho scelto di parlare della sua parte umana.

Schilling e sua moglie Cindy, vivono ancora nella casa, che Elvis gli comprò nel 1974, sopra la collina del Sunset Boulevard. Dopo avergli dato la casa, Elvis disse: “Jerry, tua madre morì quando avevi un anno. Non hai mai avuto una casa. Voglio essere quello che ten e dà una.”

D. Schilling era il miglior amico di Elvis?


JS: No, ma sicuramente ero uno di loro!

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Storie da un amico

Il libro scritto con lo scrittore di musica freelance Chuck Crisafull, unisce la storia di Elvis in quanto superstar, con il backstage personale di Schilling nel rapporto tra lui e il Re. Scrive di momenti felici con Elvis, incluso quando è nata sua figlia Lisa Marie. La sua rabbia quando Schilling si trovò preso da donne alle quali era interessato anche Elvis e viceversa e le sue frustrazioni onnipresenti, vista l’impossibilità di interpretare film seri e portare avanti la sua creatività.

Estratti dal nuovo libro di Jerry Schilling "Me and a Guy Named Elvis: My lifelong Friendship with Elvis Presley”



“Conservo teneri ricordi. I bei momenti in cui Elvis era al culmine, quando era bellissimo e dava il meglio di sé. Ma ci sono certi ricordi che, ogni volta, mi fanno rabbrividire. Quei ricordi hanno spesso innescato un incubo, facendomi passare notti insonni”

“Red faceva già parte dell’entourage. Avevano l’abitudine di giocare a football nei fine settimana nel campo della Humes High School. Anche se Elvis prendeva il gioco sul serio Red mi raccomandò di non giocare duro, di non buttare mai Elvis a terra. Farlo sempre vincere. Queste erano le regole se volevo far parte della squadra”

“Nel momento in cui lo incontrai, mi resi conto che in Elvis c’era qualcosa di speciale. Era come se fosse nato per essere famoso. E anche Elvis pensava che la fama fosse il suo destino”.

“Elvis si riufiutava di suonare a casa la sua musica, “Chi ha messo su questa m…a?” gridò una volta quando, a Graceland, un invitato mise sul giradischi All Shook Up “ ricorda Schilling “Elvis era orgoglioso del suo lavoro ma per lui era il suo lavoro. Con la sua musica viveva fuori casa e non aveva bisogno di sentirla in casa sua!”

“ Il tribunale aveva assegnato a Priscilla la custodia di Lisa Marie, ma Elvis pensava che sua figlia sarebbe cresciuta molto meglio in una piccola città come Memphis, come era stato per lui, piuttosto che in una grande città come Los Angeles.
“Il mio peggior ricordo, ed il giorno peggiore della mia vita credo sia stato il giorno in cui Priscilla prese Lisa Marie, e se ne andarono da Graceland. L’immagine di quel giorno ancora mi ossessiona."

“Il 9 Ottobre 1973, dopo 5 anni di matrimonio Elvis e Priscilla erano divorziati. Fu Elvis a scegliere il divorzio, fu un gesto per salvare Priscilla da ogni imbarazzo, in quanto madre di sua figlia, Lisa Marie, che aveva solo 4 anni.”

“Per tutti noi fu un giorno molto triste. Ricordo Elvis, in piedi nella camera di Lisa Marie, in silenzio guardare Alberta (la cuoca di Graceland) che aiutava Priscilla a mettere i vestiti e i giocattoli di Lisa, nelle varie valigie….. Elvis non diceva niente, ma si vedeva il dolore nei suoi occhi”

“Improvvisamente, urlò a me e Joe (Esposito) di aiutare Priscilla a mettere i bagagli in macchina. Elvis non era in grado di portare fuori le valigie, da sè”

“Non consapevole di quanto stesse succedendo ai suoi genitori nella sua camera da letto, Lisa Marie giocava tranquilla e felice, insieme alla sua bambinaia, in giardino."

“Al fine di risparmiare a Lisa il dolore della loro separazione, Elvis e Priscilla le avevano detto che sarebbe andata via, con sua mamma, a Los Angeles, per una vacanza e lì avrebbe iniziato la scuola. Mi si ruppe il cuore vedere Elvis, un uomo che aveva tutto, improvvisamente perdere la persona più importante della sua vita: sua figlia”.

