★★★ THIS IS ELVIS ★★★: 2015

martedì 29 dicembre 2015

sabato 26 dicembre 2015

martedì 22 dicembre 2015

2 . Intervista a Charlie Hodge


Charlie Hodge 14 Dicembre 1934 – 3 Marzo 2006


Questa intervista è il risultato di una chiaccherata informale con Charlie Hodge, davanti a qualche drink durante l’Elvis Week del 1986. Non era mai stata pubblicata su Internet

D. Charlie, per quei fans che non ti conoscono, quando hai incontrato Elvis per la prima volta?

CH. Fu a Memphis nel 1956. Io ero famoso con i miei Foggy River Boys ed Elvis venne nel backtstage quando eravamo in tour al Red Foley’s Ozrak Jubilee. Era con suo cugino, Billy Smith. Parlai con Elvis e Billy del mondo musicale e ci raccontammo storie. Elvis mi disse che mi vedeva ogni settimana al Red Foley’s Ozrak Jubilee. Era un programma televisivo di Springfield, Missouri, molto popolare, andava in onda il sabato notte. Dopo di chè, la volta successiva incontrai Elvis nell’esercito.

D. Raccontaci un po’

CH. Elvis ed io entrammo nell’esercito nello stesso periodo, ma non eravamo nello stessao distaccamento. Quando scoprii dov’era, andai a cercarlo e gli ricordai chi ero. Dissi “Sono Charlie Hodge. Ero il primo cantante dei Foggy River Boys”.
E lui disse “Ciao, ti guardavo sempre alla tv il sabato sera” E’ nata subito un’amicizia naturale, perché, per molti aspetti eravamo simili. Entrambi amavamo la musica, entrambi volevamo far parte di un quartetto Gospel, conoscevamo le stesse persone nel campo gospel, in quello del country. E cantammo canzoni gospel insieme mentre eravamo in viaggio verso la Germania.

D. Elvis fece corsi di karate durante il servizio militare. Che cosa ricordi circa il suo interesse per le arti marziali?

CH. Quando eravamo in Germania, Elvis venne a sapere che il campione di Karate, Jurgen Seydel era in Germania. Organizzò un incontro con Jurgend e iniziarono a fare training. Come ho scritto nel mio libro “Me ‘n Elvis”, il karate era un’arte che catturò la passione di Elvis. Elvis e Jurgen divennero molto amici e lavoravano insieme nei fine settimana. Anche Rex Mansfield, che era con noi in Germania, dava lezioni ed Elvis, quando Jurgen non c’era, si esercitava con lui,.

D. Elvis era un grande fan di Mario Lanza?

CH. Elvis amava tutta la musica. Voleva anche conoscere come nasceva un pezzo, su come certi cantanti e musicisti facessero certe cose. Era un grande, grande fan di Mario Lanza. Guardava film come The Student Prince più e più volte. Gli piaceva soprattutto come Lanza impostava la potenza della sua voce e le note che riusciva a raggiungere. Credo che ad Elvis sarebbe piaciuto essere un cantante d’ opera. Pensa come sarebbe cambiata la storia della musica!

D. Charlie racconta della vita a Graceland.

CH. Lasciami dire quanto Elvis amasse Graceland. Era la sua isola, lontano dal mondo dove poteva vivere con la sua famiglia e i ragazzi. Sono stato molto fortunato ad aver vissuto là fino a dopo la sua morte. Ricordo che Elvis girava per Graceland cantando. Lo ascoltavo e recepivo la sua armonia. Alle volte non eravamo nemmeno nella stessa stanza.

D. Lui amava anche le Hawaii

CH. Hai detto bene. Elvis era solito dire che, gli abitanti delle Hawaii erano tra i più socievoli che avesse mai incontrato. Amava le loro abitudini e la loro tranquillità. Poteva andare là e loro non lo avrebbero disturbato come, invece, sarebbe successo in qualsiasi altra parte. Andavamo alle Hawaii per le vacanze, per rilassarci sulla spiaggia e giocare e nell’acqua. Elvis non amava molto nuotare ma sicuramente gli piaceva giocare con l’acqua. E lì naturalmente fece il famoso concerto Aloha from Hawaii, il primo concerto via satellite diffuso in tutto il mondo. Oltre un miliardo di persone hanno guardato lo show. Uno dei suoi programmi televisivi preferiti, Hawaii 5-0, era ambientato alle Hawaii, ed Elvis era un fan del protagonista, Jack Lord. Elvis andò a conoscere Jack nel backstage durante uno dei suoi show a Vegas. Poi ad Elvis piaceva anche il Brian Keith Show, e anche questo era girato alle Hawaii. Guardava qualsiasi cosa che gli ricordasse uno dei suoi luoghi freperiti.

D. Quanta TV guardava Elvis?

CH: Elvis era capace di essere un teledipendente. Aveva un televisore in ogni stanza di Graceland e 4 nella stanza della TV, così poteva guardare tutti i canali. Gli piaceva guardare sport e molto le commedie come Lucy e The Beverly Hillbillies. Gli piacevano anche e moltissimo i film di guerra. Ammirava John Wayne e Patton era uno dei suoi film preferiti in assoluto. Però, se girava un film oppure era in tour, non riusciva a guardare molta televisione.

D. Charlie…….. Elvis e Priscilla

CH. Ho letto un sacco di cose sbagliate su Elvis e Priscilla. Elvis l’amava, me lo disse un sacco di volte. E anche se non voleva sposarsi. Quando lo fece, fu perché lei era l’amore della sua vita. Inizialmente tutto andò bene con Priscilla, ma dopo un po’, penso che lei volesse passare più tempo con Elvis e noi stavamo sempre intorno. Puoi capire che, anche se a noi, quella volta, non garbava questa cosa, è naturale che lei volesse restare sola con suo marito.
Priscilla era gentile con noi. Sapeva essere dura quando lo voleva e questo, di solito, succedeva quando tutto il gruppo dei ragazzi pretendeva di dare ordini su cosa mangiare, come se Graceland fosse un ristorante o un hotel. Diceva sempre: “Questo non è un ristorante” (ride). Io ho vissuto a Graceland, quindi credo di conoscerla meglio di chiunque altro.

Intervista a Charlie Hodge


Intervista realizzata dall'Elvis Information Network a Charlie Hodge nell'86.

Ein: Per i fans che non lo sanno, quando hai incontrato per la prima volta Elvis?

c.h.:è stato a Memphis nel ’56.Stavo andando alla grande con i miei Foggy River Boys e Elvis venne nel backstage durante il tour di Red Foley Ozark Jubilee.Era insieme a suo cugino Billy Smith.Ho parlato con loro del panorama musicale e ci siamo scambiati degli aneddoti .Elvis mi disse che mi guardava ogni settimana all’Ozark jubilee.Era un programma televisivo popolare che andava in onda il sabato sera a Springfield, Missouri,. Dopo questo primo incontro l’ ho rivisto durante il militare.

Ein:Raccontaci…

c.h.:Elvis e io siamo stati chiamati alle armi nello stesso periodo, ma facemmo il car in posti diversi.Quando scoprii dov’era andai da lui e gli dissi:”Sono Charlie Hodge. Ero il cantante solista dei Foggy River Boys.” Lui disse:” Hey amico, ti guardavo ogni sabato sera alla tv.” Tutti e due amavamo la musica, tutti e due volevamo cantare in un quartetto gospel, e avevamo le stesse conoscenze nell’ambiente del gospel. E conoscevamo la stessa gente nell’ambito country. Abbiamo cantato gospel durante il viaggio verso la Germania.Ero l’unico che aveva studiato musica fra i ragazzi e penso che Elvis avesse bisogno di avere vicino qualcuno che gli piaceva e che fosse anche un musicista.”

Ein:Elvis ha iniziato a praticare karate durante il servizio militare. Cosa ricordi di questa passione?

c.h.:quando eravamo in Germania Elvis aveva sentito parlare del campione di karate Jurgen Seydel , che si trovava in germania anche lui. Organizzò un incontro con lui e iniziarono gli allenamenti.Come ho scritto nel mio libro, ME’n’Elvis, il karate era un’arte fisica che catturava la sua passione.Elvis e Jurgen divennero molto vicini e si allenavano durante i weekend. Rex Mansfield, che era in germania, prese lezioni anche lui ,e quando Jurgen non c’era Elvis si allenava con lui.

Ein: Elvis era un grande fan di Mario Lanza?

c.h.:Elvis amava tutta la musica. Voleva semre sapere di pià su come la musica nasceva, su come alcuni artisti facessero determinate cose.Ed era un grande, grande fan di Mario Lanza.Guardava alcuni film tipo “Il principe studente” innumerevoli volte.Gli piaceva soprattutto come Lanza proiettava la sua voce potente e le note che riusciva a raggiungere.Penso che Elvis avrebbe amato essere un cantante d’opera. Immaginate come questo avrebbe potuto cambiare la storia della musica!”
ein:Charlie, parlaci della vita a Graceland.
c.h.:Lasciati dire che Elvis amava Graceland. Era la sua isola lontana dal mondo dove poteva rilassarsi con la famiglia e i ragazzi.Sono stato molto fortunato per aver vissuto lì fino alla morte di Elvis.Ricordo che Elvis girava per Graceland e cantava.Io lo sentivo e iniziavo a cantare con lui. A volte non eravamo nemmeno nella stessa stanza!”

Ein:Elvis amava anche le Hawaii

c.h.:E’ vero. Diceva che il popolo hawaiano era tra i più ospitali che ci fossero.amava i loro usi e il loro senso di pace.E poteva andare lì senza venire inseguito , come succedeva in tutti gli altri posti.siamo andati alle Hawaii per una vacanza, per rilassarci sulla spiaggia, giocare sulla sabbia e in acqua. Elvis non amava molto nuotare, ma gli piaceva molto giocare in acqua.!
E poi naturalmente alle Hawaii si è tenuto il famoso concerto Aloha from Hawaii, il primo concerto ad essere trasmesso via satellite, visto da oltre un miliardo di persone!
Uno degli show preferiti di Elvis si girava alle Hawaii, Hawaii 5-0. Elvis era un fan della dtar, jack lord.Una volta lo ha incontrato nel backstage dopo un concerto a las vegas. A Elvis piaceva anche il “Brian Keith Show”, sempre girato alle Hawaii. Qualsiasi cosa gli ricordasse il suo posto preferito.

Ein:quanta tv guardava?

c.h.:Elvis poteva essere un maniaco della tv. Aveva tv in ogni stanza di Graceland e quattro nella tv room , così da poter guardare ogni canale.Gli piaceva guardare lo sport e gli piacevano molte commedie tipo the Hillbillies e Lucy(lucille ball ndt) . Ammirava anche John Wayne e Patton era uno dei suoi film preferiti.Molte volte però, quando stava girando un film o quando eravamo in giro in your, non guardavamo molta tv. 

Ein:Charlie..Elvis e Priscilla

c.h.ai che ho letto molte cose false su di loro. Elvis amava Priscilla, me l’ha detto molte volte.Anche se probabilmente non voleva sposarsi quando l’ha fatto lei era l’amore della sua vita.All’inizio andavamo tutti d’accordo con Priscilla ma dopo un po’ penso che lei pretendesse che Elvis le dedicasse più tempo, mentre noi eravamo sempre intorno.Questo si può capire , anche se al momento a noi non piaceva. E’ normale voler passare più tempo con il proprio marito.
Priscilla è stata brava con noi.Avrebbe potuto essere dura in alcuni momenti, e mi riferisco ad esempio quando i ragazzi arrivavano e iniziavano a dare ordini al cuoco , come se Graceland fosse un ristorante o un albergo.Io vivevo a Graceland quindi penso di conoscerla meglio di tanti altri.

Ein:Il colonnello?

c.h.; Il colonnello era un personaggio. Ci andavo d’accordo e lui era solito intrattenerci con storie del suo periodo di giostraio.Gli piaceva molto raccontare le sue storie ad Elvis e ai ragazzi quando si era a tavola. Fumava un grosso sigaro e ci raccontava storie che ci aveva già raccontato centinaia di volte.Ma era un intrattenitore nato e ci faceva ridere. Non era l’orco che molte persone dicono.
Una delle sue storie preferite era quella del trucco dell’hot dog.l’hot dog che spariva. Il colonnello buttava un hot dog per terra, tra la polvere, di fronte al bancone dove i clienti erano in fila per comprare un hot dog. L’uomo degli hot dog prendeva un panino e ci metteva senape o ketchup, ma non il wurstel e lo dava al cliente. Ovviamente il cliente faceva notare che mancava il wurstel, e allora l’uomo gli indicava la salsiccia per terra e diceva:”Eccola, ti deve essere scivolata!” Il colonnello poteva essere un duro, ma era anche di compagnia. Molte volte le sue storie ci facevano morire dal ridere, era un intrattenitore nato! Non era una persona con cui provare a fare il furbo. Poteva essere molto, molto duro se c’era qualcosa che non lo convinceva, ma normalmente era una persona giusta.

Ein:La memphis mafia. Andavate d’accordo?

c.h.:andavamo molto d’accordo.Ridevamo, piangevamo,facevamo feste, scherzavamo.come succese in tutti i gruppi di persone che vivono e lavorano insieme c’erano dei momenti di tensione, che però si smorzavano subito.E’ stato un periodo pieno di divertimento, sono stati di più i momenti belli che quelli brutti.
C’erano molti membri della MM .Alcuni ne facevano parte dall’inizio , altri si sono aggiunti in seguito, altri ne sono entrati e usciti diverse volte. Elvis sapeva che gli piaceva e chi voleva nel gruppo.

Ein: Elvis dava ai membri della MM dei soprannomi. Qual’era il tuo?

c.h.:ne avevo più di uno ma il principale era “piedegirato”. E’ un nome molto conosciuto nell’ambiente country negli stati sud degli stati uniti.Jeerry Schilling era “cougar” , Joe era “leone”, a volte “joediamante” , Lamar era “Buddha” o “culo lardoso” per via della sua stazza.Elvis ha sempre amato dare i soprannomi, per lui credo che dimostrasse quanto era vicino alle persone . ed era anche un modo per sentirsi parte del gruppo , con un linguaggio sconosciuto a chi non ne faceva parte.Molti dei soprannomi che Elvis dava erano influenzati dal suo amore per il karate. 

Ein:Elvis bevevo e fumava?

c.h.:Elvis toccava raramente alcol.Non lo interessava. Quando era giovane ogni tanto fumava.Ci sono alcune foto di lui con una sigaretta.Alla fine degli anni ’60 gli piaceva fumare sigari. C’erano molte fasi come queta, in cui si appassionava a qualcosa e poi, prima che te ne accorgessi, accantonava tutto per passare a qualcosa di nuovo.

Ein: Charlie, le pillole?

c.h. :Sono state dette molte cose cattive, false, se Elvis e le cosiddette droghe.Molte persone, specialmente i media, vogliono discreditarlo. Elvis non ha mai preso le droghe di strada. Le disprezzava e disprezzava gli spacciatori che ne alimentavano il traffico. Sì,Elvis prendeva medicinali, ma gli venivano prescritti dal dr. Nick.Ed erano per patologie di cui Elvis realmente soffriva.
Non solo, Elvis sapeva tutto sulle interazioni che c’erano tra le medicine che prendeva, aveva una copia della guida per i farmacisti sempre con lui.Se avesse voluto sarebbe potuto diventare un farmacista, sapeva così tanto sui medicinali e sulle interazioni che c’erano fra i diversi tipi. Era un ‘enciclopedia medica ambulante.

Ein. Si sa che il colonnello era un giocatore d’azzardo. E Elvis?

c.h.:A Elvis non interessava giocare d’azzardo. Avrebbe potuto farlo quando era annoiato per passare il tempo.Ma non ha mai giocato tanto.MI ricordo una volta a Las Vegas che ha messo una moneta da un dollaro nella slot machine e ha vinto il jackpot da 100 dollari; ha continuato a giocare e ogni due , tre tiri , riprendeva il jackpot da 100 dollari.Si è scoperto che la slot era guasta. I responsabili si sono innervositi , ma non riuscivano a farlo smettere di giocare , continuava e continuava, si stava divertendo troppo!

Ein: Pensi che Elvis avrebbe sposato Ginger Alden?

c.h.:Bè, erano fidanzati. Lo confermo. Ma se Elvis l’avrebbe poi sposata non lo so, io credo di no. C’erano delle tensioni fra di loro quando lui è morto.

Ein. Il fatto che Elvis non abbia mai realizzato un tour in Europa è una delle parti più frustranti nella sua storia. Cosa ci puoi dire al riguardo?

c.h.:Amico, il tour europeo era veramente una cosa che stava a cuore a Elvis. Voleva tanto esibirsi in Europa , specialmente in Francia e in Germania perché aveva dei bellissimi ricordi di tutti e due i paesi. Voleva ripagare la gente per la loro ospitalità , e poi ovviamente voleva anche andare nelle altre nazioni europee. Ci sono così tante offerte per far esibire Elvis in altre nazioni che non abbiamo mai saputo veramente perché il colonnello le abbia sempre rifiutate. Eravamo soliti parlare del perché non fosse mai accaduto. A volte il colonnello diceva perché c’erano problemi legati alla sicurezza, altre volte diceva che gli stadi non avevano un’acustica buona,altre volte che i biglietti avrebbero avuto un prezzo troppo alto.Questo dava molto molto fastidio a Elvis. Più di una volta è diventato furioso al riguardo. 

Ein: Hai recitato in diversi film di Elvis; com’è stata quest’esperienza?

c.h.:Ho avuto una piccola parte in Clambake, Speedway e Stay away, joe. Tagliavo i capelli al padre di Elvis in Clambake e lui non stava fermo. Era una scena divertente. James Gregory interpretava il padre di Elvis nel film. La maggior parte dei ragazzi è apparsa in uno o due film. Elvis adorava girare film e anche se verso la fine delle riprese iniziava ad essere stanco , la maggior parte del tempo ci divertivamo sul set. Alcuni dei registi non approvavano il modo in cui scherzavamo sul set, ma la maggioranza capiva che era un modo per lasciar andare la tensione e la frustrazione di un giorno noioso di riprese.Ed era Elvis che solitamente dava il via al tutto. Era veramente un tipo che amava fare scherzi. Era il suo modo per allentare la tensione causata dalla noia e dalla pressione.
Era lo stesso quando eravamo in tour. Era faticoso, e la noia poteva arrivare velocemente. Così gli scherzi tenevano alto il morale di tutti . J.D. Sumner era terribile anche lui: adorava gli scherzi , basta non avessero lui come bersaglio!
Elvis aveva avuto un incidente prima di iniziare le riprese di Clambake e , sebbene non sia stato uno dei suoi film preferiti , ci siamo sicuramente divertiti durante le riprese. Mi ricordo una mattina che sono arrivato sul set e , splash , sono stato accolto da un secchio d’acqua in testa!Non ho fatto in tempo a guardare in alto che me ne hanno tirato un altro!La mia maglietta era zuppa così l’ho tolta e l’ho messa vicino a un termosifone per farla asciugare. Ho preso un’altra maglietta dal guardaroba e ogni tanto andavo a controllare se la mia fosse asciutta. Ma non si asciugava, e non capivo il perché. Poi a un certo punto ho guardato dietro l’angolo (ride) , e ho visto Elvis con un estintore che continuava a tenerla bagnata!
Arthur Nadel era il regista di Clambake ed è stato colpito talmente tante volte dai mortaretti che alla fine veniva sul set con un elmetto nazista!
La troupe comunque si è vendicata su Elvis una volta. Era la fine delle riprese di That’s the way it is . Il regista era sempre Arthur Nadel. Non appena ha urlato “fine”Elvis è stato colpito, e così tutti quelli vicino a lui, da centinaia di torte. Si è creato un macello, e c’erano così tanti pezzi di torta per terra che il pavimento era diventato molto scivoloso e la gente ha cominciato a cadere. Anche se in questo caso Elvis era il bersaglio dello scherzo, si divertiva un mondo!

Ein: Ti pagano ancora le royalties per i tuoi ruoli in Clambake, Speedway e Stay away, joe , Charlie?

c.h.(ride) magari! Date tutte le volte che i film di Elvis passano in televisione, sarei ricco se mi avessero dato anche solo un dollaro per ogni passaggio!
Ein: charlie, ti ringrazio molto per aver parlato con noi
C.h.: grazie a voi.


Traduzione di Loretta Fornezza
http://www.grazielvis.it/forum2/showthread.php?t=3174

domenica 13 dicembre 2015

Love Song of the Year



Love Song of the Year
Words & Music: Chris Christian
 Recorded: 1973/12/12, first released on “Promised Land”

venerdì 11 dicembre 2015

Put Your Hand in the Hand


Put Your Hand in the Hand
Words & Music: Gene Maclellan
Recorded: 1971/06/08, first released on “Elvis Now”

giovedì 10 dicembre 2015

Elvis Presley - Latitudine Nord (Il Podcast)


http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-a2002d14-5df1-452a-96f8-0fa31fc4218a-popup.html# Latitudine Soul - Elvis Presley (2a parte) 10/12/2015correlatimail to 00:00:00 00:19:02 pop-upembed Attore, musicista, tra più celebri cantanti di tutti i tempi, fonte di ispirazione per musicisti e interpreti di rock and roll e rockabilly. Elvis Presley raccontato dall'inconfondibile voce di Luca Ward.

Sam Phillips - Latitudine Soul Podcast

Dalla trasmissione su Rai Radio Uno il podcast di Latitudine Soul 
dedicata a Sam Phillips 


mercoledì 9 dicembre 2015

Dal libro "Elvis - Straight Up!" di Joe Esposito

Dal libro "Elvis - Straight Up!" di Joe Esposito

PERCHE' IO?