“Lisa era più importante della sua stessa vita e ora gli sarebbe stata portata via”

“Elvis era incredibilmente ingenuo sulle procedure del divorzio, perché mai nessuno aveva divorziato nella famiglia Presley. Inoltre non riusciva a capire perché Priscilla non era felice di essere sposata con lui. Dopo tutto lui le aveva regalato il mondo intero su un piatto d’argento, ma soprattutto non riusciva a capire perché Priscilla aveva bisogno di portare via Lisa dalla casa nella quale era cresciuta e dalla sua amata Graceland”

“Dopo giorni di discussioni, Priscilla lo convinse che Lisa sarebbe stata più felice con un genitore costante, piuttosto che uno che, per la maggior parte dell’anno, era sempre in viaggio. Con rammarico Elvis dovette ammettere che il suo stile di vita non era appropriato per crescere un figlio nella sua città.”

“Elvis stava in piedi guardando Priscilla che caricava la sua Mercedes blue. Priscilla piangeva e tremava!” scrive Schilling “Elvis prese Priscilla tra le sue braccia, la baciò dolcemente sulla bocca e disse “Cilla, di qualsiasi cosa tu abbia bisogno, ma veramente qualsiasi cosa, fammelo sapere”.

Fino all’ultimo, Elvis rimase composto, ma quando arrivò il momento di dare l’ultimo saluto a sua figlia, Elvis crollò e non appena abbracciò la sua amata Lisa scoppiò a piangere. La tenne stretta a lungo, dicendole a bassa voce “Fai la brava, Button-head (testolina)” (Button-head era il nomignolo che usava per Lisa) “Verrai a trovarmi spesso” disse Elvis cercando di rimandare indietro le lacrime. Poi cercando di mascherare la sua disperazione Elvis insisteva dicendole “Dì alla mamma che ti insegni ad usare il telefono, così puoi chiamarmi ogni giorno, okay”.

“Lisa Marie è sempre stata un bambina molto percettiva. Si rese conto che non era il solito saluto. Normalmente, Elvis diceva “Button-head vado via per lavoro. Cosa vuoi che il papà ti porti questa volta?”

Quel giorno era diverso e Lisa l’aveva capito. Lo guardò negli occhi e gli chiese “Stai piangendo, papà?” A quel punto, Elvis diede a Priscilla un’occhiata che di quelle che uccidono, poi consegnò Lisa alle braccia di sua mamma, girò i tacchi, e rientrò in casa, senza voltarsi.
Avevo già visto quello sguardo negli occhi di Elvis. E’ uno sguardo che, quando ci penso, mi fa, ancora, venire i brividi alla schiena…….. è uno sguardo di dolore, rabbia, disperazione e sofferenza.”

“Per il resto del giorno, fino alle 4 della mattina Elvis rimase chiuso nella sua camera. Non voleva mangiare e parlare con nessuno”.

“Noi eravamo molto preoccupati: Pensammo che forse si era preso un mucchio di quelle pillole per dormire. Di tanto in tanto, Joe ed io andavamo controllare e ascoltare dalla porta.
Una volta lo sentii imprecare, un’altra volta urlare, ma il più delle volte lo sentivo solo singhiozzare.”

“Adesso so che quel giorno fu l’inizio della fine per l’Elvis che avevo conosciuto e amato”

Nota in calce: Per quanto riguarda la mia personale esperienza ho sempre visto Elvis disponibile a parlare con me, quando avevo problemi. Mi ha sempre trattato come se fossimo uguali. Elvis era una persona molto profonda. Con me ammetteva le insicurezze che erano le stesse che avevo anche io. Mi disse che, per lui, le cose non erano poi, così diverse….. sicuramente il successo, la fama e il denaro gli avevano dato la possibilità di avere cose belle e comprarsi quello che voleva, ma non ha mai smesso di avere dubbi e paure.

Elvis era una persona che si prendeva molta cura di te. Ricordo che una volta ebbi un incidente in macchina (era il periodo in cui girava Frankie and Johnny).. Ero piuttosto massacrato, ma niente di serio. Quella sera ebbi difficoltà ad addormentarmi. In qualche modo, Elvis lo capì ed entrò nella mia stanza e stette con me a parlare, fino a che non mi addormentai.