Ho incontrato Elvis Presley per la prima volta sotto le armi nel 1958 ed ho iniziato a lavorare per lui poco dopo il congedo di entrambi nel 1960.
Finchè non è morto 17 anni dopo, la mia vita ha ruotato letteralmente intorno a lui, e l'incredibile, bizzarro, pazzo mondo in cui lui viveva è diventato anche la mia esistenza. E' stato un viaggio pazzesco. A parte qualche periodo di tensione, però, amo ogni minuto di quei tempi.
Per oltre 30 anni mi sono state fatte innumerevoli domande da persone di tutte le età da ogni parte del mondo. Questo sembra significare che non c'è dettaglio della vita di Elvis a cui le persone non siano interessate. Nel corso degli anni, ho tentato di essere il più sincero possibile nel dare le mie risposte. Non c'è dubbio che Elvis fosse un artista unico e intelligente, pieno di talento. Ma era anche una persona...
Nel periodo subito dopo la sua morte, mi sono ritrovato a dover rispondere ad alcune tra le domande più difficili riguardo la sua vita, e così sono arrivato alla decisione di dire la verità nel miglior modo possibile.
Ci si deve rendere conto che io ho vissuto con Elvis per 17 anni. E' molto tempo. E stare con Elvis non era un lavoro dalle 9 alle 5, credetemi. La richiesta dello stile di vita di Elvis voleva dire essere disponibili 24 ore al giorno, 7 giorni la settimana. 
Non potevi mai sapere da un giorno all'altro quale avventura ci avrebbe portati a vivere, o quanti km avremmo dovuto percorrere per soddisfare uno dei suoi bizzarri desideri o elaborate richieste.
E' successo così tanto durante quegli anni. Elvis era talmente sempre di corsa che è difficile a volte ricordare in quale momento è successo un dato evento.
Ho tentato in passato di mettere i miei ricordi su un libro, ma è davvero una prospettiva non realistica.
Come posso mettere 17 anni di vita ed esperienze con Elvis Presley in 200 o 300 pagine?
Beh...vi dico che non si può! Ci vorrebbero centinaia di libri solo per avvicinarsi. Può sembrare pazzesco, ma è stato proprio il dilemma che ha ispirato la serie "Elvis - Straight Up". 
Ora non vi prometto che usciranno davvero centinaia di libri, ma una serie permette molta più libertà nell'elaborare una grande varietà di storie molto più dettagliate.
Sono entusiasta di lavorare con il noto scrittore e storico di Elvis Joe Russo come mio collaboratore.
Joe possiede la grande abilità di catturare l'emozione e l'intensità del vivere con Elvis, quasi facendo rivivere il momento in cui i fatti sono accaduti.
Mi ha aiutato a far uscire dalla mia memoria attempata i dettagli di quegli anni con Elvis, così da poterli dare ai fans di tutto il mondo.
Non è stato per sollevarmi dalle mie responsabilità o per sollevare Elvis dalle sue. Ciò che viene scritto qui è ciò che realmente è accaduto, nel bene e nel male.
Vorrei iniziare dando una breve descrizione di cosa penso Elvis Presley fosse destinato a fare.
Prima di tutto vorrei chiarire una cosa. Elvis Presley possedeva una magia e un potere molto speciali, non solo come artista, ma anche come essere umano.
Come artista, non ce n'è mai stato uno uguale. Questo può sembrare come una dichiarazione estremista, ma sono convinto che sia vero.
Sicuramente ci sono stati dozzine, forse centinaia, di artisti leggendari nel corso della storia, ognuno unico ed importante nel suo genere. 
Ma il talento di Elvis Presley arrivava da un altro mondo. Nessuno ha quello che aveva lui. Era riservato solo a lui.
Lui fu l'unico artista al mondo, e io ho avuto il privilegio di conoscere e osservarne molti, che poteva far muovere ed ispirare le persone, tutti i tipi di persone. Una volta che ti aveva "toccato", rimanevi preso per tutta la vita.
E come essere umano? 
Finchè vivrò so che non vedrò mai nessuno avere un effetto così profondo sulle persone. Poteva far sentire chiunque, e dico chiunque, come se fosse la persona più importante del mondo solo parlandoci. Aveva un carisma ed un fascino indescrivibili. E sapete una cosa? Non doveva nemmeno cantare! Quando Elvis entrava in una stanza, anche se non l'avevi visto entrare, potevi avvertire la sua presenza tanto era intenso il suo magnetismo.
Credetemi! Elvis era perplesso di questo fenomeno tanto quanto io o voi lo siamo oggi. 
Per la maggior parte, era un uomo davvero umile. Ma era pienamente consapevole di quel suo dono unico e ha trascorso gran parte della sua vita cercando i regni della spiritualità per capire perchè era stato scelto per essere "Elvis Presley". Per tutta la sua vita si è chiesto "Perchè io?".
Ad essere sincero, da quando Elvis è morto, ho pensato alla mia vita insieme a lui e ho fatto a me stesso la stessa domanda: "Perchè io?"
Prima di incontrare Elvis, ero un ragazzino di un piccolo e tranquillo quartiere italiano di Chicago. Ad eccezione di un viaggio nel Montana, non sono mai andato in nessun posto.
L'ultimo posto che avrei mai pensato di visitare era Memphis, Tennessee. 
Perchè, di tutte le persone che Elvis ha incontrato durante il servizio militare, ha dato attenzione proprio a me? Infatti, perchè anch'io ero nell'esercito? 
Il destino mi ha guidato nell'esercito perchè incontrassi Elvis Presley? Perchè sono stato scelto per essere il braccio destro di una delle persone più influenti della storia, per vedere e fare cose nella vita che i miei amici e la mia famiglia potevano solo sognare, per essere il testimone di nozze di Elvis Presley?
Deve essere stato quel misterioso fenomeno chiamato destino. 
L'intera situazione era già talmente incredibile che non può essere nient'altro. Non riesco a spiegarlo, ma so di essere eternamente grato per questo.
Non che potrei o vorrei dimenticarlo, ma l'immortalità di Elvis e la sua popolarità in tutto il mondo mi dà la certezza che non passerà un giorno senza che io pensi a lui in qualche modo.

ELVIS & "IL LIBRO".

Qualche settimana prima della morte di Elvis nell'Agosto del 1977, un libro dal titolo "Elvis: What Happened?" venne pubblicato dalla Random House.
Era stato scritto da un giornalista di tabloid, Steve Dunleavy, basato sulle interviste con i membri della "Memphis Mafia" Red West, suo cugino più giovane Sonny West e uno dei maestri di karatè di Elvis, Dave Hebler. 
Le 3 guardie del corpo erano state licenziate senza tante cerimonie nella metà del 1976, ma invece di stare buoni finchè la situazione non si fosse risolta da sola, presero una terribile, drastica decisione che distrusse il mondo di Elvis e creò il più grande e devastante sconvolgimento nella sua vita personale, secondo solo alla morte di sua madre.
Il libro divenne una cannonata, uno dei best-seller di tutti i tempi. 
Red West ed Elvis erano molto, molto amici. Venivano dalla stessa parte di Memphis e andavano alla stessa scuola. L'incidente che li legò per sempre accadde durante i giorni alla Humes High School, quando Red difese Elvis da un gruppo di bulli.
Red davvero si accollò il ruolo di proteggere Elvis con la sua stessa vita finchè non si separarono, oltre 20 anni dopo.
Red fu presente fin dall'inizio, e la sua sincerità è provata dal fatto che si sia dimostrato amico di Elvis molto tempo prima che diventasse una star. Red fu uno dei pochi di noi che conobbero la madre di Elvis, Gladys. Non c'è dubbio che i due amici fossero molto legati, quasi come fratelli.
Personalmente non ho mai avuto problemi con Red. A quel tempo sostanzialmente mettevamo da parte le nostre personali divergenze per la voglia di stare insieme e per il divertimento di stare nell'entourage di Elvis.
Oltre ad aver lavorato come stuntman, attore, etc...Red scrisse anche alcune belle canzoni che Elvis incise, come "If You Think I Don't Need You", "Separate Ways", "If Every Day Was Like Christmas" e "Seeing Is Believing". Era un po' paradossale come persona: tagliente come una lama, ma con il cuore di un poeta.
Direi che Red è stato un buon amico negli anni in cui ha lavorato per Elvis, a parte qualche momento di "matto".
La prima avvisaglia di questi suoi momenti successe a Bad Nauheim, in Germania. Elvis lo fece venire in Germania da Memphis per averlo vicino e divertirsi nei momenti liberi.
Ero in un locale pubblico che parlavo con alcuni commilitoni quando improvvisamente iniziò una rissa dietro di me. Prima che capissi cosa stava succedendo, Red West stava prendendo a pugni alcuni ragazzi nel bar. Tutt'oggi non so ancora cosa quei ragazzi fecero o dissero, ma Red andò su tutte le furie.
Forse era un presagio. Red doveva tornare a casa a Memphis. 
Circa 18 anni più tardi il padre di Elvis, Vernon, licenziò davvero Red e suo cugino Sonny, dichiarando che lo fece per alcune costose cause legali contro Elvis a causa di risse provocate da loro.
Ora, ognuno di noi che ha lavrato con Elvis è stato licenziato almeno una volta. Era qualcosa di inevitabile stando vicino a lui tutto il tempo.
Ma sapevamo anche che, in un modo o nell'altro, prima o poi, ci sarebbe stato chiesto di tornare. Quindi per tutta la vita non sono mai riuscito a capire, fino ad ora, perchè Red e Sonny girarono le spalle ad Elvis in quel modo. Disgustati, lo hanno ripagato appoggiandosi ad uno scrittore di gossip e lavorando ad un esplosivo "tell all" sulla vita privata di Elvis, le sue colpe, le sue cattive abitudini e i suoi momenti di collera.
Ad essere giusti, loro hanno anche citato la sua immensa generosità, il suo grande talento, il suo rapporto di grande affetto con i fans, etc...Ma lo scopo principale del libro era di restituire fuoco e fiamme e togliere i coperchi al mito "Presley". 
Ma perchè stava succedendo questo? Non si resero conto che il loro licenziamento poteva essere solo temporaneo? Sono stati mandati via nel Luglio 1976 ed entro sei mesi stavamo già leggendo stralci del libro che si sarebbe intitolato "Elvis: What Happened?".
Beh, vi dirò io cosa è successo. 
Elvis si è gettato su quelle pagine, a leggere le cose più oscene che mai avrebbe immaginato che qualcuno potesse dire su di lui. Ne rimase devastato. Si convinse che questo libro avrebbe distrutto la sua intera esistenza. E in un certo senso, credo l'abbia fatto davvero...
Dopo essere venuto a conoscenza dei contenuti del libro, credo che una grande parte del suo spirito si sia arresa.
Perse la voglia di combattere.
Sul palco cantava sempre "Lord, this time you gave me a mountain...I may never climb". ("Signore, questa volta mi hai dato una montagna...che non potrei mai scalare).
Sebbene non ne abbia mai fatto parola con nessuno a quel tempo, dentro di me avevo la terribile sensazione che questa fosse davvero quella montagna...

http://www.grazielvis.it/forum2/showthread.php?t=3706
Traduzione di Loretta Fornezza alla quale vanno i miei ringraziamenti 

sabato 28 novembre 2015

When My Blue Moon Turns To Gold Again

Versione breve




Versione piu' lunga





When My Blue Moon Turns To Gold Again
Words & Music: Wiley Walker/Gene Sullivan
Recorded: 1956/09/02, first released on “Elvis”

domenica 22 novembre 2015

Home Is Where the Heart Is





Home Is Where the Heart Is
Words & Music: Sherman Edwards/Hal David
Recorded: 1961/10/26, first released on “EP”

sabato 21 novembre 2015

Intervista con Jerry Schilling



Intervista con Jerry Schilling 18 Agosto 2006

Jerry ha un suo intuito…… Era uno dei pochi ragazzi che diceva ad Elvis la verità (George Klein)

Jerry Schilling ricorda il momento in cui è cambiata la sua vita. Aveva 12 anni e una partita di football, in caldo pomeriggio del Luglio del 1954. Il ragazzo che stava di fronte a lui aveva una pettinatura ordinata e imbrillantinata all’indietro, e indossava un paio di jeans, una maglietta bianca ed un sorriso. .... Elvis.

“Era il modo migliore di atteggiarsi senza dare l’impressione di avere un atteggiamento” disse Schilling, 64 anni “Da Roy Rogers a Marlon Brando. Per tutta la mia vita avevo cercato di essere come chiunque altro.”

Così inizia il racconto di Schilling, nel suo libro, su un’amicizia durata 23 anni: Me and a Guy Named Elvis: My lifelong Friendship with Elvis Presley.

Schilling il membro più giovane della Memphis Mafia – un mix di amicizia, sostegno e guardia del corpo – oltre ad essere stato un manager musicale, un editore di films, produttore televisivo e di documentari e Presidente della Memphis and Shelby Country Music Commission.
Dona ad Elvis quella stessa fiducia, che lo ha portato ad essere quello che è oggi. “Ero un ragazzino timido che non parlava molto, che rispetto a quella volta, ha certamente recuperato. Elvis mi ha dato una certa fiducia.”

Schilling è diventato amico di Bono, John Lennon e altre celebrità. “Elvis mi ha dato il passaporto per questo”

D. Di sicuro hai una vista spettacolare dalla tua casa.

JS : Elvis l’ha comprata per me.

D. Puoi dirci qualcosa circa le droghe?

JS: Penso che sia già stato detto abbastanza. Tutto è stato espresso con le prospettive soggettive, e non merita altri commenti. Red, Sonny e Dave hanno esagerato e hanno messo le cose, completamente al di fuori del loro contesto.

D. Che cosa pensava Elvis del libro? (Elvis What Happened)

JS: Mi disse che qualsiasi cosa fosse stata scritta su di lui, era già stata scritta. Perciò, personalmente, non lo infastidiva poi così tanto. Quello che lo infastidiva era che questa volta usciva dall’interno, da amici con cui era stato buono e a cui aveva dato molto. Questo feriva il suo orgoglio. Pensava anche, che un sacco di altre persone sarebbero state ferite, come sua figlia Lisa, o Vernon, o persone che lavoravano con lui. Perciò penso che sia stato molto imbarazzante per lui, estremamente imbarazzante.

D. Sai se Elvis ha letto il libro?

JS: No, Questo è sempre stato come un puzzle. So che era a conoscenza di certe cose che c’erano nel libro, ma non so se l’ha letto.

D. Billy Smith dice di no

JS: Non credo che l’abbia letto. Conoscendo Elvis, e il fatto che non amava nemmeno vedere i suoi films, dubito che l’abbia letto. Non credo che avrebbe voluto leggerlo.

D. A parte l’apparente tentativo con John O’Grady di parlare a Red e Sonny, cercando di convincerli a non pubblicare il libro, per quanto tu ne sappia, Elvis non ha mai fatto grossi sforzi, per bloccarlo, nel senso di chiamare Sonny e Red?

JS: Sì, ha chiamato Red

D. So che ha chiamato Red una volta, ma secondo il libro, lui disse di procedere con qualsiasi cosa stessero facendo.

JS: Questo è stato, dopo aver creduto che avrebbe potuto convincerli a non pubblicarlo. Elvis non è mai stato il tipo di persona da chiedere a qualcuno di fare qualcosa che non voleva. Se conoscevi Elvis, e sono sicuro che Red lo conoscesse, il semplice fatto che abbia chiamato Red era, a dire “Hey, è andata troppo per le lunghe” Ma non l’avrebbe fatto per dire“Red, ti prego, non scrivere quel libro”. Avrebbe umiliato se stesso. Ma la verità è che lui ha chiamato e parlato con Red, questo era il modo di Elvis per scusarsi. Era talmente sensibile che non riusciva a convivere on il risentimento, troppo a lungo.

D. Perché pensi che Red, Sonny e Dave siano stati licenziati?

JS: Non so esattamente il perché, sospetto per una serie di ragioni che sono successe tutte in una volta. So solo che Elvis me ne parlò dicendomi che, semplicemente, si erano allontanati, che non erano più interessati alle stesse cose. Cosa che, d’altra parte, era legittima. Credo che Elvis si fosse stancato dell’iper protezione, anche se, sicuramente, ci sono stati dei momenti che ne aveva bisogno.

D. Ho sentito dire e credo che questo includa anche te, che i ragazzi erano dei parassiti.

JS: Non mi tocca.

D. Tu ti sei tolto, sei andato via e hai fatto le tue cose. Giusto?

JS: Qualche volta, ma sono sempre tornato. Era per seguire cose mie. Infatti una volta stavo parlando con Lamar e dissi “Guardiamoci in faccia, Elvis è una grossa parte della nostra vita e lo sarà sempre!

D. Quello che sto chiedendo è, sec’era un feeling genuino oppure Elvis era una polizza di garanzia?

JS. Come la vedo io, è che ho sempre ammirato Elvis, persino prima di conoscerlo di persona. Ci sono tanti momenti di noia in un lavoro, così come ne abbiamo avuti noi. Tanto tempo in cui dovevi avere una tua forza interiore per sostenere questo genere di vita. Dici a te stesso, sto conducendo questa vita ed è l’unica cosa che so. Cosa succede se mi licenziano? Ma credo che quasi tutti coloro che hanno lavorato per Elvis, prima di tutti erano amici. Tutti noi, gli originali prevalentemente avevamo il lavoro, in seguito all’amicizia. Non era come diceva Elvis: “Ho bisogno di un ragioniere”.
Ho iniziato nella sicurezza, assistendolo in alcuni films, anche fino all’uscita, e poi, negli ultimi cinque anni, sono diventato il suo incaricato alle pubbliche relazioni personali. Quello è stato il lavoro che mi ha offerto in occasione dell’ incontro con Nixon. Quella volta ero con lui. Me lo propose e, sul momento ho rifiutato perché l’idea di tutto quel tempo passato a fare niente, se non guardare ripetutamente film, non mi attraeva.
Dissi: “Come pensi che mi senta, siamo tornati a Memphis e stiamo là seduti per tre mesi e guardiamo films tutta la notte” E’ stato così grande!! Disse solo: “Come pensi che mi senta io, faccio la stessa cosa.” Più tardi mi mandò una lettera in cui mi nominava suo manager per le pubbliche relazioni personali. E le biglie hanno incominciato a girare, di nuovo. Ho promesso a me stesso che se mai fosse diventato come un lavoro, lo avrei lasciato perché non volevo che interferisse con la nostra amicizia. Non solo abbiamo lavorato assieme, ma vissuto assieme. Credo che il gruppo che lavorava con Elvis si sia innalzato, senza rendersi conto, si era elevato a guardare alle necessità, di modo che Elvis potesse vivere la vita che lui voleva viverla, e credo che questo gruppo abbia fatto in modo che potesse averla.

D. Perché pensi che Elvis si sia creato la sua cerchia e non ha mai fatto, veramente, qualcosa di concreto, come hai detto tu, se non andare al cinema? Pagava la gente perché gli stesse intorno? A me sembra piuttosto irreale.

JS: Prima di tutto, la gente intorno a lui era un assortimento molto particolare. Di base, credo che il gruppo fosse un riflesso di Elvis. Parliamo di un ragazzo, un grande intrattenitore molto conosciuto e che era un bel ragazzo. Oltre che essee piuttosto sveglio, nessuno stupido avrebbe affrontato il mondo come ha fatto lui. Quest’uomo aveva una tale profondità, che sicuramente, doveva andare al cinema, per potersi togliere le cose dalla testa. Noi lo sapevamo. Abbiamo fatto cose infantili, quando eravamo già uomini adulti. Era un modo per evadere. I films erano veramente una grande risorsa per lui ed è diventato uno stile di vita.
Una volta eravamo pronti per andare in vacanza in Europa. Per lui era chiaro e deciso. Mi disse che l’avremmo fatto, saremmo andati. Poi ebbe un incontro con il Colonnello che gli ricordò che se l’avesse fatto, senza fare, prima, una conferenza stampa per i fans, questi ci sarebbero rimasti molto male. Così, a quel punto abbiamo dovuto optare per le Bahamas. Tu mi chiedi perché non ha fatto le cose, come gli altri, nella sua posizione, avrebbero fatto? Questo ne è stato un semplice esempio. Perché c’era sempre qualcuno o qualcosa che avrebbe messo i bastoni tra le ruote.

D. Pensi che le cose sarebbero andate in altro modo se il licenziamento di Red, Sonny e Dave fosse stato gestito diversamente?

JS. Si, credo che il licenziamento non sia stato gestito bene. Capisco la loro rabbia e la condivido. Se Elvis fosse venuto da me e me ne avesse parlato, gli avrei detto la mia disapprovazione. Non mi meraviglio che i ragazzi fossero arrabbiatissimi, era stato gestito in un modo totalmente sbagliato, ma, allo stesso tempo, se tu conoscevi la natura di Elvis, sapevi che, vista la sua sensibilità, lui non l’avrebbe fatto. Non avrebbe potuto guardare quei ragazzi e dire “Sei licenziato”. Tuttavia allo stesso tempo, sono convinto che due e probabilmente tutti tre, oggi, sarebbero di nuovo a lavorare per lui.

D. Pensi che avrebbe chiesto loro di tornare?

JS: Sicuramente, ma è stata gestita male ed è mia opinione, che avrebbero potuto contestare la cosa, procedendo a fare tutto il necessario, ma, più di tutto, penso che non avevano il diritto di andare da un editore e degradare l’immagine dell’uomo.

D. C’è niente che vorresti aggiungere??

JS. Si. Ho detto prima quanto ammiravo Elvis, prima di incontrarlo. Auguro a tutti di capire quello che ho capito io conoscendolo: non era solo un ragazzo in più, ma un amico molto speciale, potevi sempre contare su di lui. Allo stesso tempo, era un uomo molto speciale, ma era anche un essere umano e da essere umano poteva sbagliare qualcosa. Un uomo va giudicato per quello che ha fatto. E’ stato un uomo che ha reso felici molte persone nel mondo, ha portato molta gioia nel mondo e ha dato al mondo un sacco di libertà. Ha osato essere diverso. Inoltre era un uomo che non ha mai fatto veramente soffrire nessuno. Ha fatto molto del bene e se ha ferito qualcuno, ha ferito se stesso e non è stato intenzionale. Ma credo avesse il diritto di farlo. Penso che, quando è morto, il mondo ha perso tanta magia e non credo che sarà più la stessa cosa.


George Klein, l’amico di vecchia data di Elvis, ha detto:” Jerry aveva un intuito che molte persone non hanno. Era uno dei pochi che, ad Elvis, diceva la verità. Credo che guardi le cose con un’angolazione diversa perché ha passato con Elvis molto tempo di qualità ed Elvis rispettava la sua opinione su molte cose.”

Kevin Kane presidente della Memphis Convention and Visitors Bureau, ha detto: “Questo libro ci mostra Elvis come un ragazzo normale che era un vero amico. Ci sono storie che non si sono mai sentite prima”.

Schilling aveva un anno quando la madre morì a 27 anni, di febbre reumatica e visse, principalmente, con i suoi nonni fino a 12 anni e poi si trasferì insieme a suo padre. Jerry e il suo fratello maggiore, Billy Ray Schilling, primo Capo della polizia e Sceriffo di Shelby, sono stati lontani per molto tempo.

“Avevo dei sogni” dice Schilling “Uno di questi era di frequentale la Humes High, prima che di incontrare Elvis. La banda marciava lungo la Leath Street, suonando una parata natalizia. Questa era la cosa più eccitante che avessi visto nella mia vita. Ricordo quelle uniformi bianche e arancio.”

Schilling che frequentava la Holy Names, che si trovava a poca distanza dalla casa dei nonni, amava anche ascoltare il deejay Dewey Phillips che suonava rock and roll nella trasmissione radio “Red, Hot and Blue”. “Era quel suono eccitante che era pericoloso e quindi, vietato”.

Una sera, Phillips presentò una canzone incisa da un ragazzo che si chiamava Elvis Presley e che frequentava la Humes. “Oggi, tutti hanno un CD. Quella volta, che non conoscevo nessuno a Memphis, Tenn. che possedesse un disco. Ma, pensa, un ragazzo che vive sulla via in fondo alla mia? E’ stato eccitante.”

Phillips metteva il disco That’ All right (MAma) sempre più spesso e poi intervistò Elvis. “la leggera balbuzie, non so se era James Deanish o Brando. Quella volta è successo che ho detto una piccola preghiera: Vorrei poter incontrare quel ragazzo.”

La preghiera di Schilling fu esaudita alcuni giorni dopo quando Red West, un altro giocatore di football alla Humes, chiese a Schilling se voleva giocare a football con lui e altri ragazzi più grandi, nel Guthrie Park. “Ascoltavo tutto quello che diceva Re, Era l’eroe. Gli altri ragazzi erano anonimi. Fino alla consultazione”.