Traduzione di Loretta Fornezza
http://www.grazielvis.it/forum2/showthread.php?t=2569


venerdì 13 novembre 2015

I'll Be There



I'll Be There
Words & Music: Bobby Darin
Recorded: 1969/01/22, first released on “Let's Be Friends”
Traduzione di Vali/g52

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“I'll Be There” - incisa da Elvis Presley martedì 23 gennaio 1969
Scritta da: Darin
Originariamente incisa da Bobby Darin nel 1959
Versione originale di Elvis Presley su: From Nashville to Memphis (4)

"I'll Be There" sembra essere il titolo di una canzone popolare, anche se le versioni di Ray Price (1954) e The Jackson 5 (1970) sono pezzi completamente diversi. Bobby Darin incise l’originala della canzone reale il 22 luglio 1959 per la Atco, ma non venne pubblicata fino a Luglio dell’anno successivo. Gerry & The Pacemakers (che ebbero anche una hit con "You'll Never Walk Alone") incisero questa track nel 1963, incluso il verso che Elvis Presley lasciò fuori: I'll miss you and in my dreams I'll kiss you/Then wish you luck in your new affair/So baby if you miss me/All you gotta do is call me/Don't you worry darling, I'll be there. (Mi mancherai e nei miei sogni ti bacerò/Poi ti augurerò buona fortuna nella tua nuova storia/Così, bambina, se ti mancherò/tutto ciò che dovrai fare sarà chiamarmi/Non preoccuparti, cara, io sarò là).



sabato 7 novembre 2015

Playing For Keeps




Playing For Keeps
Words & Music: Stanley A. Kesler
Recorded: 1956/09/01, first released on single

What's She Really Like



What's She Really Like
Words & Music: Sid Wayne/Abner Silver 
Recorded: 1960/04/28, first released on “G.I. Blues”
Traduzione di Vali/g52

Seconda Intervista a Kathy Westmoreland




D. Descrivi il tuo primo incontro con Elvis e com’era quel giorno. Joyce


KW: Ciao Joyce. 
Felton Jarvis ed io eravamo nella stanza del backstage, prima del primo spettacolo, quando alla mia sinistra uscì un uomo dall’ascensore, in calzoni color cammello, camicia, una giacca di pelle nera, capelli neri, ed occhiali, che mi facevano capire che nascondevano occhi che guardavo ovunque. Eravamo vestiti allo stesso modo…. Anche io ero vestita in color cammello e Felton esordì dicendo “Kathy, questo è Elvis….. Elvis lei è Kathy Westmoreland. E’ il nuovo soprano ed inizierà domani sera”
Lui sorrise (AVEVA CERTI DENTI!!)…. Ci siamo dati la mano e, molto caldamente disse “Molto piacere di conoscerti Kathy. Spero che lo show di stasera ti piacerà”.

Essendo alta 1,65 mi ritrovai a tirare il collo per guardare quest’uomo, che sembrava un motociclista appena sceso dalla sua Harley, per come stava li, in piedi nel suo 1 mt e 83 cm.
Ci mettemmo a ridere sulla nostra differenza di altezza, poi con Felton mi avviai verso la cabina del suono, mentre Elvis si diresse verso il suo camerino…….. A PREPARARSI…. E AVERE UNA FORMA FISICA PERFETTA PER CANTARE ….E PER ESSERE PRONTO PER QUALSIASI COSA!!!