La cosa interessante … e questa prima impressione mi è rimasta per lungo tempo…. Era che Elvis, non era facilmente avvicinabile. Aveva questa specie di distacco e inoltre aveva quello sguardo negli occhi e forse un piccolo sorriso. Pensai a James Dean, quello a cui non vuoi avvicinarti per dargli una pacca sulla spalla, cose del genere.

“La gente fa films dischi e inizia ad acquisire quell’immagine di star. Elvis aveva questo nel 1954. Io, invece, avevo 19 anni e nessun disco in classifica”

10 anni dopo, Schilling andò a lavorare per Elvis, anziché finire il suo primo semestre al college e diventare insegnante di storia. Ha lavorato per lui per 11 anni. Ed è stato un portatore della bara al suo funerale nel 1977.

D. Che cosa ha convinto Schilling a scrivere un libro su Elvis?
JS: “Non ho mai detto che non l’avrei mai fatto, ma ce ne sono talmente tanti. Dopo che Elvis ci ha lasciato, per me era importante continuare la mia vita, per quanto difficile visto che lui c’ era sempre stato, lì per me. Dopo la sua morte, per due anni non ho mai concesso interviste. All’inizio era troppo difficile.”

Schilling decise di scrivere un libro 2 anni f
JS:“Il mio scopo era di raccontare l’aspetto umano. Esiste questa grande icona e per molti aspetti è una buona cosa, ma la parte umana, personale, sensibile, dell’ amico Elvis si è persa in questa immensa immagine. Ho deciso di scrivere la mia vita insieme al mio amico, secondo il mio punto di vista.”

D. Un’immagine forte del libro, è quando Schilling vede Elvis con una maschera di ossigeno camminando a braccetto con suo padre, Vernon Presely, a Graceland.
JS: “Io avevo 21, 22 anni. Lo conoscevo da 10 anni. Avevano giocato a football e andavamo al cinema ogni sera. Al parco dei divertimenti …. I salti dalle macchine con il viso sporco di fuliggine…. Non mi era mai capitato di vedere Elvis in altro modo, se non quello di un grande. Ero qui a Graceland da solo e vedo Vernon ed Elvis scendere dalle scale. Vernon teneva ad Elvis questa maschera di ossigeno. Sembrava così malato. Vernon appariva così preoccupato. Più tardi ho scoperto che, poco prima, era stato all’ospedale una settimana per fare degli esami e delle radiografie. Si accorse che ero scioccato. Si tolse la maschera e con un sorriso disse, “Ragazzo, questo smog della California raggiungerà anche te.”

Elvis non diceva mai a Schilling che cosa c’era che non andava.
J.S“Quando stava male, non voleva mai farlo sapere, Voleva che si prestassero cure agli altri, chiunque fosse”.

La parte umana di Elvis, nella storia scritta da Schilling, viene evidenziata in quella volta che si sono ubriacati a Las Vegas.
JS:“Era divertente, in un modo adorabile. Rideva, Rideva così tanto che è caduto più volte per terra. Se avessi dovuto scegliere un ubriaco tra i presenti, avrei scelto Elvis Presley”

Ma Elvis beveva raramente, dice Schilling.
JS: “Le due o tre volte che l’ho visto e io avevo partecipato insieme a lui, non riusciva a reggere il male postumo. Penso che fosse importante il fatto di aver visto cosa succedeva ad alcune persone….non della famiglia… ma parenti. Non ne ha mai parlato, ma lo capivo.

Il libro “Me and a Guy Named Elvis” non è un libro sinistro o malizioso.
JS: “E’ vero, ci sono alcune altre situazioni che avrei potuto mettere, alcune scene che avrebbero catturato l’attenzione. Puoi sempre andare da un estremo all’altro, io invece volevo che la gente conoscesse il mio amico come lo conoscevo io, dove giorno dopo giorno, in cui

c’era una base d’amore, paura, tentazione, generosità, con tutte queste cose. Questo sarebbe potuto essere bello se avessi parlato dell’icona, ma io ho scelto di parlare della sua parte umana.

Schilling e sua moglie Cindy, vivono ancora nella casa, che Elvis gli comprò nel 1974, sopra la collina del Sunset Boulevard. Dopo avergli dato la casa, Elvis disse: “Jerry, tua madre morì quando avevi un anno. Non hai mai avuto una casa. Voglio essere quello che ten e dà una.”

D. Schilling era il miglior amico di Elvis?


JS: No, ma sicuramente ero uno di loro!

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Storie da un amico

Il libro scritto con lo scrittore di musica freelance Chuck Crisafull, unisce la storia di Elvis in quanto superstar, con il backstage personale di Schilling nel rapporto tra lui e il Re. Scrive di momenti felici con Elvis, incluso quando è nata sua figlia Lisa Marie. La sua rabbia quando Schilling si trovò preso da donne alle quali era interessato anche Elvis e viceversa e le sue frustrazioni onnipresenti, vista l’impossibilità di interpretare film seri e portare avanti la sua creatività.

Estratti dal nuovo libro di Jerry Schilling "Me and a Guy Named Elvis: My lifelong Friendship with Elvis Presley”



“Conservo teneri ricordi. I bei momenti in cui Elvis era al culmine, quando era bellissimo e dava il meglio di sé. Ma ci sono certi ricordi che, ogni volta, mi fanno rabbrividire. Quei ricordi hanno spesso innescato un incubo, facendomi passare notti insonni”

“Red faceva già parte dell’entourage. Avevano l’abitudine di giocare a football nei fine settimana nel campo della Humes High School. Anche se Elvis prendeva il gioco sul serio Red mi raccomandò di non giocare duro, di non buttare mai Elvis a terra. Farlo sempre vincere. Queste erano le regole se volevo far parte della squadra”

“Nel momento in cui lo incontrai, mi resi conto che in Elvis c’era qualcosa di speciale. Era come se fosse nato per essere famoso. E anche Elvis pensava che la fama fosse il suo destino”.

“Elvis si riufiutava di suonare a casa la sua musica, “Chi ha messo su questa m…a?” gridò una volta quando, a Graceland, un invitato mise sul giradischi All Shook Up “ ricorda Schilling “Elvis era orgoglioso del suo lavoro ma per lui era il suo lavoro. Con la sua musica viveva fuori casa e non aveva bisogno di sentirla in casa sua!”

“ Il tribunale aveva assegnato a Priscilla la custodia di Lisa Marie, ma Elvis pensava che sua figlia sarebbe cresciuta molto meglio in una piccola città come Memphis, come era stato per lui, piuttosto che in una grande città come Los Angeles.
“Il mio peggior ricordo, ed il giorno peggiore della mia vita credo sia stato il giorno in cui Priscilla prese Lisa Marie, e se ne andarono da Graceland. L’immagine di quel giorno ancora mi ossessiona."

“Il 9 Ottobre 1973, dopo 5 anni di matrimonio Elvis e Priscilla erano divorziati. Fu Elvis a scegliere il divorzio, fu un gesto per salvare Priscilla da ogni imbarazzo, in quanto madre di sua figlia, Lisa Marie, che aveva solo 4 anni.”

“Per tutti noi fu un giorno molto triste. Ricordo Elvis, in piedi nella camera di Lisa Marie, in silenzio guardare Alberta (la cuoca di Graceland) che aiutava Priscilla a mettere i vestiti e i giocattoli di Lisa, nelle varie valigie….. Elvis non diceva niente, ma si vedeva il dolore nei suoi occhi”

“Improvvisamente, urlò a me e Joe (Esposito) di aiutare Priscilla a mettere i bagagli in macchina. Elvis non era in grado di portare fuori le valigie, da sè”

“Non consapevole di quanto stesse succedendo ai suoi genitori nella sua camera da letto, Lisa Marie giocava tranquilla e felice, insieme alla sua bambinaia, in giardino."

“Al fine di risparmiare a Lisa il dolore della loro separazione, Elvis e Priscilla le avevano detto che sarebbe andata via, con sua mamma, a Los Angeles, per una vacanza e lì avrebbe iniziato la scuola. Mi si ruppe il cuore vedere Elvis, un uomo che aveva tutto, improvvisamente perdere la persona più importante della sua vita: sua figlia”.

“Lisa era più importante della sua stessa vita e ora gli sarebbe stata portata via”

“Elvis era incredibilmente ingenuo sulle procedure del divorzio, perché mai nessuno aveva divorziato nella famiglia Presley. Inoltre non riusciva a capire perché Priscilla non era felice di essere sposata con lui. Dopo tutto lui le aveva regalato il mondo intero su un piatto d’argento, ma soprattutto non riusciva a capire perché Priscilla aveva bisogno di portare via Lisa dalla casa nella quale era cresciuta e dalla sua amata Graceland”

“Dopo giorni di discussioni, Priscilla lo convinse che Lisa sarebbe stata più felice con un genitore costante, piuttosto che uno che, per la maggior parte dell’anno, era sempre in viaggio. Con rammarico Elvis dovette ammettere che il suo stile di vita non era appropriato per crescere un figlio nella sua città.”

“Elvis stava in piedi guardando Priscilla che caricava la sua Mercedes blue. Priscilla piangeva e tremava!” scrive Schilling “Elvis prese Priscilla tra le sue braccia, la baciò dolcemente sulla bocca e disse “Cilla, di qualsiasi cosa tu abbia bisogno, ma veramente qualsiasi cosa, fammelo sapere”.

Fino all’ultimo, Elvis rimase composto, ma quando arrivò il momento di dare l’ultimo saluto a sua figlia, Elvis crollò e non appena abbracciò la sua amata Lisa scoppiò a piangere. La tenne stretta a lungo, dicendole a bassa voce “Fai la brava, Button-head (testolina)” (Button-head era il nomignolo che usava per Lisa) “Verrai a trovarmi spesso” disse Elvis cercando di rimandare indietro le lacrime. Poi cercando di mascherare la sua disperazione Elvis insisteva dicendole “Dì alla mamma che ti insegni ad usare il telefono, così puoi chiamarmi ogni giorno, okay”.

“Lisa Marie è sempre stata un bambina molto percettiva. Si rese conto che non era il solito saluto. Normalmente, Elvis diceva “Button-head vado via per lavoro. Cosa vuoi che il papà ti porti questa volta?”

Quel giorno era diverso e Lisa l’aveva capito. Lo guardò negli occhi e gli chiese “Stai piangendo, papà?” A quel punto, Elvis diede a Priscilla un’occhiata che di quelle che uccidono, poi consegnò Lisa alle braccia di sua mamma, girò i tacchi, e rientrò in casa, senza voltarsi.
Avevo già visto quello sguardo negli occhi di Elvis. E’ uno sguardo che, quando ci penso, mi fa, ancora, venire i brividi alla schiena…….. è uno sguardo di dolore, rabbia, disperazione e sofferenza.”

“Per il resto del giorno, fino alle 4 della mattina Elvis rimase chiuso nella sua camera. Non voleva mangiare e parlare con nessuno”.

“Noi eravamo molto preoccupati: Pensammo che forse si era preso un mucchio di quelle pillole per dormire. Di tanto in tanto, Joe ed io andavamo controllare e ascoltare dalla porta.
Una volta lo sentii imprecare, un’altra volta urlare, ma il più delle volte lo sentivo solo singhiozzare.”

“Adesso so che quel giorno fu l’inizio della fine per l’Elvis che avevo conosciuto e amato”

Nota in calce: Per quanto riguarda la mia personale esperienza ho sempre visto Elvis disponibile a parlare con me, quando avevo problemi. Mi ha sempre trattato come se fossimo uguali. Elvis era una persona molto profonda. Con me ammetteva le insicurezze che erano le stesse che avevo anche io. Mi disse che, per lui, le cose non erano poi, così diverse….. sicuramente il successo, la fama e il denaro gli avevano dato la possibilità di avere cose belle e comprarsi quello che voleva, ma non ha mai smesso di avere dubbi e paure.