D. Ci descrivi come fu trovarsi sul palco con lui, la prima volta.

KM: Ho preso il mio posto al centro ….. aspettavo…. Aspettavo che si abbassassero le luci e lui arrivò in un jump suit bianco, un DIO GRECO…. L’artista più bello e carismatico che io abbia mai visto ---- CHE TRASFORMAZIONE in pochi minuti! Assolutamente catturava il pubblico – altero come un pavone, ma amorevole come un gatto---- immediatamente prendeva il comando sull’intero pubblico. Oggi posso testimoniare che nessun artista ha mai avuto un dono così grande. E poi …. Poi ….. questo giovane uomo che si chiamava Elvis ……. Cantava… sì cantava, e la gente si addossava sul palco, spintonandosi l’un l’altro……. E lui cantava, e cantava, e cantava, con un’autonomia e una versatilità che nessun altro “Interprete di canzoni” aveva mai avuto prima.
Io ero talmente affascinata che, per i primi 10 minuti, mi sono dimenticata di “rivedere” la mia parte. E’ molto antiprofessionale, ma ero sotto shock per questo grande talento, che a dire la verità, nella mia vita musicale, non mi aveva mai toccato. Ed ero infastidita che nessuno ascoltasse veramente la sua voce e la sua capacità tecnica di cantare. Volevano solo vederlo, toccarlo, essere là. Tuttavia, mi sono ripresa, velocemente e iniziai a prendere le note dove lui si trovava oppure doveva esserci la voce del soprano.
Per i fans di Elvis era difficile da capire, ma per una cantante professionista quale ero io, una che aveva già lavorato con centinaia di cantanti, in quel momento mi sono resa conto che lui superava ed eclissava tutti coloro con i quali avevo lavorato. Per me era una LAVORO, un lavoro temporaneo (secondo la mentalità dei coristi di professione) e quindi dovevo lavorare.
Dopo il primo spettacolo, cercai, senza successo, di mangiare qualcosa e stare nella mia stanza ad ascoltare dei dischi, riguardandomi le pagine della parole. NIENTE MUSICA!! Solo PAROLE. NON mi piaceva questa cosa! Come avrei potuto imparare tutto, entro domani, parola dopo parola? Impossibile!! Dovevo solo “sorvolare, inventare e andare avanti” avevo una gran voglia di fogli su cui fossero scritte delle note, e con sotto le parole per imparare tutto perfettamente.
Poi al secondo spettacolo…. Come pensavo, avevo qualche idea dello schema che avrebbe avuto Elvis – bene…. lui cambiò totalmente tutta la scaletta dello show, tranne 3 canzoni: il pezzo di apertura, quello di mezzo e il pezzo di chiusura.

ACCIDENTI!!! Fu allora che capii che c’era un unico lavoro che dovevo fare…… STARE ALL’ERTA…. ESSERE PRONTA… ESSERE IN FORMA PERFETTA PER CANTARE….. ESSERE PRONTA PER QUALSIASI COSA!!!! Niente sulla terra sarebbe stato in grado di prepararmi per i giorni che seguirono. Quest’uomo….. questo mio nuovo datore di lavoro temporaneo ….. Elvis, …… stava cambiando la mia vita……… PER SEMPRE !!!

D. Cara Kathy, volevo solo sapere quali sono i tuoi migliori ricordi di Elvis? (Pastor)

KM: Ciao Pastor. Il suo sorriso, la sua risata, i suoi scherzi. Ne ho così tanti!! Ricordo anche la sua natura dolce e disponibile sulla quale ci sono grandi momenti. Troppi per elencarli qui. Ricordo anche la sua eccitazione quando studiava la Bibbia, bisbigliava il vero significato nascosto nelle scritture – poi il suo amore per la lettura e lo studio. Tuttora, i miei ricordi preferiti sono la sua risata esplosiva e la gioia che trovava in ogni giorno della vita.
Kat

D. Cara Kathy, tu racconti che Elvis morì perché aveva il cancro, non per problemi di droga. Perché Cilla dice che Elvis aveva problemi di droga? Lei dice chiaramente che è morto per abuso di farmaci. Nella sua storia ELVIS AND ME, ce lo fa apparire come un mostro.
Non ha forse iniziato a prendere pillole quand’era militare? Ciò rende difficile credere che sia morto di cancro. E’ stato detto che alcuni dei farmaci che prendeva possono gonfiare anche te, se ne prendi tanti, ma spero che tu ci dica la verità, perché noi lo amiamo e lo ameremo sempre. Io ho 32 anni. Avevo 6 anni quando iniziai ad amare la sua musica e i suoi films. Ritengo tu abbia una voce meravigliosa e un grande talento e che tu sia stata molto fortunata ad avere la possibilità di fare ciò che le persone più giovani non potranno mai avere. Essere presente al miglior concerto del mondo: un concerto di Elvis (DJ Jackson)

KW: Ciao DJ- No, io non ho detto che Elvis è morto di cancro, ho solo detto che lo aveva. Ma non è quello che lo ha ucciso, nonostante, e lo si può immaginare, abbia contribuito a farlo stare molto male.
Abusava delle prescrizioni, come è già stato detto ma aveva talmente tanti problemi di salute che quelle medicine sono state necessarie per allungargli la vita. Tieni bene a mente, che a quei tempi non esistevano i Betty Ford Clinics e NESSUNO DI NOI aveva idea che quelle prescrizioni mediche potessero essere pericolose.
E’ difficile da credersi, e siamo tentati di buttare tutto nella realtà concettuale di oggi. La cosa che ha confuso molti è che Elvis non ha mai rivelato di essere nato con una problema genetico al cuore, e non voleva che tutto il mondo sapesse che aveva la stessa scadenza di vita, che ha avuto sua mamma e all’intera famiglia di lei, ecc. Un lato del suo cuore era il doppio dell’altro lato, era già nato con un destino per la sua fine.
So che, alla gente, sembra strano che l’ex moglie di un uomo, non sia a conoscenza dei suoi disturbi fisici, ma è andata così. Tutti coloro che riportano che è morto per un’overdose di droga, lo dicono perché hanno avuto notizie di seconda mano, su di lui, da uomini che hanno lavorato con Elvis, e che avevano l’impressione e la convizione che prendesse farmaci su farmaci, senza sapere che Elvis soffriva di malattie molto serie.
Ne ho fatto la lista nelle pagine precedenti. E …. sì hai ragione: Elvis ha preso anfetamine per la prima volta quando gli furono date dall’esercito del U.S., per restare sveglio, al freddo, sotto la neve durante le manovre in Germania.
Kat