Elvis era una persona che si prendeva molta cura di te. Ricordo che una volta ebbi un incidente in macchina (era il periodo in cui girava Frankie and Johnny).. Ero piuttosto massacrato, ma niente di serio. Quella sera ebbi difficoltà ad addormentarmi. In qualche modo, Elvis lo capì ed entrò nella mia stanza e stette con me a parlare, fino a che non mi addormentai.

Traduzione di Loretta Fornezza
http://www.grazielvis.it/forum2/showthread.php?t=2569


venerdì 13 novembre 2015

I'll Be There



I'll Be There

Words & Music: Bobby Darin
Recorded: 1969/01/22, first released on “Let's Be Friends”
Traduzione di Vali/g52

sabato 7 novembre 2015

Playing For Keeps




Playing For Keeps
Words & Music: Stanley A. Kesler
Recorded: 1956/09/01, first released on single

What's She Really Like



What's She Really Like
Words & Music: Sid Wayne/Abner Silver 
Recorded: 1960/04/28, first released on “G.I. Blues”
Traduzione di Vali/g52

Seconda Intervista a Kathy Westmoreland




D. Descrivi il tuo primo incontro con Elvis e com’era quel giorno. Joyce


KW: Ciao Joyce. 
Felton Jarvis ed io eravamo nella stanza del backstage, prima del primo spettacolo, quando alla mia sinistra uscì un uomo dall’ascensore, in calzoni color cammello, camicia, una giacca di pelle nera, capelli neri, ed occhiali, che mi facevano capire che nascondevano occhi che guardavo ovunque. Eravamo vestiti allo stesso modo…. Anche io ero vestita in color cammello e Felton esordì dicendo “Kathy, questo è Elvis….. Elvis lei è Kathy Westmoreland. E’ il nuovo soprano ed inizierà domani sera”
Lui sorrise (AVEVA CERTI DENTI!!)…. Ci siamo dati la mano e, molto caldamente disse “Molto piacere di conoscerti Kathy. Spero che lo show di stasera ti piacerà”.

Essendo alta 1,65 mi ritrovai a tirare il collo per guardare quest’uomo, che sembrava un motociclista appena sceso dalla sua Harley, per come stava li, in piedi nel suo 1 mt e 83 cm.
Ci mettemmo a ridere sulla nostra differenza di altezza, poi con Felton mi avviai verso la cabina del suono, mentre Elvis si diresse verso il suo camerino…….. A PREPARARSI…. E AVERE UNA FORMA FISICA PERFETTA PER CANTARE ….E PER ESSERE PRONTO PER QUALSIASI COSA!!!

D. Ci descrivi come fu trovarsi sul palco con lui, la prima volta.

KM: Ho preso il mio posto al centro ….. aspettavo…. Aspettavo che si abbassassero le luci e lui arrivò in un jump suit bianco, un DIO GRECO…. L’artista più bello e carismatico che io abbia mai visto ---- CHE TRASFORMAZIONE in pochi minuti! Assolutamente catturava il pubblico – altero come un pavone, ma amorevole come un gatto---- immediatamente prendeva il comando sull’intero pubblico. Oggi posso testimoniare che nessun artista ha mai avuto un dono così grande. E poi …. Poi ….. questo giovane uomo che si chiamava Elvis ……. Cantava… sì cantava, e la gente si addossava sul palco, spintonandosi l’un l’altro……. E lui cantava, e cantava, e cantava, con un’autonomia e una versatilità che nessun altro “Interprete di canzoni” aveva mai avuto prima.
Io ero talmente affascinata che, per i primi 10 minuti, mi sono dimenticata di “rivedere” la mia parte. E’ molto antiprofessionale, ma ero sotto shock per questo grande talento, che a dire la verità, nella mia vita musicale, non mi aveva mai toccato. Ed ero infastidita che nessuno ascoltasse veramente la sua voce e la sua capacità tecnica di cantare. Volevano solo vederlo, toccarlo, essere là. Tuttavia, mi sono ripresa, velocemente e iniziai a prendere le note dove lui si trovava oppure doveva esserci la voce del soprano.
Per i fans di Elvis era difficile da capire, ma per una cantante professionista quale ero io, una che aveva già lavorato con centinaia di cantanti, in quel momento mi sono resa conto che lui superava ed eclissava tutti coloro con i quali avevo lavorato. Per me era una LAVORO, un lavoro temporaneo (secondo la mentalità dei coristi di professione) e quindi dovevo lavorare.
Dopo il primo spettacolo, cercai, senza successo, di mangiare qualcosa e stare nella mia stanza ad ascoltare dei dischi, riguardandomi le pagine della parole. NIENTE MUSICA!! Solo PAROLE. NON mi piaceva questa cosa! Come avrei potuto imparare tutto, entro domani, parola dopo parola? Impossibile!! Dovevo solo “sorvolare, inventare e andare avanti” avevo una gran voglia di fogli su cui fossero scritte delle note, e con sotto le parole per imparare tutto perfettamente.
Poi al secondo spettacolo…. Come pensavo, avevo qualche idea dello schema che avrebbe avuto Elvis – bene…. lui cambiò totalmente tutta la scaletta dello show, tranne 3 canzoni: il pezzo di apertura, quello di mezzo e il pezzo di chiusura.

ACCIDENTI!!! Fu allora che capii che c’era un unico lavoro che dovevo fare…… STARE ALL’ERTA…. ESSERE PRONTA… ESSERE IN FORMA PERFETTA PER CANTARE….. ESSERE PRONTA PER QUALSIASI COSA!!!! Niente sulla terra sarebbe stato in grado di prepararmi per i giorni che seguirono. Quest’uomo….. questo mio nuovo datore di lavoro temporaneo ….. Elvis, …… stava cambiando la mia vita……… PER SEMPRE !!!

D. Cara Kathy, volevo solo sapere quali sono i tuoi migliori ricordi di Elvis? (Pastor)

KM: Ciao Pastor. Il suo sorriso, la sua risata, i suoi scherzi. Ne ho così tanti!! Ricordo anche la sua natura dolce e disponibile sulla quale ci sono grandi momenti. Troppi per elencarli qui. Ricordo anche la sua eccitazione quando studiava la Bibbia, bisbigliava il vero significato nascosto nelle scritture – poi il suo amore per la lettura e lo studio. Tuttora, i miei ricordi preferiti sono la sua risata esplosiva e la gioia che trovava in ogni giorno della vita.
Kat

D. Cara Kathy, tu racconti che Elvis morì perché aveva il cancro, non per problemi di droga. Perché Cilla dice che Elvis aveva problemi di droga? Lei dice chiaramente che è morto per abuso di farmaci. Nella sua storia ELVIS AND ME, ce lo fa apparire come un mostro.
Non ha forse iniziato a prendere pillole quand’era militare? Ciò rende difficile credere che sia morto di cancro. E’ stato detto che alcuni dei farmaci che prendeva possono gonfiare anche te, se ne prendi tanti, ma spero che tu ci dica la verità, perché noi lo amiamo e lo ameremo sempre. Io ho 32 anni. Avevo 6 anni quando iniziai ad amare la sua musica e i suoi films. Ritengo tu abbia una voce meravigliosa e un grande talento e che tu sia stata molto fortunata ad avere la possibilità di fare ciò che le persone più giovani non potranno mai avere. Essere presente al miglior concerto del mondo: un concerto di Elvis (DJ Jackson)

KW: Ciao DJ- No, io non ho detto che Elvis è morto di cancro, ho solo detto che lo aveva. Ma non è quello che lo ha ucciso, nonostante, e lo si può immaginare, abbia contribuito a farlo stare molto male.
Abusava delle prescrizioni, come è già stato detto ma aveva talmente tanti problemi di salute che quelle medicine sono state necessarie per allungargli la vita. Tieni bene a mente, che a quei tempi non esistevano i Betty Ford Clinics e NESSUNO DI NOI aveva idea che quelle prescrizioni mediche potessero essere pericolose.
E’ difficile da credersi, e siamo tentati di buttare tutto nella realtà concettuale di oggi. La cosa che ha confuso molti è che Elvis non ha mai rivelato di essere nato con una problema genetico al cuore, e non voleva che tutto il mondo sapesse che aveva la stessa scadenza di vita, che ha avuto sua mamma e all’intera famiglia di lei, ecc. Un lato del suo cuore era il doppio dell’altro lato, era già nato con un destino per la sua fine.
So che, alla gente, sembra strano che l’ex moglie di un uomo, non sia a conoscenza dei suoi disturbi fisici, ma è andata così. Tutti coloro che riportano che è morto per un’overdose di droga, lo dicono perché hanno avuto notizie di seconda mano, su di lui, da uomini che hanno lavorato con Elvis, e che avevano l’impressione e la convizione che prendesse farmaci su farmaci, senza sapere che Elvis soffriva di malattie molto serie.
Ne ho fatto la lista nelle pagine precedenti. E …. sì hai ragione: Elvis ha preso anfetamine per la prima volta quando gli furono date dall’esercito del U.S., per restare sveglio, al freddo, sotto la neve durante le manovre in Germania.
Kat

D. Ciao Kathy – La domanda che vorrei farti è questa: Elvis aveva una memoria fotografica? Sono stato a 30 concerti e tu hai una bellissima voce. Ai concerti avrei sempre molto parlare con te.
Mrs. Ramonda Brady, 60 anni, St. Louis

KM.
Ciao Ramonda – Che domanda terribile!! Sì, sì, sì Elvis aveva UNA MEMORIA FOTOGRAFICA!
Ammetto la mia invidia, quanto sarei disposta a strisciare per terra se riuscissi a ricordare tutto quello che dovrei.
Bastava che leggesse la pagina di un libro, UNA VOLTA, e sapeva ripeterla letteralmente, “parola per parola” . (Ridendo di questo suo straordinario dono, amava darmi un piccolo “spintone” molto simpatico. Io mi SENTIVO terribilmente gelosa, lo dico ridendo, naturalmente)
Questa memoria fotografica era certamente comoda per lui quando ascoltava qualcosa che poi avrebbe voluto interpretare. Non gli serviva ripassare. Ascoltava UNA VOLTA E LA SAPEVA immediatamente, poi la faceva con stili diversi per poi decidere come l’avrebbe eseguita.
Questo è UN REGALO DA SOGNO, del quale, chiunque sia nello show business, vorrebbe essere benedetto.
Kat

D. Kathy, su tutti i libri che sono stati scritti e le interviste rilasciate da quelli che sono chiamati gli “amici” di Elvis Prespley, io sono orgoglioso di Charlie perché NON ha mai voltato le spalle al suo amico.
So che, alle volte, Charlie ed Elvis si mascheravano e andavano in North Alabama a trovare la famiglia di Charlie per un po’ di meritato riposo.
Lo hai sentito anche tu?
Inoltre, credo anche di aver sentito dire che, nel 1975 o giù di lì, sotto altro nome e veste, Elvis fu ricoverato all’University Hospital di Birmingham per fare un trattamento (stomaco o colon?). Puoi confermarlo?.
Per quanto riguarda il gonfiore, mio fratello, mia sorella ed io abbiamo visto Elvis a Huntsville, nel giugno 1975 (aveva un aspetto meraviglioso) poi a Tuscaloosa nell’Agosto del 1976 (gonfio) e l’ultima volta a Birmingham, nel dicembre 1976 (di nuovo in splendida forma) e ho anche avuto la possibilità di essere ad un concerto dove suonava al piano e cantava “Unchained Melody”.
Kathy grazie per una risposta. Ti abbiamo seguita tante volte ai concerti in TV, nei video e in filmati che alle volte ci sembra di conoscerti. Cari saluti Janie.

KW: Cara Janie, grazie per la tua bella lettera. Non ricordo nulla riguardo il fatto che Elvis sia andato in ospedale a Birmigham, e nemmeno ho sentito che Charlie ed Elvis si siano camuffati per andare in Alabama. TUTTAVIA, questo potrebbe essere successo. Elvis, alle volte, SI CAMMUFFAVA quando voleva sentirsi libero di muoversi e divertirsi. Non era così limitato, come da molti è stato fatto credere.
Apprezzo molto i tuoi commenti riguardo il gonfiore. Sandi Pichon ha pronto un libro che andrà in stampa, che documenterà con delle foto, quello che tu stai dicendo. IL GONFIORE andava e veniva, di giorno in giorno! E’ pazzesco come la gente lo abbia definito grasso…… naturalmente, senza conoscere i fatti reali.
Uno come te ha potuto notare la differenza tra un giorno e l’altro, altrimenti sarebbe difficile spiegarlo e far conoscere la verità agli altri.
Grazie infinite!
Kat
D. Ciao Kathy, leggevo quello che hai detto a proposito di come era Elvis, veramente. E’ incredibile come riuscisse ad esibirsi. Dio lo benedica. Però la mia domanda è: Sicuramente Red e Sonny (che scrissero il lbro) e il Col. Parker sapevano che il loro “amico” aveva altri problemi che non erano solo “prendere dosi massicce di farmaci”, come hanno fatto vedere. (So che il Col non l’ha mai detto). Quando Elvis disse “Ne ho bisogno” ovviamente intendeva che aveva bisogno di medicine per andare avanti. Altrimenti il libro avrebbe dovuto aprirgli gli occhi…….. E’ una delle risposte più fuorvianti che il mondo abbia mai ascoltato! Barbara.

KW: Cara Barbara, grazie INFINITE per questa GRANDE DOMANDA! Purtroppo “l’ abuso di farmaci” esiste, più di chiunque altro ma quelli che potrebbero giurare sulla segretezza da parte di Elvis, non sanno assolutamente NIENTE dei seri problemi di salute per i quali soffriva. Nello Show Business è uno standard, di NON far sapere, quando hai una qualsiasi malattia che sia seria, poiché potrebbe avere degli effetti non solo sulla tua capacità di impegnarti con concerti, ma potrebbe anche turbare molto il pubblico e quelli che lavorano con te.
Elvis disse “Se viene fuori, una qualsiasi di queste cose…. come potrebbe divertirsi ll pubblico? Tutto quello che penserebbero è…… quanto durerà? Non godrebbe di nulla perché sarebbe ossessionato da quanto sono ammalato. Come ti sentiresti se tu stessi cantando con qualcuno che sai avere il cancro?” Comprensibilmente, è parzialmente responsabile di non aver voluto che nessuno facesse trapelare un qualsiasi minimo dettaglio. Lui sapeva ESATTAMENTE quanto tempo aveva, e non volle smettere fino al giorno della sua morte. Spero che questo ti abbia fatto capire qualcosa.
Kat

D. Ciao Kathy, ho sentito che hai il virus epstein-barr. E’vero? Non è una malattia del bacio. Chi hai baciato?? Oppure devo andare nel tuo sito per trovare la risposta? Nancy.

KW: Ciao Nancy!
Sì è vero! Si chiama virus epstein-barr, ed è una specie di mono nucleosi, ed è stata studiata dai maggiori fisici, per molti molti anni. Si hanno i sintomi della mononucleosi, ma è 1000 volte peggio. A quanto pare, avevo la mono già negli anni ’70 ma NON LO SAPEVO. Visto che per un lungo periodo mi sentivo stanchissima, il mio medico pensò avessi la mono, ma negli esami di quegli anni, non si riusciva a vedere.
Dio solo sa quanti milioni di persone in tutto il mondo hanno sofferto di dolori alle giunture, di una febbre che non se ne va mai, e si è sempre sentito dire che non c’era niente che non funzionasse!!! Da parte mia ho anche pensato che ci sia stata una forte possibilità che anche Elvis l’avesse….. Con tutte quelle donne del pubblico che baciava è stato VERAMENTE MOLTO A RISCHIO (Nancy, forse sei stata una di loro……. Magari l’ha preso da te? Heheheheh).
Sembra che io sia in “buona compagnia”, perchè ho saputo che l’elenco di chi ne è stato affetto ci sono Cher, Marie Osmond, Lisa Marie Presley, e altri.
Così se ti senti “oltre la stanchezza” e ti capita che sia stata diagnosticata una fibromialgia, MS, o cose simili, INSISTI con gli esami del sangue per l’EPSTEIN BARR. QUESTO VIRUS, SOLO DI RECENTE, E’ STATO UFFICIALMENTE RICONOSCIUTO. Inoltre fai attenzione e tieni sotto controllo il tuo sistema immunitario che ti può proteggere da contagi.
Grazie Nancy per questa domanda, perché ritengo estremamente importante dire qualche parola su questa malattia ampiamente diffusa e di cui ne soffrono milioni di persone, senza una vera spiegazione.
E sì……… effettivamente devi andare nel mio sito per trovare chi ho baciato per ultimo.LOL
Kat

D. Cara Kathy, Ho appena letto la tua risposta alla domanda riguardante la salute di Elvis. Non sapevo che fosse così malato e, nonostante questo, continuasse ad esibirsi per tutti i suoi fans. Lui è realmente una delle persone più sorprendenti del 20° secolo.
Vorrei sapere una cosa: nonostante tutta questa sofferenza e i dolori, è stato comunque felice qualche volta? C’era qualcosa che gli dava quella stessa gioia che lui dava ai suoi fans? Mi sento così male per lui, non ho mai potuto vederlo ad un concerto perché, quando morì, avevo solo 4 anni, ma sento un gran desiderio di sapere se c’era qualcosa che lo rendeva felice. Per tutta la vita, lui è’ stato il mio eroe e continuerà ad esserlo fino al giorno che lascerò questo mondo per vedere un grande concerto di Elvis in cielo!!!!
Grazie di permettere, a noi giovani fans, di conoscere una parte diversa di lui. Ci aiuta a sentirci come se l’avessimo incontrato, anche noi, almeno una volta. Abbi cura di te e spero che ci incontreremo a Memphis!!
TCB Claire

KW: Cara Claire, grazie della domanda! Per me è una cosa importante.
Elvis NON aveva quella personalità “depressa”, come è stato rappresentato!! Almeno non fino alle sue ultime ore buie! Rideva e, in qualunque modo si sentisse, trovava sempre come divertirsi. Naturalmente, come qualsiasi altro essere umano che sta morendo, e lo sa, e si sente male, ha avuto dei momenti di tristezza. Ma questi brevi momenti erano assolutamente normali!!. Non so da dove sono uscite queste storie di una persona molto depressa, se non da qualcuno che non lo vedeva spesso, ma gli capitava di arrivare in uno di quei momenti in cui non stava bene. Ed così ha riportato questa storia!! Il 99% delle volte Elvis rideva, scherzava! Aveva una speciale capacità di trovare lo humor in ogni cosa. ADORAVA Lisa – numero uno – e se ricordi, la notte prima che morisse, ha persino giocato a racquet ball e cantato accompagnandosi con il pianoforte (altri due suoi grandi amori).
Kat

D. Ciao Kathy, C’è un posto dove posso comprare il tuo libro sulla storia tra te ed Elvis. Ho cercato in un magazzino dell’usato, ma non sono stata fortunata. Hai qualche suggerimento? Jo Ann Sitler.

KW: Cara JoAnn grazie per la domanda. Forse questa è una di quelle domande che mi faccio più spesso. Il mio libro, nella sua prima pubblicazione non è più disponibile, Tuttavia, il mio nuovo libro è quasi finito di stampare, finalmente. Questo includerà anche tutte le storie vecchie e molto di più. Nuove foto, storie che, nel precedente, non sono state messe. E questo sarà disponibile ad un prezzo NORMALE! Ho sentito dire di persone che, in quanto collezionisti, hanno comprato copie USATE del mio libro a prezzi esorbitanti, DA PERSONE CHE L’AVEVANO COMPRATO IN ORIGINALE!!! E-bay, $90/$100 e su Amazon da $ 367,50 fino a $ 450,00.
Tieni conto che NON SONO IO CHE LI VENDO!!!! Penso che ci siano persone che hanno comprato la vecchia versione, numerata e firmata anni fa, e l’hanno rivenduta adesso. Puoi trovare una copia nelle librerie locali. Per averne una copia, LA County ha una lista d’attesa da parecchie settimane.
Kat

D. Ciao Kat, mio padre vorrebbe sapere se tuo padre era il Generale Westmoreland???. Non l’ha conosciuto, ma sa la sua storia…… Così ci siamo stupiti. Kimberly.

KW: Ciao Kim. 
Buona domanda e quanto si deve essere meravigliato tuo padre !!! No, il Generale William Westmoreland non è mio padre, ma siamo parenti!! Questo potrebbe essere anche capovolto, credo di dover fare una ricerca con alcuni miei parenti. Il nonno del Generale Westmoreland e il padre di mio padre (o nonno….. di questo sono sicura) ERANO FRATELLI. Perciò secondo i calcoli di famiglia, noi eravamo quarti cugini o qualcosa del genere. Lui aveva una figlia che si chiamava Kathy (Kathryn, credo, e io sono Kathleen), così questo ha creato confusione. L’hanno chiesto spesso ed ora, forse, è un po’ più chiaro. Cercherò di trovare maggiori dettagli. So che la sua famiglia e quella di mio padre, originariamente, erano della stessa zona del paese. Nord e Sud Carolina, anni addietro, prima ancora della migrazione verso gli Stati Uniti.
Kat

D. Cara Kathy, è vero che Elvis morì per cancro alle ossa? E’ vero che te l’hanno Charlie Hodge e il Dr. Nick nel 1976 o 1977? E’ vero che Elvis ha avuto 3 attacchi di cuore prima dell’ultimo? Ray Covey