D. Ciao Kathy – La domanda che vorrei farti è questa: Elvis aveva una memoria fotografica? Sono stato a 30 concerti e tu hai una bellissima voce. Ai concerti avrei sempre molto parlare con te.
Mrs. Ramonda Brady, 60 anni, St. Louis

KM.
Ciao Ramonda – Che domanda terribile!! Sì, sì, sì Elvis aveva UNA MEMORIA FOTOGRAFICA!
Ammetto la mia invidia, quanto sarei disposta a strisciare per terra se riuscissi a ricordare tutto quello che dovrei.
Bastava che leggesse la pagina di un libro, UNA VOLTA, e sapeva ripeterla letteralmente, “parola per parola” . (Ridendo di questo suo straordinario dono, amava darmi un piccolo “spintone” molto simpatico. Io mi SENTIVO terribilmente gelosa, lo dico ridendo, naturalmente)
Questa memoria fotografica era certamente comoda per lui quando ascoltava qualcosa che poi avrebbe voluto interpretare. Non gli serviva ripassare. Ascoltava UNA VOLTA E LA SAPEVA immediatamente, poi la faceva con stili diversi per poi decidere come l’avrebbe eseguita.
Questo è UN REGALO DA SOGNO, del quale, chiunque sia nello show business, vorrebbe essere benedetto.
Kat

D. Kathy, su tutti i libri che sono stati scritti e le interviste rilasciate da quelli che sono chiamati gli “amici” di Elvis Prespley, io sono orgoglioso di Charlie perché NON ha mai voltato le spalle al suo amico.
So che, alle volte, Charlie ed Elvis si mascheravano e andavano in North Alabama a trovare la famiglia di Charlie per un po’ di meritato riposo.
Lo hai sentito anche tu?
Inoltre, credo anche di aver sentito dire che, nel 1975 o giù di lì, sotto altro nome e veste, Elvis fu ricoverato all’University Hospital di Birmingham per fare un trattamento (stomaco o colon?). Puoi confermarlo?.
Per quanto riguarda il gonfiore, mio fratello, mia sorella ed io abbiamo visto Elvis a Huntsville, nel giugno 1975 (aveva un aspetto meraviglioso) poi a Tuscaloosa nell’Agosto del 1976 (gonfio) e l’ultima volta a Birmingham, nel dicembre 1976 (di nuovo in splendida forma) e ho anche avuto la possibilità di essere ad un concerto dove suonava al piano e cantava “Unchained Melody”.
Kathy grazie per una risposta. Ti abbiamo seguita tante volte ai concerti in TV, nei video e in filmati che alle volte ci sembra di conoscerti. Cari saluti Janie.

KW: Cara Janie, grazie per la tua bella lettera. Non ricordo nulla riguardo il fatto che Elvis sia andato in ospedale a Birmigham, e nemmeno ho sentito che Charlie ed Elvis si siano camuffati per andare in Alabama. TUTTAVIA, questo potrebbe essere successo. Elvis, alle volte, SI CAMMUFFAVA quando voleva sentirsi libero di muoversi e divertirsi. Non era così limitato, come da molti è stato fatto credere.
Apprezzo molto i tuoi commenti riguardo il gonfiore. Sandi Pichon ha pronto un libro che andrà in stampa, che documenterà con delle foto, quello che tu stai dicendo. IL GONFIORE andava e veniva, di giorno in giorno! E’ pazzesco come la gente lo abbia definito grasso…… naturalmente, senza conoscere i fatti reali.
Uno come te ha potuto notare la differenza tra un giorno e l’altro, altrimenti sarebbe difficile spiegarlo e far conoscere la verità agli altri.
Grazie infinite!
Kat
D. Ciao Kathy, leggevo quello che hai detto a proposito di come era Elvis, veramente. E’ incredibile come riuscisse ad esibirsi. Dio lo benedica. Però la mia domanda è: Sicuramente Red e Sonny (che scrissero il lbro) e il Col. Parker sapevano che il loro “amico” aveva altri problemi che non erano solo “prendere dosi massicce di farmaci”, come hanno fatto vedere. (So che il Col non l’ha mai detto). Quando Elvis disse “Ne ho bisogno” ovviamente intendeva che aveva bisogno di medicine per andare avanti. Altrimenti il libro avrebbe dovuto aprirgli gli occhi…….. E’ una delle risposte più fuorvianti che il mondo abbia mai ascoltato! Barbara.