KW: Caro Ray, sì Elvis aveva un cancro alle ossa. Me l’ha detto lui stesso quando l’ho incontrato la prima volta nell’agosto 1970. Anche i medici lo dissero a tre di noi, il giorno del funerale, ed è stato confermato dall’autopsia. Si era allargato in tutto il suo corpo, ma NON L’HA UCCISO. Questo però gli causava forti dolori e stanchezza.
Quando il cancro si espande alle ghiandole, causa anche gonfiore. Elvis si gonfiava per più di una ragione. NON ERA GRASSO !!!! Aveva RITENZIONE IDRICA causati dai disturbi di insufficienza cardiaca, la diffusione del cancro alle ghiandole e il colon spatico attorcigliato. Quando toccavo le sue mani, rimanevano le impronte del tocco. Le guardava, le fissava e diceva…. “guarda, di nuovo gonfio, di nuovo pieno di…. acqua”. Diceva che essere a conoscenza che alcuni lo definivano GRASSO, lo faceva soffrire moltissimo. Un giorno appariva gonfio (che è quello che i giornali mostrano, in particolare i tabloid) e il GIORNO SUCCESSIVO, appariva normale, snello (cosa che i media NON HANNO MAI DOCUMENTATO). Questo sarà evidenziato e dimostrerà che è vero, in un nuovo libro che sta per uscire. E’ il libro di un fan, un caro amico. Sandi Pichon, che ha seguito i nostri tours e ha fatto foto giorno dopo giorno. Presumo che, tristemente, la storia sia ancorata in questa falsa immagine, per un uomo storicamente così importante. Per quanto riguarda GLI ATTACCHI DI CUORE…. S’, ne ha avuti almeno TRE prima della sua morte. Uno è successo quando stavo con lui a Baltimore, Maryland. Si rifiutò di andare in ospedale…… “stare là e “aspettare di morire” diceva “Voglio morire sul palco”.
Elvis soffriva anche di anemia perniciosa (il suo corpo non riusciva a metabolizzare la vitamina B), diabete, GLAUCOMA che gli provoca tremendi mal di testa e convulsioni (infiammazione del cervello causate da tutte queste malattie ….. Se leggi, con i disturbi che le convulsioni provocano, una persona APPARE COME SE FOSSE UBRIACA O DROGATA. CONTROLLA E VEDRAI CHE LE “CONVULSIONI EPILETTICHE O DISTURBI DI CONVULSIONE. FANNO APPARIRE LA PERSONA DROGATA O UBRIACA, in molte occasioni.
Inoltre Elvis e suo padre soffrivano di sonnambulismo ….. quando Elvis era bambino, si trovò all’esterno con il capotto. Era così imbarazzato. Doveva avere sempre qualcuno che vigilasse la porta della sua stanza così non sarebbe uscito in pigiama! Io, molte volte l’ho preso, mentre faceva cose simili. Poteva sbattere contro qualcosa e farsi male. QUESTO ERA UN DISTURBO CLINICO DEL SONNO …….. perciò le pillole per dormire lo aiutavano in questo senso e ricorda che ALLORA nessuno sapeva quello che sappiamo ADESSO…. In merito ai danni di alcune prescrizioni mediche (lui ne prendeva 5-6 diverse) Non c’erano CLINICHE BETTY FORD A QUEL TEMPO! A quei tempi, era implicito aver fiducia nei medici.
Elvis ODIAVA LE DROGHE ILLEGALI e veramente avrebbe voluto essere un medico. Aveva una fiducia TOTALE in loro. In difesa dei medici che curarono Elvis, devo dire che QUELLA VOLTA, NEMMENO LORO SAPEVANO DELLE CONSEGUENZE E DEI DANNI !!!
Grazie della domanda fantastica. Mi auguro sinceramente che il mondo intero voglia veramente sapere LA VERITA’ e non solo lo scandaloso trash su tutti.
E’ una cosa che mi addolora tuttora.
Kat



Traduzione di Loretta Fornezza
http://www.grazielvis.it/forum2/showthread.php?t=2553

Intervista a Kathy Westmoreland


Intervista a Kathy Westmoreland


La prima domanda che ho fatto a Kathy è stata semplice. Chi è Kathy? Tipico di Kathy ,e come io mi ero aspettato che rispondesse , non sono stato deluso quando ha detto…
- Aha. Se solo fosse semplice dare una risposta!

Così ho proseguito con alcune domande più facili... Quanti anni avevi quando ti è nato per la prima volta il desiderio di fare la cantante come lavoro?
- sono cresciuta cantando in chiesa, ma ricordo chiaramente una domenica mattina all’età di dodici anni quando ho iniziato a cantare un piccolo assolo che avevo nel coro , e la mia voce di bambina ad un certo punto durante la settimana precedente era diventata la voce di una donna! Ero scioccata, così come lo erano quelli intorno a me. E’stato allora che ho iniziato a prendere le lezioni di canto seriamente, e ho iniziato a sognare che un giorno sarei stata una cantante professionista. Quando ho raggiunto i sedici anni ho iniziato a credere veramente che un giorno sarebbe stato possibile.

Quali erano le tue aspirazioni da ragazza?
- Suppongo fossero le stesse di tante altre ragazze giovani;sognavo di incontrare il mio principe azzurro,e di avere figli naturalmente.questo era il mio più grande desiderio.subito a seguire, tuttavia, e quasi a pari merito, c'era il sogno di diventare una cantante professionista, e certamente il forte desiderio di rendere il mondo in qualche modo migliore prima della mia fine.credevo veramente che se avessi lavorato abbastanza e mi fossi preparata per qualsiasi cosa avessi in mente, sarebbe venuto tutto naturale, come quando si piantano dei semi nel terreno e poi nasce un albero, pensavo che ogni idea che concepivo e nutrivo avesse portato dei frutti. Credevo che le stesse leggi che si applicano alla natura si potessero applicare alle idee e ai pensieri. Non c’era assolutamente possibilità che questi pensieri, questi sogni, queste idee, non portassero frutti. A un certo livello, questo modo di credere effettivamente è vero! Ho anche scoperto che molte cose nella vita semplicemente ti capitano, non importa ciò che hai programmato. Questo è quando le cose iniziano a diventare complicate. Ci sono momenti nella vita in cui uno deve decidere come rispondere e come reagire a questi eventi. Non ho ancora incontrato una persona che non fosse magari impegnata a preparare il tè quando all’improvviso … sono stati costretti a preparare una limonata per sopravvivere , o chissà cosa..??? La cosa importante è avere qualche piano d’azione, e quindi una buona idea su come reagire quando la vita fa a modo suo.

Dicci a che punto eri nella tua carriera quando hai iniziato a lavorare con Elvis?
Cantavo da professionista dal 1963 (appena dopo preso il diploma) e sono stata chiamata da Elvis nell'agosto del ’70. Quindi.. ero tra il sesto e il settimo anno della mia carriera, avevo già viaggiato parecchio e avevo deciso senza ombra di dubbio di non voler più muovermi di città in città, infatti fortunatamente avevo cominciato a fare lavoro in studio in Los Angeles nel 1968, e avevo appena cominciato a godermi davvero di essere fissa in un posto e non di dovere spostarmi sempre di città in città.
Quando Elvis mi chiamò stavo lavorando con i Ray Coniff Singers, I Johnny Mann Singers, e il mio concerto principale fu quello dei Jimmy Joyce singers. Apparivamo regolarmente negli show di Red Skelton, Tim Conway, Bobby Darin, inoltre facevamo colonne sonore e altri show televisivi come quello che una volta era conosciuto come “Hollywood Palace”, una cosa del genere. Andavamo anche tutti i giorni da una sessione di registrazione ad un’altra, con artisti diversi, molti giorni senza neanche sapere di ora in ora dove saremmo stati chiamati dopo! Nelle pause caffè controllavamo tutti le nostre segreterie telefoniche per vedere se avevamo altre sessioni da fare o se per quel giorno era finita lì e saremmo potuti andare a casa.Ho scoperto che all’epoca ero veramente eccitata dal non sapere dove sarei stata per l’intero giorno, e il brivido di lavorare sempre con nuovi artisti , conosciuti e non, era molto interessante per me.
Lavorare con così tanti degli artisti famosi che erano così conosciuti era molto affascinante.ognuno con il suo particolare talento o dono mi intrigava. Molti di loro erano artisti che non mi avevano particolarmente colpito finchè non ho lavorato con loro. Ero di continuo sorpresa di trovare artisti che non avevo veramente apprezzato finchè non ci ho lavorato insieme. Durante queste sessioni diveniva ovvio per me il motivo per cui un particolare artista aveva lasciato il suo marchio nell’industria discografica.
Sorprendentemente , Elvis stesso fu uno di questi. Finchè non ho lavorato con lui, non ho visto i suoi “doni” dal vivo, non riuscivo ad apprezzare a pieno la sua grandezza. C’erano alcuni dei suoi dischi che pensavo fossero divertenti, ma il suo vero genio non l’ho visto fino a che non ho iniziato a passare del tempo con lui. Il suo successo commerciale aveva chiaramente messo in ombra il suo vero genio, il dono che aveva di interpretare una canzone e farla sua.

Non eri proprio una fan di Elvis prima di lavorare con lui, vero?
Bè,ecco..in qualche modo ho già risposto a questa domanda.in breve , no..non ero una fan.non avevo veramente colto il suo genio fino a che non l’ho visto dal vivo,e durante quel primo concerto che vidi mi fu detto di guardare bene prima che fossi salita sul palco con lui.Ero stata chiamata all’ultimo momento per sostituire Millie Kirkham, e ero stata consigliata dagli altri per il posto. L’unico requisito per il lavoro era essere capaci di cantare su note alte e…cosa più importante…essere in grado di improvvisare, di seguirlo dovunque avesse deciso di andare in quel momento, musicalmente parlando. Mi si disse che avrebbe potuto chiamare una qualsiasi tra cinque o seicento canzoni, e che dovevo essere pronta a dare il mio contributo su ognuna, sia che conoscessi il motivo oppure no.
All’inizio è stato abbastanza impegnativo come responsabilità,
e certamente avevo i miei dubbi sul fatto di esserne capace. Ero abituata a provare moltissimo le vocalizzazioni, le parti scritte, etc., ma questo si è poi rivelato uno degli aspetti più eccitanti nel cantare con Elvis!l’abilità che aveva di scegliere una qualsiasi tra centinaia di canzoni, eseguirla in diversi stili, a seconda del suo umore in quel particolare momento.

Qual’è stato il fattore più importante che ha contribuito alla decisione di andare in tour con Elvis ?
Penso che dovresti chiedermi cosa mi ha colpito maggiormente nell’andare in tour con Elvis?la cosa che ricordo di più è semplicemente che ogni concerto non era solo “un altro concerto” . Era un “happening”, se intendi quello che voglio dire.la reazione del pubblico durante i primi secondi in cui Elvis appariva sul palco , l’incredibile entusiasmo di queste persone si esprimeva nel modo in cui avevano atteso i per vedere l’uomo che adoravano da vent’anni . Poi, appena lui arrivava sul palco, gli applausi e le urla ti facevano pensare”questo potrebbe essere lo stesso suono che si sentirà il giorno della fine del mondo”.Un suono che ti sovrastava, flash accecanti che non smettevano mai per tutta la durata del concerto, e noi sul palco che potevamo sentire le emozioni della gente. La parola più vicina che riesco a trovare per descrivere la sensazione è “elettrizzante”. Così tanto che ci volevano ore dopo ogni concerto per calmarsi!
C’era così tanto scambio di energia tra il pubblico ed Elvis. È chiaro che c’erano altre cose riguardanti il tour che non erano così piacevolitaccare il mio telefono dovunque andassimo, perché arrivavano dalle 75 alle 100 chiamate durante il pomeriggio, mentre noi, dormivamo, e ognuna di queste qualcuno si spacciava per mio padre o mia madre. Di contro la mia famiglia non poteva raggiungermi se ci fosse stata un’emergenza.
Una cosa che adoravo era viaggiare in aereo , aereo che era a nostra disposizione , e muoverci di città in città , non ne avevo mai abbastanza di volare in quei giorni. Oggi però, insieme a ogni altro americano trovo fastidiosi i giorni in cui devo prendere l’aereo per volare di qua e di là, e in più il fatto di non essere su un aereo privato pieno di comodità(uno dei nostri aveva due stanza da letto, una col camino!),una pista da ballo e un organo, l’intollerabile inconveniente di sapere che potrei aspettare per eventuali ritardi, potrei perdere il bagaglio o perdere una coincidenza,mi rende l’idea di volare in aereo molto fastidiosa. Penso che sono stata molto viziata viaggiando con Elvis! Lui si assicurava che tutti noi avessimo le comodità di casa, che fossimo trattati come re e che ci fosse ogni cosa di cui avessimo bisogno. Non si dimenticava mai quanto era dura viaggiare ed esibirsi se si era esausti,quindi faceva qualsiasi cosa in suo potere per assicurarsi che stessimo il meglio possibile. Nonostante questo, era sempre molto stancante, e quando guardo indietro a quei giorni adesso mi chiedo come abbiamo potuto sopravvivere agli orribili orari e impegni , non importa quanto tutto fosse meravigliosamente organizzato per noi.

Continua.......
Traduzione testo di Loretta Fornezza  che ringrazio di cuore
http://www.grazielvis.it/forum2/showthread.php?t=2553