KW: Cara Barbara, grazie INFINITE per questa GRANDE DOMANDA! Purtroppo “l’ abuso di farmaci” esiste, più di chiunque altro ma quelli che potrebbero giurare sulla segretezza da parte di Elvis, non sanno assolutamente NIENTE dei seri problemi di salute per i quali soffriva. Nello Show Business è uno standard, di NON far sapere, quando hai una qualsiasi malattia che sia seria, poiché potrebbe avere degli effetti non solo sulla tua capacità di impegnarti con concerti, ma potrebbe anche turbare molto il pubblico e quelli che lavorano con te.
Elvis disse “Se viene fuori, una qualsiasi di queste cose…. come potrebbe divertirsi ll pubblico? Tutto quello che penserebbero è…… quanto durerà? Non godrebbe di nulla perché sarebbe ossessionato da quanto sono ammalato. Come ti sentiresti se tu stessi cantando con qualcuno che sai avere il cancro?” Comprensibilmente, è parzialmente responsabile di non aver voluto che nessuno facesse trapelare un qualsiasi minimo dettaglio. Lui sapeva ESATTAMENTE quanto tempo aveva, e non volle smettere fino al giorno della sua morte. Spero che questo ti abbia fatto capire qualcosa.
Kat

D. Ciao Kathy, ho sentito che hai il virus epstein-barr. E’vero? Non è una malattia del bacio. Chi hai baciato?? Oppure devo andare nel tuo sito per trovare la risposta? Nancy.

KW: Ciao Nancy!
Sì è vero! Si chiama virus epstein-barr, ed è una specie di mono nucleosi, ed è stata studiata dai maggiori fisici, per molti molti anni. Si hanno i sintomi della mononucleosi, ma è 1000 volte peggio. A quanto pare, avevo la mono già negli anni ’70 ma NON LO SAPEVO. Visto che per un lungo periodo mi sentivo stanchissima, il mio medico pensò avessi la mono, ma negli esami di quegli anni, non si riusciva a vedere.
Dio solo sa quanti milioni di persone in tutto il mondo hanno sofferto di dolori alle giunture, di una febbre che non se ne va mai, e si è sempre sentito dire che non c’era niente che non funzionasse!!! Da parte mia ho anche pensato che ci sia stata una forte possibilità che anche Elvis l’avesse….. Con tutte quelle donne del pubblico che baciava è stato VERAMENTE MOLTO A RISCHIO (Nancy, forse sei stata una di loro……. Magari l’ha preso da te? Heheheheh).
Sembra che io sia in “buona compagnia”, perchè ho saputo che l’elenco di chi ne è stato affetto ci sono Cher, Marie Osmond, Lisa Marie Presley, e altri.
Così se ti senti “oltre la stanchezza” e ti capita che sia stata diagnosticata una fibromialgia, MS, o cose simili, INSISTI con gli esami del sangue per l’EPSTEIN BARR. QUESTO VIRUS, SOLO DI RECENTE, E’ STATO UFFICIALMENTE RICONOSCIUTO. Inoltre fai attenzione e tieni sotto controllo il tuo sistema immunitario che ti può proteggere da contagi.
Grazie Nancy per questa domanda, perché ritengo estremamente importante dire qualche parola su questa malattia ampiamente diffusa e di cui ne soffrono milioni di persone, senza una vera spiegazione.
E sì……… effettivamente devi andare nel mio sito per trovare chi ho baciato per ultimo.LOL
Kat

D. Cara Kathy, Ho appena letto la tua risposta alla domanda riguardante la salute di Elvis. Non sapevo che fosse così malato e, nonostante questo, continuasse ad esibirsi per tutti i suoi fans. Lui è realmente una delle persone più sorprendenti del 20° secolo.
Vorrei sapere una cosa: nonostante tutta questa sofferenza e i dolori, è stato comunque felice qualche volta? C’era qualcosa che gli dava quella stessa gioia che lui dava ai suoi fans? Mi sento così male per lui, non ho mai potuto vederlo ad un concerto perché, quando morì, avevo solo 4 anni, ma sento un gran desiderio di sapere se c’era qualcosa che lo rendeva felice. Per tutta la vita, lui è’ stato il mio eroe e continuerà ad esserlo fino al giorno che lascerò questo mondo per vedere un grande concerto di Elvis in cielo!!!!
Grazie di permettere, a noi giovani fans, di conoscere una parte diversa di lui. Ci aiuta a sentirci come se l’avessimo incontrato, anche noi, almeno una volta. Abbi cura di te e spero che ci incontreremo a Memphis!!
TCB Claire

KW: Cara Claire, grazie della domanda! Per me è una cosa importante.
Elvis NON aveva quella personalità “depressa”, come è stato rappresentato!! Almeno non fino alle sue ultime ore buie! Rideva e, in qualunque modo si sentisse, trovava sempre come divertirsi. Naturalmente, come qualsiasi altro essere umano che sta morendo, e lo sa, e si sente male, ha avuto dei momenti di tristezza. Ma questi brevi momenti erano assolutamente normali!!. Non so da dove sono uscite queste storie di una persona molto depressa, se non da qualcuno che non lo vedeva spesso, ma gli capitava di arrivare in uno di quei momenti in cui non stava bene. Ed così ha riportato questa storia!! Il 99% delle volte Elvis rideva, scherzava! Aveva una speciale capacità di trovare lo humor in ogni cosa. ADORAVA Lisa – numero uno – e se ricordi, la notte prima che morisse, ha persino giocato a racquet ball e cantato accompagnandosi con il pianoforte (altri due suoi grandi amori).
Kat

D. Ciao Kathy, C’è un posto dove posso comprare il tuo libro sulla storia tra te ed Elvis. Ho cercato in un magazzino dell’usato, ma non sono stata fortunata. Hai qualche suggerimento? Jo Ann Sitler.

KW: Cara JoAnn grazie per la domanda. Forse questa è una di quelle domande che mi faccio più spesso. Il mio libro, nella sua prima pubblicazione non è più disponibile, Tuttavia, il mio nuovo libro è quasi finito di stampare, finalmente. Questo includerà anche tutte le storie vecchie e molto di più. Nuove foto, storie che, nel precedente, non sono state messe. E questo sarà disponibile ad un prezzo NORMALE! Ho sentito dire di persone che, in quanto collezionisti, hanno comprato copie USATE del mio libro a prezzi esorbitanti, DA PERSONE CHE L’AVEVANO COMPRATO IN ORIGINALE!!! E-bay, $90/$100 e su Amazon da $ 367,50 fino a $ 450,00.
Tieni conto che NON SONO IO CHE LI VENDO!!!! Penso che ci siano persone che hanno comprato la vecchia versione, numerata e firmata anni fa, e l’hanno rivenduta adesso. Puoi trovare una copia nelle librerie locali. Per averne una copia, LA County ha una lista d’attesa da parecchie settimane.
Kat

D. Ciao Kat, mio padre vorrebbe sapere se tuo padre era il Generale Westmoreland???. Non l’ha conosciuto, ma sa la sua storia…… Così ci siamo stupiti. Kimberly.

KW: Ciao Kim. 
Buona domanda e quanto si deve essere meravigliato tuo padre !!! No, il Generale William Westmoreland non è mio padre, ma siamo parenti!! Questo potrebbe essere anche capovolto, credo di dover fare una ricerca con alcuni miei parenti. Il nonno del Generale Westmoreland e il padre di mio padre (o nonno….. di questo sono sicura) ERANO FRATELLI. Perciò secondo i calcoli di famiglia, noi eravamo quarti cugini o qualcosa del genere. Lui aveva una figlia che si chiamava Kathy (Kathryn, credo, e io sono Kathleen), così questo ha creato confusione. L’hanno chiesto spesso ed ora, forse, è un po’ più chiaro. Cercherò di trovare maggiori dettagli. So che la sua famiglia e quella di mio padre, originariamente, erano della stessa zona del paese. Nord e Sud Carolina, anni addietro, prima ancora della migrazione verso gli Stati Uniti.
Kat

D. Cara Kathy, è vero che Elvis morì per cancro alle ossa? E’ vero che te l’hanno Charlie Hodge e il Dr. Nick nel 1976 o 1977? E’ vero che Elvis ha avuto 3 attacchi di cuore prima dell’ultimo? Ray Covey

KW: Caro Ray, sì Elvis aveva un cancro alle ossa. Me l’ha detto lui stesso quando l’ho incontrato la prima volta nell’agosto 1970. Anche i medici lo dissero a tre di noi, il giorno del funerale, ed è stato confermato dall’autopsia. Si era allargato in tutto il suo corpo, ma NON L’HA UCCISO. Questo però gli causava forti dolori e stanchezza.
Quando il cancro si espande alle ghiandole, causa anche gonfiore. Elvis si gonfiava per più di una ragione. NON ERA GRASSO !!!! Aveva RITENZIONE IDRICA causati dai disturbi di insufficienza cardiaca, la diffusione del cancro alle ghiandole e il colon spatico attorcigliato. Quando toccavo le sue mani, rimanevano le impronte del tocco. Le guardava, le fissava e diceva…. “guarda, di nuovo gonfio, di nuovo pieno di…. acqua”. Diceva che essere a conoscenza che alcuni lo definivano GRASSO, lo faceva soffrire moltissimo. Un giorno appariva gonfio (che è quello che i giornali mostrano, in particolare i tabloid) e il GIORNO SUCCESSIVO, appariva normale, snello (cosa che i media NON HANNO MAI DOCUMENTATO). Questo sarà evidenziato e dimostrerà che è vero, in un nuovo libro che sta per uscire. E’ il libro di un fan, un caro amico. Sandi Pichon, che ha seguito i nostri tours e ha fatto foto giorno dopo giorno. Presumo che, tristemente, la storia sia ancorata in questa falsa immagine, per un uomo storicamente così importante. Per quanto riguarda GLI ATTACCHI DI CUORE…. S’, ne ha avuti almeno TRE prima della sua morte. Uno è successo quando stavo con lui a Baltimore, Maryland. Si rifiutò di andare in ospedale…… “stare là e “aspettare di morire” diceva “Voglio morire sul palco”.
Elvis soffriva anche di anemia perniciosa (il suo corpo non riusciva a metabolizzare la vitamina B), diabete, GLAUCOMA che gli provoca tremendi mal di testa e convulsioni (infiammazione del cervello causate da tutte queste malattie ….. Se leggi, con i disturbi che le convulsioni provocano, una persona APPARE COME SE FOSSE UBRIACA O DROGATA. CONTROLLA E VEDRAI CHE LE “CONVULSIONI EPILETTICHE O DISTURBI DI CONVULSIONE. FANNO APPARIRE LA PERSONA DROGATA O UBRIACA, in molte occasioni.
Inoltre Elvis e suo padre soffrivano di sonnambulismo ….. quando Elvis era bambino, si trovò all’esterno con il capotto. Era così imbarazzato. Doveva avere sempre qualcuno che vigilasse la porta della sua stanza così non sarebbe uscito in pigiama! Io, molte volte l’ho preso, mentre faceva cose simili. Poteva sbattere contro qualcosa e farsi male. QUESTO ERA UN DISTURBO CLINICO DEL SONNO …….. perciò le pillole per dormire lo aiutavano in questo senso e ricorda che ALLORA nessuno sapeva quello che sappiamo ADESSO…. In merito ai danni di alcune prescrizioni mediche (lui ne prendeva 5-6 diverse) Non c’erano CLINICHE BETTY FORD A QUEL TEMPO! A quei tempi, era implicito aver fiducia nei medici.
Elvis ODIAVA LE DROGHE ILLEGALI e veramente avrebbe voluto essere un medico. Aveva una fiducia TOTALE in loro. In difesa dei medici che curarono Elvis, devo dire che QUELLA VOLTA, NEMMENO LORO SAPEVANO DELLE CONSEGUENZE E DEI DANNI !!!
Grazie della domanda fantastica. Mi auguro sinceramente che il mondo intero voglia veramente sapere LA VERITA’ e non solo lo scandaloso trash su tutti.
E’ una cosa che mi addolora tuttora.
Kat



Traduzione di Loretta Fornezza
http://www.grazielvis.it/forum2/showthread.php?t=2553